Fonti del Clitunno, in Umbria tra storia e letteratura

Fonti del Clitunno
Fonti del Clitunno

Un itinerario fuori dai classici circuiti turistici quello che ci porta alle Fonti del Clitunno, uno specchio d’acqua limpidissimo alimentato da sorgenti spontanee nel cuore dell’Umbria.

Un verde angolo di paradiso. Un parco naturalistico popolato da cigni, anatre, nasturzi acquatici in una miriade di colori tra salici e dei pioppi che si estende per oltre 10 mila metri quadri sulla via Flaminia fra Spoleto e Foligno, nel comune di Campello sul Clitunno.

Un posto veramente da favola che fin dall’antichità ha ispirato pittori, poeti e scrittori, come Plinio il Giovane, Virgilio, Corot, Byron e Giosuè Carducci.

Fonti del Clitunno mappa

 

Le Fonti del Clitunno, una boccata di rigenerazione

Le Fonti del Clitunno sono definite da tutti un vero gioiello del territorio. Un piccolo eden non solo naturalistico e botanico ma anche letterario. Fin dalla notte dei tempi questo angolo umbro ha rappresentato una fonte di ispirazione ma anche di relax e rigenerazione. È come se infondesse nel visitatore serenità, racchiudendo in sé un vero potere catartico. E ancora oggi è così.

Fonti del Clitunno
Fonti del Clitunno, nel cuore dell’Umbria

Per chi si trova nelle zone di Spoleto è impossibile non fare una capatina alle Fonti del Clitunno. Una fuga dalla calura estiva, ma anche dal caos e dalla routine della quotidianità per una boccata di rigenerazione che solo angoli di natura così sanno regalare. Visitare il Parco non richiede molto tempo. Vi assicuriamo che la bellezza rinfrancante renderà prezioso ed indimenticabile ogni attimo.

Una rara bellezza che si racchiude in una semplicità austera e raffinata. Le sorgenti sotterranee alimentano il laghetto e fuoriescono dalle fenditure delle rocce. Con la loro copiosità, anticamente, formavano un fiume navigabile che portava fino a Roma.

Uno specchio d’acqua che ha fatto davvero la storia dell’Umbria con i suoi colori intensi e cangianti dal turchese al verde, dal giallo all’azzurro. Colori che cambiano a seconda delle stagioni e dell’intensità della luce che incontra la vegetazione circostante.

Anch’essa molto variegata, dal fanerogame alla coda di cavallo, dal muschio al nasturzio acquatico. Una natura che insieme a rigagnoli, cascate, pontisentieri crea un labirinto naturale di rara suggestione.

Un mini tour tra natura, storia e letteratura delle Fonti del Clitunno

La visita di questo luogo, come anticipato è breve, ma è davvero una tappa piacevole e rilassante. Un percorso ideale per chi vuole scoprire una chicca del paesaggio italiano e trascorrere una giornata immerso nella natura.

Fonti del Clitunno
Fonti del Clitunno, alla scoperta del Tempietto

Per visitare le Fonti del Clitunno è necessario munirsi di biglietto (€ 3,00) con sconti e riduzioni per gruppi consistenti e studenti. I bambini sotto i 10 anni accompagnati dai genitori non pagano. È bene controllare sempre, prima di partire, gli orari e l’apertura del Parco.

All’interno, inoltre, è vietato consumare cibi e bevande per preservare un angolo di paradiso che è rimasto intatto per così tanto tempo. Nelle vicinanze è tuttavia presente un ristorante dove è possibile degustare prodotti tipici della cucina umbra.

Per un’escursione completa, addentrandosi tra i sentieri ed i rigagnoli del Parco, merita la visita il Tempietto del Clitunno, poco distante dalle Fonti.

È la chiesa di San Salvatore, un piccolo sacello paleocrstiano consacrato poi a San Salvatore, composto da una celletta e un pronao classico. All’interno sono conservati gli affreschi sacri più antichi dell’Umbria, tra cui un Cristo Pantocratore dell’VIII secolo. Una testimonianza pura del tempo antico e glorioso che fu, amato dai Romani e tutelato oggi come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

E con l’arte e la storia si mescola anche la poesia, l’arte e la letteratura. Costeggiando le sponde del placido laghetto, infatti, ci si imbatte nella stele commemorativa della visita che Carducci fece alle Fonti. Lo sorpresero ed incantarono così tanto che gli dedicò una delle sue più famose Odi Barbare.

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Francesca Bloise