
Il Parco fluviale del Nera è una delle perle imperdibili dell’Umbria. Qui, lo scorrere del fiume Nera non ha solamente dato forma alla valle, ma ha enormemente favorito lo sviluppo storico, culturale e naturalistico della zona. Il “parco delle acque“, com’è anche chiamato, è un luogo unico e imperdibile. Conosciuto sicuramente per la bellissima Cascata delle Marmore, offre molto altro da scoprire, in un’area di oltre duemila ettari alle porte di Terni. Dalla natura che si è sviluppata intorno ai corsi d’acqua alla storia delle popolazioni che qui hanno abitato fino alle attività che oggi si possono praticare nel Parco del Nera, andiamo a scoprire questa zona spettacolare.
È difficile parlare del Parco fluviale del Nera senza iniziare dalla sua attrazione più nota: la Cascata delle Marmore. Oltre a essere un bellissimo scorcio della natura umbra è soprattutto un’importante testimonianza storica di ingegneria. La cascata, infatti, è il risultato di un lavoro compiuto, nel corso dei secoli, per regolare il flusso delle acque tra Terni e Rieti.
I primi a creare un canale che finisse nell’area delle Marmore furono i Romani, sotto il comando del console Manio Curio Dentato, per permettere lo svuotamento del Lacus Velinus e la bonifica della conca reatina. Questa soluzione fu, per anni, motivo di contenzioso proprio tra gli abitanti di Terni e di Rieti; era, infatti, frequente che l’acqua proveniente dalle piene del Velino andasse a ingrossare il Nera attraverso la Cascata delle Marmore e causasse grandi inondazioni nella conca ternana.
Nei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano, la mancanza di manutenzione continua del canale finì per ostruire di nuovo il passaggio delle acque a tal punto da allagare nuovamente la piana reatina. Solo nel Cinquecento, per volere di Papa Paolo III prima e Papa Clemente VIII poi, il canale fu riaperto e la cascata riprese a fluire. Nel 1787, l’architetto Andrea Vici ne modificò i balzi per regolarne il flusso, dandogli la caratteristica forma che tutt’ora mostra.
Oggi, il sito è uno dei posti più visitati dell’Umbria, nonché la cascata artificiale più alta d’Europa, con i suoi 165 metri di altezza. Dalla località di Marmore è possibile camminare e visitare vari punti panoramici, come il belvedere Specola Pio VI e il Balcone degli Innamorati, un punto d’osservazione davvero suggestivo. Per informazioni sui periodi migliori per le visite e per l’acquisto dei biglietti, consiglio di consultare il sito ufficiale.
Sono molti i luoghi affascinanti e incantevoli che si possono incontrare risalendo il fiume Nera. Alcuni di questi sono particolarmente interessanti da un punto di vista naturalistico, soprattutto per gli uliveti che si possono trovare, a partire da Terni, lungo la fascia pedemontana. Le verdi cime delle montagne sono, invece, ricoperte da una rigogliosa e fittissima vegetazione composta da boschi di latifoglie, interrotti solamente da qualche imponente sperone roccioso.
Altri luoghi, poi, portano le testimonianze storico-culturali delle popolazioni che hanno vissuto e che tutt’ora vivono in Valnerina. Uno di questi è il paese di Collestatte, alle porte di Terni. Il borgo, risalente al XI secolo, si sviluppa intorno a quella che un tempo era una postazione difensiva che sovrastava la parte bassa della valle. Al centro del borgo si può ancora osservare l’antica torre di guardia, inglobata nella Chiesa della Trinità, che ospita al suo interno una pala d’altare e una statua di San Sebastiano attribuite alla bottega di Niccolò Alunno.
Situato al capo opposto del parco fluviale si trova Ferentillo, fondata nel 740 da Liutprando, re dei Longobardi. Particolarmente caratteristiche sono le due imponenti rocche risalenti al XI secolo, che dominavano i due nuclei di Ferentillo divisi dal Nera: Precetto e Matterella. A partire dal ‘500, il borgo visse un periodo molto florido soprattutto grazie alla protezione del marchesato di Massa e Carrara e all’importanza dell’Abbazia di San Pietro in Valle, la cui storia è strettamente legata al paese.
In tempi più recenti, nel XIX secolo, è sorto un Museo delle mummie, che raccoglie varie mummie conservate fino a quel momento nella cripta della Chiesa di Santo Stefano. Un luogo decisamente macabro e affascinante allo stesso tempo.
Per chi è alla ricerca di attività più vivaci, il Parco del Nera rappresenta un’occasione unica per godersi una giornata di divertimento nelle sue acque. È, infatti, uno dei posti più famosi in Italia per la pratica del rafting, con la possibilità di noleggiare insieme a delle guide i gommoni. Per i più adrenalinici è possibile anche noleggiare kayak e praticare hydrospeed, un tipo di nuoto con solo un supporto per galleggiare mentre si scende a grande velocità lungo il corso del fiume.
Decisamente più tranquilla, invece, è l’attività del riverwalking, ovvero risalire il corso del fiume nei periodi in cui la diga della cascata delle Marmore riduce la portata del Nera da 14 metri al secondo ad uno soltanto, creando le condizioni perfette per risalire a piedi il corso d’acqua. Particolarmente apprezzati sono anche i numerosi punti di pesca sportiva. Per un’esperienza indimenticabile, consiglio di portare una macchina fotografica e immortalare gli scorci più belli del Parco fluviale del Nera.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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