
Si dice che un viaggio in quello che, una volta, con semplicità veniva chiamato continente nero faccia venire il mal d’Africa. Un misto di nostalgia, di bellezza che colpisce e che cattura tutti i sensi: è quanto mai vero in Marocco, terra che mescola tutto ciò che rende queste terre amate dai visitatori di tutto il mondo. L’olfatto è richiamato dal profumo vibrante delle spezie, lo sguardo è catturato dai colori intensi delle concerie, il palato è deliziato da sapori di tè e piatti unici, l’udito è richiamato dai suoni ancestrali dei souk, il tatto si districa tra mille consistenze.
Viaggiare in Marocco significa vivere un’esperienza che non è solo turistica nel senso più tradizionale del termine, e KUDA lo sa bene. Questo tour operator propone da tempo viaggi che sono il perfetto mix di emozioni e sensazioni, dove è l’autenticità a fare da stella polare del viaggiatore. Ogni itinerario è studiato per raccontare un paese fatto di tante sfaccettature, che emoziona, incanta e che non si vorrebbe lasciare mai.

Dal blu delle case di Chefchaouen, la città più colorata del Marocco, passando per il caos dei mercati di Jemaa el-Fnaa a Marrakech, ciascuno dei luoghi di questo paese toccati dagli itinerari di KUDA si propone di toccare l’anima. È un viaggio spirituale, nel senso più autentico ed elevato del termine, dove scoprire un paese che ha moltissimo da offrire: gli itinerari marocchini sono studiati per respirare i luoghi nella loro essenza più autentica, accompagnati dai suoni di tamburi gnaoua (tipici dell’etnia subsahariana da cui prendono il nome), con i loro musicisti che è facile trovare nelle strade, in esibizioni sì artistiche, ma anche capaci di indurre in uno stato di profonda meditazione e di collegamento spirituale.
È anche il Marocco di Fès, città da oltre un milione di abitanti la cui Medina, patrimonio dell’Umanità UNESCO, è un tesoro di architetture arabeggianti, fatte di mosaici e ceramiche cangianti, intorno alle quali si svolge una vita veloce e allo stesso tempo lenta, fatta di luoghi, tradizioni, incontri. Una città dell’artigianato più vario, dove gli opifici e la moltitudine di vasche colorate per la tinteggiatura delle stoffe disegnano un paesaggio urbano tanto difficile quanto in realtà meraviglioso, in cui rivivono gesti e competenze vecchie di secoli, se non addirittura millenni.

Chi viaggia in Marocco ha un accompagnatore che esiste, ma è leggero e discreto: la luce. Un’anima che esiste e veleggia sui luoghi, e proprio come fa KUDA con la sua organizzazione non impone, ma accompagna. Il modo migliore per vivere questo paese è camminando, osservando, assaggiando e toccando: i cinque sensi collaborano insieme per restituire un quadro completo, profondo, in cui gli orari si rispettano ma non sono inscalfibili. La pianificazione di ogni viaggio rispecchia l’importanza di avere uno schema, ma senza che soverchi la capacità e la voglia di scoprire.
Ed ecco perché l’autenticità diventa la rotta di un viaggio che è anche etico, capace di rispettare quelle realtà antiche, che non è un tocca e fuggi o, peggio ancora, l’occasione per l’ennesimo selfie in un luogo turistico. Chi sceglie questo viaggiare lo fa all’insegna del dialogo, accompagnato da guide locali capaci di mediare culture e sensibilità, ospitato in luoghi che hanno il sapore della famiglia e dove le famiglie sono vere e proprie ambasciatrici di un territorio tanto forte quanto delicato e degno di attenzione vera.
E così, dai riad più belli agli hammam dove concedersi una fuga dallo stress del quotidiano, passando per laboratori di artigianato e cucina locale, vivendo le oasi nel deserto oppure ammirando il tramonto all’interno delle Kasbah, il Marocco si apre davanti agli occhi con un duplice fil rouge: quello di un viaggio organizzato e quello di un viaggio vero, che lascia davvero un bagaglio esperienziale ricolmo all’inverosimile.
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