
La segnaletica bianca e azzurra da noi non è comune per chi va in montagna. Si tratta infatti di una segnaletica meno frequente rispetto a quella classica – e iconica – dei segni bianchi e rossi. Qual è allora il significato della segnaletica bianca e azzurra? In cosa si differenzia da quella bianca e rossa? Procediamo per ordine, iniziando da una premessa necessaria. La segnaletica è fondamentale in montagna. Sia che siano sentieri agevoli sia che siano in quota o in ambienti più “estremi” – a prescindere il nostro consiglio in montagna è quello di avere sempre le calzature adatte ai piedi -, i segnavia e le tracce dipinte sulle rocce sono le bussole di ogni escursionista.
Un semplice segno colorato dipinto su una roccia infatti può fare la differenza tra un’escursione sicura e una situazione di pericolo. Solitamente i segnavia servono a indicare il percorso da fare e la durata per arrivare alla meta ambita. Delle volte però la segnaletica serve anche a indicare il livello di difficoltà oppure le caratteristiche del percorso. Ed è proprio qui che nasce la necessità di utilizzare delle colorazioni differenti. Detto questo, vediamo allora la storia della segnaletica bianca e azzurra e le differenze con quella bianco-rossa.
A questo punto è bene chiarire cos’è la segnaletica bianca e azzurra. Una segnaletica di questo colore sta a indicare percorsi alpini più impegnativi, ovvero quelli che richiedono esperienza, attrezzatura adeguata e capacità di muoversi su terreni esposti. Questo però riguarda la Svizzera. La segnaletica in montagna di certo non è stata inventata ieri, ma ha una storia quasi secolare. Con il tempo però ci si è accorti che occorre differenziare i vari sentieri perché si corre il rischio di non valutare correttamente le – eventuali – difficoltà del percorso. Ecco allora che in Svizzera – insieme ai classici cartelli gialli e neri – negli anni ’60 è stato deciso di adottare anche una segnaletica bianco-azzurra per indicare i sentieri alpini. Una prassi che in seguito è diventata legge a inizio del nuovo millennio.
In Italia come tutti noi sappiamo invece c’è una segnaletica bianco-rossa. Questi segnavia sono adottati dal CAI, il Club Alpino Italiano. La segnaletica bianca e azzurra invece è una sorta di rarità, riservata in alcune regioni a dei percorsi specifici oppure alle vie ciclabili. A differenza del sistema svizzero, il bianco-rosso italiano non indica un grado di difficoltà specifico. Segnala invece che il sentiero è ufficiale e riconosciuto dal CAI, indipendentemente dal livello tecnico richiesto.
Questo però non vuol dire che da noi sia impossibile riconoscere dalla segnaletica che tipo di sentiero andiamo ad affrontare. La difficoltà in Italia viene comunicata attraverso le sigle T, E, EE ed EEA riportate sulle tabelle segnavia. Per chi non lo sapesse, T indica sentieri turistici privi di difficoltà. La sigla E invece significa escursionistico e vuol dire che c’è un terreno vario e anche in salita, mentre EE sta per escursionisti esperti vista la presenza di tratti potenzialmente pericolosi, ripidi oppure esposti. Infine c’è la sigla EEA, ovvero escursionisti esperti attrezzati in presenza di ferrate o sentieri attrezzati. In pratica se in Svizzera il colore della segnaletica indica il livello di difficoltà, in Italia i segnavia sono tutti bianco-rossi, con la tipologia del sentiero specificata per mezzo delle sigle.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
Riuscire a ritagliarsi il proprio angolo di pace per ammirare lo spettacolo del ...
Se sei alla ricerca di un’escursione capace di fondere il fascino della storia ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur