News Trentino, abbattuto l’orso M90: una barbarie davvero necessaria? Ecco cosa pensa la gente

Redazione  | 12 Feb 2024
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Da ormai molto tempo, il problema della presenza dell’orso in Trentino aleggia su questa regione. Recentemente, è avvenuto l’abbattimento dell’orso M90. Certamente, le opinioni sull’argomento sono molto disparate. In questo articolo, vedremo le opinioni generali delle persone riguardo al problema. Prima di fare questo, tuttavia, ricordiamoci di rispettare le idee di ognuno, idee che saranno influenzate dal vissuto personale di ogni persona. Detto questo, entriamo nel vivo della situazione: scopriamo le posizioni generali su questo problema.

Pro orso: la barbarie di prendere una vita

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Il primo gruppo di persone, sostiene che l’abbattimento dell’orso sia una cosa inaccettabile. Principalmente, stiamo parlando di coloro che si riconoscono come “animalisti“. A questo gruppo, generalmente parlando, appartiene l’idea che l’abbattimento sia intrinsecamente sbagliato. Una vita è una vita, e anche gli animali provano dolore, dunque essi vanno tutelati e rispettati come se fossero persone. Con questo concetto, si associa dunque l’idea che l’animale in discussione non sia intrinsecamente pericoloso. Il veterinario Alessandro De Guelmi spiega che gli orsi “non attaccano gli umani per predarli, ma solo spinti dalla paura” (clicca qui per leggere l’intervista completa). Ciò si accompagna con l’argomentazione che il problema sorge quando l’animale viene colto di sorpresa e si spaventa. A favore di quest’idea e della protezione dell’orso, si sono svolte numerose proteste contro coloro che vorrebbero procedere a ridurre sistematicamente il numero di orsi presenti nella zona del Trentino. L’idea di prendere questa misura si è evoluta principalmente dopo alcune morti (e precedenti feriti molto gravi) avvenute a causa dell’incontro ravvicinato con l’orso.

Contro orso: la reintroduzione è stata un errore

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Come per qualunque idea, ve ne è una in opposizione. Dall’altra parte della medaglia, un altro gruppo sostiene che l’abbattimento non sia sbagliato, ma non solo. Dietro a questa prospettiva si cela la posizione che vede la reintroduzione di questo animale in Trentino come un errore sin dal principio. Naturalmente, questa prospettiva nasce principalmente dai trentini, coloro che con l’orso ci devono vivere ogni giorno, spesso con la forte paura di andare a fare anche solamente una semplice passeggiata. In molti luoghi, l’orso ha manifestato la sua presenza più e più volte addirittura in paese. Non sono necessarie delle morti per comprendere quanto la paura possa essere paralizzante. Qui, il problema che si pone è la densità della popolazione nella zona in cui si trova l’orso. Liberando qualunque animale nel bosco, questo, naturalmente, si sposterà. Ecco che quando la zona boschiva è in corrispondenza di un paese, la gente non potrà più vivere spensieratamente il bosco. Oltretutto, se gli esemplari si spostano e arrivano anche nelle zone abitate, questo crea ulteriori problemi e paure.

Ad Ala, alla festa dell’Euregio, ha parlato il famoso alpinista altoatesino Reinhold Messner, ribadendo che “L’orso e il lupo sono un grande problema per noi che viviamo in montagna – ha detto – dobbiamo trovare una pace fra animalisti e contadini di montagna, se questi ultimi non possono più stare in montagna perché orso e lupo distruggono i greggi significa che non ci sarà più nessuno a tutelare la montagna“.

Conclusioni: un argomento molto delicato, come evitare altre morti…

Ovviamente, si tratta di un argomento molto delicato. Una cosa importante da ricordare se ci si trova in una zona ove è stato avvistato l’orso, è l’efficacia di fare rumore. Portare con sé una radio, non avventurarsi da soli nel bosco e parlare a voce alta sono norme che potrebbero evitare l’incontro ravvicinato. Tuttavia, come abbiamo già discusso, il problema è la densità di popolazione. Una soluzione indolore potrebbe essere spostare l’orso in una zona che offre uno spazio molto più vasto, in modo tale da non dolere né alla popolazione né all’animale. D’altronde, come è stato possibile portarlo in Trentino, è anche possibile portarlo via da questa regione, per il bene di tutti. Tuttavia, qualunque presa di posizione si abbia, si tratta di una decisione che non può ritardare ulteriormente. Il governo è di fronte ad una decisione importante da prendere: ormai, non si può più negare che siamo di fronte ad un problema. Ciò che ci possiamo augurare, è che si giunga ad una conclusione il più rapidamente possibile. Tutto, ciò sperando di arrivare ad una soluzione giusta ed equa.

Redazione
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