
Nel cuore dei Colli Albani, il Parco regionale dei Castelli Romani apre una nuova stagione di relazioni internazionali siglando accordi con il Belgio e la Croazia, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale, turismo sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale. Alla conferenza di Ariccia, ospitata negli spazi storici di Palazzo Chigi, la regia del progetto «Il Parco fuori dal Parco» ha messo attorno allo stesso tavolo amministratori locali, gestori di aree protette e operatori turistici, trasformando il territorio laziale in un laboratorio europeo a cielo aperto.
Dal Parco nazionale Hoge Kempen, nel Limburgo belga, al Parco nazionale di Krka, lungo il fiume croato famoso per le sue cascate, il confronto punta a condividere modelli di gestione dei flussi, strategie di educazione ambientale e strumenti per coinvolgere le comunità locali nella difesa di paesaggi in equilibrio delicato tra natura, storia e visitatori.
A pochi chilometri da Roma, il Parco regionale dei Castelli Romani tutela i boschi, i laghi vulcanici e i centri storici che punteggiano i Colli Albani. È un territorio densamente abitato, attraversato ogni anno da un turismo in crescita, dove la protezione della biodiversità convive con la presenza di infrastrutture, attività agricole, ristorazione e ospitalità diffusa.
L’accordo con il Parco nazionale Hoge Kempen in Belgio e con il Parco nazionale di Krka in Croazia nasce in questo contesto complesso. Presentate ad Ariccia il 21 ottobre 2026, le intese inseriscono i Castelli Romani in una rete europea di parchi impegnati a conciliare tutela degli ecosistemi, valorizzazione del patrimonio culturale e gestione responsabile dei visitatori. Il progetto «Il Parco fuori dal Parco» diventa così lo strumento per costruire ponti oltre i confini amministrativi e sperimentare nuove forme di cooperazione.
Le giornate dedicate alla firma e alla presentazione degli accordi hanno offerto alle delegazioni straniere l’occasione di entrare nel paesaggio dei Castelli Romani. Ad Ariccia il punto di partenza è stato Palazzo Chigi, uno dei simboli del barocco romano in provincia, con sale storiche, arredi originali e affacci scenografici sul territorio collinare.
Il programma di visite istituzionali ha toccato luoghi che i viaggiatori possono includere facilmente in un itinerario turistico. Da Castel Gandolfo, con il Borgo Laudato Si’ e il Palazzo Pontificio, al Lago Albano, specchio d’acqua vulcanico circondato da sentieri panoramici e tradizionali fraschette, il Parco si racconta attraverso il rapporto costante tra natura e insediamenti. L’Area archeologica del Tuscolo, il borgo di Nemi, Villa Aldobrandini, Villa Mondragone e il Museo Diffuso di Lanuvio completano un mosaico in cui storia antica, ville nobiliari e paesaggi lacustri diventano un unico grande percorso culturale all’aria aperta.
Gli accordi con Belgio e Croazia si fondano su temi condivisi da molte destinazioni europee: conservazione della biodiversità, gestione dei flussi turistici e protezione del Paesaggio culturale. Il Parco dei Castelli Romani, il Parco nazionale Hoge Kempen e il Parco nazionale di Krka lavorano tutti in contesti segnati dalla presenza umana, dove le aree protette confinano con centri abitati e infrastrutture.
Da qui l’interesse per lo scambio di buone pratiche su monitoraggio dei sentieri, regolamentazione degli accessi, educazione ambientale per scuole e famiglie. La collaborazione punta a sviluppare progetti dedicati ai giovani, alle visite di studio, alla promozione di comportamenti responsabili. Non sono previsti automaticamente nuovi finanziamenti, ma una cornice stabile per costruire iniziative comuni nel medio periodo, integrando natura, cultura e turismo sostenibile in un’unica strategia di sviluppo territoriale.
Per chi desidera seguire idealmente il percorso delle delegazioni europee, il Parco dei Castelli Romani offre numerose possibilità di visita in giornata da Roma o per un weekend. I collegamenti ferroviari verso Albano Laziale, Frascati e Velletri, uniti ai servizi bus locali, permettono di raggiungere borghi storici e punti di accesso ai sentieri senza utilizzare sempre l’auto.
In chiave di turismo sostenibile conviene programmare tappe combinate: un tratto di percorso a piedi o in bicicletta tra boschi e laghi vulcanici, una visita a siti come le Catacombe di San Senatore o il Tuscolo e una sosta nelle fraschette per scoprire la gastronomia dei Castelli Romani. È consigliabile informarsi sul meteo, sui regolamenti dei singoli siti e sugli eventuali limiti di accesso nei periodi più affollati. Così l’esperienza di viaggio si trasforma in un’occasione concreta per sostenere un modello di fruizione rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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