Lo spettacolo delle OIimpiadi Milano-Cortina, ma come incidono sull’ambiente?

Violetta Silvestri  | 16 Feb 2026
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Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina sono in pieno svolgimento, tra gare entusiasmanti, festeggiamenti per le medaglie italiane ed emozioni che solo lo sport può trasmettere. Tuttavia, anche questo evento mondiale così importante svela un lato più oscuro: quello della sostenibilità – o meglio insostenibilità – ambientale. Le Olimpiadi invernali del nostro paese sono davvero green come avevano promesso di essere?

La risposta, purtroppo, non è un sì chiaro e i dubbi sull’impatto dannoso all’ambiente e alle bellissime Dolomiti di tutta la macchina dei giochi olimpici sono molti. Anzi, diversi studi hanno proprio trasformato in numeri questi dubbi, dimostrando che il paesaggio di montagna che sta incantando con la sua neve gli spettatori subirà trasformazioni in senso peggiorativo. Ogni gara che guardiamo con trepidazione e che dura a volte soltanto qualche minuto nasconde la costruzione ex-novo di piste, palazzetti, infrastrutture di accoglienza. Sebbene la parola d’ordine nell’organizzare i giochi sia stata sostenibilità, la realtà dei fatti mostra lati oscuri sull’impatto all’ambiente. Quanto stanno incidendo – in modo indelebile – le Olimpiadi Milano-Cortina sull’ambiente? Alcuni dati offrono la risposta.

Olimpiadi Milano-Cortina e ambiente: un connubio dannoso?

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Secondo lo studio effettuato da Scientists for Global Responsibility e New Weather Institute, le Olimpiadi causeranno la produzione di circa 930mila tonnellate di CO₂. Queste emissioni nel medio periodo faranno perdere circa 2,3 km² di copertura nevosa e oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale. Gli sponsor dell’evento, inoltre, sono stati catalogati a “intensità emissiva”, secondo la ricerca. Il riferimento più lampante è a tre grandi aziende che pubblicizzano le Olimpiadi: Eni, ITA Airways e Stellantis. Questi colossi, infatti, in qualità di sponsor, provocheranno 1,3 milioni di tonnellate di CO₂ aggiuntivi, corrispondenti al 40% in più rispetto all’impatto di tutte le gare e l’evento in generale.

Verranno persi, quindi, 3,2 km² di copertura nevosa e oltre 20 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale. In totale, si stima una perdita di neve pari a 5,5 km² e di ghiaccio a 34 milioni di tonnellate di ghiaccio.

Qualche mese prima dell’inizio dei giochi, quando i cantieri erano aperti e i progetti approvati, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) aveva stimato che già 59 ettari di suolo erano stati consumati a causa delle varie costruzioni per le Olimpiadi.

Gruppo Abele e Libera hanno contato 2 milioni di metri cubi di neve prodotta artificialmente per le gare, utilizzado 840mila metri cubi d’acqua.

Due esempi, più di tutti, evidenziano l’impatto delle Olimpiadi sull’ambiente: la pista da bob di Cortina e la cabinovia  Apollonio-Socrepes a Cortina. La prima è stata realizzata previo abbattimento di centinaia di larici secolari, lasciando dubbi sul progetto di piantumare altri alberi per compensazione. La seconda non è stata proprio finita in tempo: si tratta, in questo caso, di sfida alla natura più che impatto negativo sull’ambiente. La seggiovia, infatti, è stata progettata su un terreno franoso.

L’impatto dei giochi sull’ambiente può durare nel tempo

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Un’analisi interessante sull’impatto ambientale a lungo termine delle Olimpiadi è quella condotta dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Lo studio si è concentrato sulla “regione alpina, uno dei punti caldi globali in cui il cambiamento climatico ha già mostrato effetti notevoli in termini di aumento della temperatura (vicino a 2 °C negli ultimi 120 anni) a un ritmo pari al doppio della media globale, con conseguenze drammatiche in termini di ritiro e scomparsa dei ghiacciai, ma anche eventi estremi di magnitudo crescente”, come si legge nell’introduzione. Il focus, inoltre, è stato proprio sulla provincia di Belluno, “dove grandi eventi, come la catastrofica tempesta Vaia del 2018 (danni multimilionari dovuti a 18 milioni di alberi abbattuti dal vento) e i prossimi Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina del 2026, interrogano sulle conseguenze ambientali e sul rafforzamento di tendenze di deterioramento del paesaggio e della natura già in corso.

In sintesi, entro il 2050 questo territorio che oggi ospita i giochi potrebbee subire una perdita di quasi il 38% di giorni adatti alla produzione di neve e una diminuzione del 9,5% dei giorni di copertura nevosa. Non per colpa esclusiva delle Olimpiadi, ovviamente. Tuttavia, l’impatto deell’evento lascerà le sue tracce secondo gli esperti.

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.

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