Trekking in Friuli: la Val Rosandra

Val Rosandra trekking Friuli

Il trekking in Friuli più coinvolgente è tra i paesaggi selvaggi della Val Rosandra: uno dei luoghi con il più ricco patrimonio geomorfologico del Carso triestino.

A pochi chilometri da Trieste, all’esatto confine con la Slovenia, nel comune di San Dorligo della Valle – Dolina, si trova la Val Rosandra, un solco vallivo che divide l’altipiano carsico. La sua estensione va dallo sperone di Draga allo sbocco di Bagnoli e misura circa 2.500 metri.

Attraversata da un unico corso d’acqua superficiale, il Torrente Rosandra-Glinščica, questo luogo è tra i maggiori testimoni faunistici e geomorfologici del carso triestino, grazie alla varietà di terreni, fauna e flora che il fiume stesso ha alimentato per centinaia di anni.

Oggi Riserva Naturale Regionale (della val Rosandra), si questa valle si estende su circa 746 ettari ed è caratterizzata da un aspetto incredibilmente selvaggio costituito da rupi, ghiaioni e pareti a strapiombo, nonché da un elevato numero di grotte, che ne hanno fatto la meta ideale per escursionisti, rocciatori, speleologi e studiosi

La Val Rosandra: un serbatoio per il passato

Val Rosandra
Val Rosandra, trekking e natura nel Friuli Venezia Giuli

Si può dire che la Val Rosandra testimoni il passato e il presente di questi luoghi carsici sia dal punto di vista geologico – naturalistico, sia dal punto di vista storico.

La sua vegetazione infatti (nonostante i molti aspetti originali che la distinguono da altri luoghi) è lo specchio di tutto il patrimonio vegetale del Carso, come le piante per esempio, che includono entità endemiche o rare. Il suo paesaggio dunque, può farci spaziare dalle Alpi all’Europa centrale, dai Balcani all’Europa orientale, dall’Adriatico al Ponto, e persino portarci in altri continenti.

La Val Rosandra però è anche luogo di storia: e quasi tutti gli itinerari che la attraversano, sono testimoni di un passato ben diverso da oggi, popolato da uomini e viandanti, di transito e di commercio.

Presso la foce del Rosandra, per esempio, c’è un’antica via, un tempo usata per il commercio del sale (il principale sostentamento dell’area), c’erano i mulini per le spezie che viaggiavano alla volta dell’Europa centrale, o la piccola Chiesa di Santa Maria in Siaris che secondo la leggenda, venne fatta edificare da Carlo Magno in persona, per esservi sepolto il giorno della sua morte.

Infine, qualche resto dell’ex ferrovia che collegava Vienna con Venezia, Trieste e l’Istria attraverso Lubiana e che oggi, grazie ai tratti ferroviari scavati nella roccia carsica,sono luoghi di passaggio ciclo-pedonale.

I sentieri del trekking in Val Rosandra

Val Rosandra trekking
Val Rosandra, il trekking si svolge anche lungo i sentieri di una antica ferrovia ora “riconvertita”

Gli itinerari che percorrono la valle in lungo e in largo sono molti, gran parte di questi però sono accomunati dalla presenza, appunto, di vecchi ruderi testimoni del suo passato commerciale.

Il primo itinerario consigliato, parte da San Lorenzo che, attraverso i suoi paesaggi mozzafiato raggiunge il Monte Stena. La durata media è di un’ora circa ed è un percorso consigliabile a tutti.

La seconda tratta parte da Bagnoli per arrivare a Botazzo, si allunga per 2Km ed è considerato un percorso facile.

Tutto il sentiero è tracciato da segnavia del CAI ed è il più importante fra tutti quelli della valle, perché permette di raggiungere luoghi come la Chiesetta e il monte Carso.

Molto suggestivo è anche il sentiero della Ferrovia che attraversa tutta la Valle (da Via Orlandini a Trieste, fino ad Erpelle in Slovenia) e si incanala come un vecchio treno, tra le ex gallerie scavate nella roccia, regalandovi un percorso intriso di storia. La sua lunghezza è di circa 20 km con un dislivello massimo di 490 metri. Lungo tutto il tragitto si incontrano ben 9 caselli e 2 stazioni ferroviarie.

Il sentiero dell’Amicizia, (Bagnoli – Bottazzo – Beka) ha una durata di 3 o 4 ore ed è famoso soprattutto perché corrisponde all’antica Via del Sale. Anche qui dunque, sarete immersi così tanto nella storia da avvertire la differenza tra natura incontaminata e antiche voci dei vecchi commercianti medievali.

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