
Due passi in un paesino fantasma, chiamato Cicogna. Poi, perdersi in un verde che invade gli occhi di un infinito assimilabile a quello di Leopardi. Siamo sulle Alpi piemontesi, a un passo dal cielo e a un passo dall’emozione più profonda. Andiamo alla scoperta di una natura che ci fa sentire il suo calore in ogni stagione. Questo percorso parte da uno dei paesi del Parco Nazionale della Val Grande e regala scorci straordinari. Partiamo?


Questo meraviglioso giro ad anello parte da un parcheggio vicino al semi abbandonato paesino di Cicogna. Non cammineremo molto prima di arrivare a questo borgo fantasma. Osservandolo potremmo avere la sensazione di essere in un videogioco, dove si attraversano paesaggi sconfinati e città fantasma, vivendo avventure che mai ci saremmo aspettati. Dopo esserci immersi nel mistero di Cicogna, andiamo avanti e camminiamo nella natura incontaminata. Arriveremo a una meravigliosa piscina naturale circondata da rocce scoscese. Dopo aver percorso 4,48 chilometri, ci troveremo a Pogallo, luogo che potremo raggiungere solo tramite mulattiera. Negli ultimi anni, qui sono sorte alcune case vacanza.
Poi, la sorpresa: 6,81 chilometri dall’inizio della nostra avventura ci porteranno alle rovine dell’Alpe del Braco, circondati da montagne verdeggianti. Dopo 7,18 chilometri saremo alle affascinanti rovine di Alpe Leciurt. Gli ultimi chilometri ci porteranno ad Alpe Pra. Da qui, ritornando al parcheggio avremo percorso complessivamente 9,82 chilometri. Per affrontare al meglio il trekking, consigliamo di portare con sé uno zaino con un cambio, una scorta d’acqua e degli snack.
Cicogna è una frazione di Cossogno, che si trova all’interno del Parco Nazionale della Val Grande. Se decidete di fare questo meraviglioso giro durante la stagione autunnale, potrete fare scorta di castagne. La quantità di alberi di castagni che vediamo in questi dintorni è davvero stupefacente e regala un’atmosfera indimenticabile. Anche per questo motivo, proprio le castagne sono state l’elemento distintivo alla base del nutrimento della popolazione antica di questo paesino.
Gli abitanti, infatti, non potevano permettersi la farina di grano e, dunque, affumicavano le castagne e le disidratavano per tre settimane. Grazie a questo procedimento potevano produrre la farina di castagne, un ingrediente ancora perfettamente valido per moltissime ricette. La meraviglia di questo luogo giace nella complessa semplicità della vita.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
Trekking urbano a San Marino, la più antica repubblica del mondo, incastrata tra ...
Per quanto anticamente venisse usata per lavare le pecore (e fargli una coccola), in ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur