Trekking & Salute

Nordic Walking: tutto quello che c’è da sapere sullo sport della salute


Il nordic walking è una disciplina piuttosto recente, ma che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Scopriamo meglio di cosa si tratta e quali sono i suoi benefici.

Il nordic walking (noto anche come “pole walking” o “camminata nordica”, volendo utilizzare la dicitura italiana) è un’attività sportiva simile al trekking, ma che prevede l’utilizzo di due bastoni avvicinabili a quelli utilizzati per lo sci di fondo.

Nordic Walking: lo sport della salute

Un’attività che ci porta a compiere movimenti diversi e di conseguenza a coinvolgere una porzione di corpo superiore rispetto alla camminata classica: praticandola infatti veniamo indotti ad utilizzare muscoli quasi per nulla coinvolti nell’escursionismo standard, quali i dorsali, i bicipiti, i tricipiti, gli spinali, gli addominali, i muscoli delle spalle e del torace.

Il nordic walking, di conseguenza, ci porta a consumare quasi il 50% in più dell’energia prevista dal trekking puro e semplice e sembra potere favorire un aumento della resistenza della muscolatura del tronco superiore di quasi il 40% in sole dodici settimane di attività continuativa.

Il nordic walking è davvero così salutare?

Esistono delle controindicazioni a cui prestare attenzione? In questo articolo proviamo a fare un po’ più di chiarezza sulla faccenda.

I vantaggi

Iniziamo dai vantaggi palesi di questa disciplina, partendo dal discorso già affrontato del coinvolgimento forzato di una maggiore muscolatura rispetto alla normale camminata che ha diversi effetti benefici sul nostro corpo ed il nostro organismo quali ad esempio:

l’aumento generalizzato della forza, ma anche il miglioramento delle vie vascolari e quindi la maggiore ossigenazione del sangue; tra gli altri benefici generati da questa disciplina segnaliamo anche  una riduzione degli sforzi della struttura ossea ed un maggior consumo di calorie, che, di conseguenza, stimola il nostro metabolismo ad accelerare il proprio iter.

Nordic Walking: La camminata della salute

La questione ossea è particolarmente rilevante soprattutto se paragonata all’escursionismo senza ausilio di bastoni, durante il quale viene ovviamente esercitata una maggiore pressione sulle articolazioni delle gambe; più in generale inoltre il nordic walking, se praticato con costanza e con la giusta preparazione, è di aiuto alla riduzione del dolore per chi soffre di mal di schiena ed aiuta il rafforzamento della colonna vertebrale.

Controindicazioni

Detto ciò, come tutte le attività sportive, anche il nordic walking presenta le proprie controindicazioni e ci espone a dei fattori di rischio da tenere in considerazione.

Innanzitutto il maggior sforzo fisico richiesto dalla disciplina ci “costringe” ad una pratica più costante: una camminata nordica affrontata senza essere adeguatamente allenati, o magari dopo un periodo di sosta troppo lungo, rischia infatti di rappresentare una prova troppo faticosa per i nostri muscoli, provocandoci fastidiose contratture, se non addirittura stiramenti e/o lesioni.

Nordic Walking: controindicazioni a livello muscolare

Sempre per la stessa ragione è una disciplina da prendere con le molle anche se si è alle prese con infortuni di varia natura: poco importa che abbiate ancora i postumi di una storta alla caviglia o di una slogatura al polso, il nordic walking è decisamente più faticosa del trekking e quindi è bene aspettare di essere perfettamente guariti prima di riprendere i bastoni in mano.

A ciò si aggiunga che, ovviamente, il nordic walking non va assolutamente affrontato qualora si tenda a soffrire di insufficienza cardiaca o ipertensione e che, se affrontato in maniera non professionale, rischia di produrre effetti diametralmente opposti rispetto a quelli descritti in precedenza, stimolando ad esempio il verificarsi di processi degenerativi della colonna vertebrale.

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