Tra le cime imbiancate delle Dolomiti c’è un percorso affascinante adatto a tutti: tra torrenti e foreste si arriva fino a 1.636 metri

Antonia Festa  | 21 Gen 2026

Un percorso magico tra le Dolomiti, che ci permette di perderci tra la polvere fatata delle montagne. Stiamo parlando del Passo del Monte Croce e del meraviglioso e semplice sentiero che serve per raggiungerlo. Attraverseremo foreste, torrenti e saremo sempre accompagnati da una vista strepitosa! E, allora, tuffiamoci in questo percorso che ci ricorda del potere magnetico delle Dolomiti.

Trekking al Passo del Monte Croce

Scheda tecnica

  • Lunghezza: 6,6 km
  • Tempo di percorrenza: 2 ore circa (senza soste)
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello: 296 m
  • Punto di partenza: 1.340 m
  • Punto di arrivo: 1.636 m

Un percorso da sogno verso il Passo del monte Croce: seguiamo il sentiero 13A per vivere un’esperienza indimenticabile

Per vivere questa meravigliosa avventura alla portata di tutti, dovremo partire dal pittoresco centro di Moso. Il primo sentiero da prendere sarà il 3b, per poi collegarsi al sentiero 1 all’incrocio che incontreremo successivamente. Una volta che saremo arrivati di fronte alla funivia Drei Zinnen, ecco che il sentiero 13A compare, pronto per guidarci tra le foreste, fino al Passo del Monte Croce. Si tratta di una passeggiata davvero adatta a tutti, che non richiede un particolare grado di allenamento. Se vuoi cominciare a fare trekking ma non sai da dove partire, dunque, questo percorso potrebbe essere un perfetto spunto. Nonostante non si tratti di un itinerario impegnativo, è necessario indossare sempre abbigliamento tecnico e, soprattutto, calzature adatte per le escursioni in montagna.

Il nostro punto di partenza, Moso, lo potremo raggiungere comodamente in macchina o in autobus. Durante quasi tutto il percorso, vi sarà un’unica parola che regnerà sovrana: natura. Solo una sensazione di relax assoluto ci accompagnerà al Passo del Monte Croce, dando alle nostre gambe il turbo.

Perché scegliere il percorso verso il Passo del Monte Croce?

L’aria che si respira durante un percorso del genere è davvero rigenerante. Se, oltre a staccare la spina e riconnetterci con la natura, vogliamo praticare il Forest Bathing, questo è il luogo adatto da dove cominciare. D’altronde, un posto così magico non potrebbe che ispirare un processo di decompressione interna, permettendo di ascoltare profondamente i richiami della natura circostante. La visione del Monte Croce proprio di fronte ai nostri occhi aiuta, di sicuro, a sperimentare un’immersione nell’infinito.  Se, inoltre, impariamo a conoscere la pratica giapponese del Shirin-Yoku, tutto comincia ad avere senso. Sentiamo una connessione maggiore con il mondo e comprendiamo che la natura è parte di noi. Per capire l’importanza di tale fenomeno, basti pensare che, in Giappone, i medici prescrivono del tempo nella foresta come vera e propria cura per alcune patologie (clicca qui se vuoi approfondire).

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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