Trekking urbano: to do e to don’t del camminare in città

Trekking urbano

Tutti possono praticarlo, a tutte le età e in qualsiasi momento dell’anno. Alla scoperta degli angoli nascosti e periferici delle città attraverso il turismo lento.

Sentieri e mulattiere, itinerari al mare o in montagna, vie di pellegrinaggio, strade storiche e di cultura, percorsi all’estero. Tantissimi i modi di fare trekking, tra passeggiate rilassanti o vere e proprie escursioni. Ma per camminare ed esplorare, scoprendo sempre lati nuovi e spesso nascosti, non è necessario andare chissà dove. Basta poco, solo rimanere in città.

Un nuovo modo di muoversi promuovendo una mobilità lenta nel contesto cittadino. Un modo differente di fare trekking, muovendosi in modo libero e dolce, senza avere troppe regole da rispettare che riabilita la città tra le scelte green. Un turismo ecosostenibile, sempre ricco di sorprese che porta alla riscoperta degli angoli più nascosti e meno noti delle città d’arte italiane. In due parole, il trekking urbano.

Un’attività, sviluppatasi per la prima volta parecchi anni fa a Sienacome novità turistica accompagnando i visitatori nei circuiti meno conosciuti della città. Un modo di camminare che dà solo riesce a coniugare, semplicemente camminando, lo sport, la voglia di scoperta delle città, l’arte, la filosofia, la storia e il gusto. Molti lo considerano un “vagabonding”, un camminare che non segue itinerari o percorsi prestabiliti ma che si lascia guidare dall’improvvisazione, dalla curiosità e dalla sorpresa.

Trekking urbano, perché sceglierlo

Trekking urbano, alla scoperta degli angolo nascosti in città

Non ci sono limiti al trekking urbano, di ogni genere. Tutti possono praticarlo, grandi e piccoli, giovani e meno giovani i qualsiasi momento dell’anno. Non fa differenza se è inverno o estate, se è giorno o sera. La città non mette limiti. Non occorre nemmeno un allenamento fisico preventivo, basta solo decidere ed iniziare.

Il trekking urbano oltre a regalare benefici alla mente e allo spirito, allontanando stress, ansia e depressione, fa bene anche al fisico. Come ogni tipo di camminata, anche quella in città regala molti benefici al corpo: non solo quello di tenersi in allenamento bruciando calorie e tonificando i muscoli ma permette anche di allontanare i rischilegati a ipertensione e osteoporosi.

Gli itinerari possibili sono veramente tanti, tutti diversi e molto interessanti. Si può scegliere di camminare poco o molto. Mediamente gli itinerari cittadini vanno da una a quattro ore. L’allenamento per il fisico è considerevole in quanto si affrontano percorsi con scalinate e forti dislivelli del suolo.

Il trekking urbano, inoltre, è un toccasana anche per le cittànon solo perché le riabilita come luoghi dove poter svolgere attività green ed ecosostenibili ma anche aiuta a scoprire angoli nuovi della città, che spesso si trovano in periferia e sono poco considerati. In questo modo si allarga e si rinnova  il raggio d’azione delle visite turistiche decongestionando i flussi tradizionali.

 

Trekking urbano, attenzione agli errori

Come anticipato il trekking urbano è molto free ma bisogna pur sempre organizzarsi senza lasciare nulla al caso.

Trekking urbano: il turismo lento in città

Il primo errore che solitamente chi è alle prime armi commette è quello di scegliere delle scarpe sbagliate. Solo perché si cammina in città anziché in montagna non significa che si può indossare qualsiasi tipo di calzatura. Anche in città è fondamentale scegliere le calzature adatte perché il piede ha bisogno di stare comodo, mantenendo una giusta posizione ed evitando slogature.

Altro errore da evitare quello di partire e via, senza una buona organizzazione alle spalle. Quando parliamo di organizzazione intendiamo in primis quello di non partire senza avere una meta. È vero che il trekking urbano è libero, senza troppi vincoli ma è pur sempre necessario seguire un itinerario, magari studiato prima di iniziare il percorso. Certo è lecito prendersi delle “distrazioni”, deviare e modificare strada facendo il percorso stabilito ma per scoprire angoli, scorci, quartieri e monumenti è bene avere una pianificazione alle spalle.

Fanno parte sempre dell’organizzazione gli altri consigli che stiamo per darvi. Così come funziona per il trekking in montagna anche per quello urbano è essenziale prima di partire controllare sempre le condizioni meteo. Non è né bello e né pratico camminare sotto la pioggia e tantomeno durante le giornate troppo afose. Occhio dunque a pianificare il trekking urbano anche in base alle condizioni meteo. Tutte le attività outdoor hanno bisogno del giusto clima ma anche del giusto equipaggiamento.

Altro errore da non commettere, come per le scarpe, quello degli indumenti da indossare. Altro fattore da non sottovalutare affatto. La regola number one che vale per qualsiasi tipo di trekking è quella della comodità. Indossare abiti che facilitano i movimenti e che lasciano traspirare la pelle vestendosi nel cosiddetto modo a cipolla. In estate come in inverno è importante, tra le altre cose, proteggere la testa dunque cappellino per la bella stagione proteggendo il capo dal sole e cuffia termica, invece, durante il freddo.

Ultima raccomandazione, quella dello zaino. Un buon trekker non può partire senza. Ma le dimensioni dello zaino dipendono sempre dal tipo di escursione che si fa. Le escursioni in città sono brevi quindi è utile portare con sé un piccolo zaino dove mettere le cose essenziali, prima tra tutti l’acqua. L’idratazione è fondamentale, soprattutto durante le attività outdoor.

 

 

 

Avatar

Francesca Bloise