Camminare in città fa bene? Una guida per affrontare dislivelli, traffico e smog senza problemi

trekking urbano
Urban trekking: quando unire l'attività fisica e l'escursionismo

Anche le nostre città, piccole o grandi che siano, possono avere percorsi per camminare e sentirsi meglio, riducendo il rischio di tante patologie, da quello cardio-vascolare, al diabete, alla pressione alta, all’osteoporosi, combattendo stress e nervosismi, migliorando l’umore e contribuendo anche a diminuire un giro vita abbondante.

Tutti disturbi che possono essere esasperati da una vita sedentaria e che la camminata, attività di resistenza di media intensità e senza traumi su ossa e articolazioni, può limitare ed eliminare. Dunque, camminare fa bene, anche in città, adottando però la buona abitudine di dedicarsi a ciò cinque volte alla settimana, almeno una mezz’ora al giorno, da aumentare con allenamento costante.

Trekking urbano

Siena, una delle città più adatte al trekking urbano in Italia

Camminare in città non è una situazione obbligata per chi non può farlo in piena natura, bensì la possibilità di conoscere anche itinerari insoliti, unendo l’attività sportiva ad arte, cultura, natura urbana, sempre ricca di sorprese, che fa bene a mente e fisico.

Il trekking urbano, la camminata in città è prima di tutto uno sport dolce, adatto a tutti, ciascuno può sperimentare e scegliere il proprio personale itinerario e allenamento, da praticare in qualsiasi ora del giorno o della notte, in ogni stagione.

Rispetto al trekking tradizionale, ha una facilità, non bisogna portarsi dietro zaino, sacco a pelo, viveri. Una bottiglia di acqua sì, perché serve a reidratare il corpo, anche se spesso negli itinerari cittadini abbiamo a disposizione fontanelle all’aria aperta, che ci danno una mano contro perdita di sudore e sali minerali.

L’attrezzatura ideale

Abbigliamento tecnico? A volte, basta solo un po’ di attenzione!

Come in ogni attività sportiva, prima dello start, bisogna attrezzarsi in modo adeguato, a partire dall’abbigliamento che deve essere leggero, non ingombrante: privilegiare vestiario in fibre naturali o hi-tech che contengono freddo e sudore.

Meglio poi vestirsi a cipolla, togliendosi o meno i capi in base alle temperature esterne e al calore che sprigiona il nostro corpo. Portarsi dietro una giacca impermeabile al bisogno (soprattutto in inverno) e magari un cappellino con la visiera che protegge dalle gocce di pioggia e anche dal sole intenso. Utili gli occhiali da sole, anche quelli di tipo fasciante usati sui ghiacciai: non solo contro la luminosità ma pure contro polveri e allergie.

Tra gli accessori, ci sono poi tanti smart tracker, gli strumenti sempre più sofisticati che valutano i nostri parametri vitali , come la frequenza cardiaca, e i nostri progressi.

Essenziali le scarpe

La scarpe da trekking, una scelta da valutare anche in città

Assolutamente rilevante la scelta delle scarpe. Semaforo rosso a quelle da trekking, giallo per quelle da running, verde per quelle da walking. Perché? Nel primo caso, in città non troviamo terreni molto diversi tra loro e particolarmente disconnessi; nel secondo non stiamo correndo; nel terzo, nella “semplice” camminata, il piede batte a terra in modo diverso, dobbiamo ben considerare la sua rullata che deve essere corretta per non incorrere in infortuni. Le scarpe per la camminata sportiva devono essere particolarmente flessibili e ammortizzare il movimento del piede. Insomma, che segua il piede “che cammina” e non che corre.

Tra le caratteristiche: tomaia traspirante per areare bene; nella suola il tacco deve avere una maggiore smussatura, cioè essere più arrotondata, in modo da permettere un comodo e migliore impatto col tallone a terra. Nella suola da osservare inoltre, posizionati in orizzontale, alcuni tagli-scanalature, a una distanza minore via via verso le dita: ciò garantisce maggiore e migliore flessibilità.

Occhio al battistrada, la parte a contatto con il suolo: meglio un’altezza non eccessiva e più dura, rispetto a una scarpa da running, poiché facilità la dinamicità della camminata.

La scarpa ideale permette anche di portare a una corretta postura, che coinvolge non solo piedi e gambe, ma tutto il corpo, pure braccia (che vanno letteralmente fatte oscillare mentre si cammina), anche, schiena: camminare è infatti un “massaggio” complessivo che stimola qualsiasi parte dell’organismo. Poiché il nostro obiettivo è quello di allenarci, irrobustirci, va fatto bene, per evitare dolori non graditi.

Ma come camminare?

Passo dopo passo, camminare con attenzione e tanta voglia

La camminata sportiva ovviamente non è la passeggiata fine a se stessa e per essere davvero efficace, al fine di svegliare il metabolismo e ossigenare meglio i tessuti, deve comprendere movimenti più o meno veloci e intensi (ciascuno di noi si renderà conto a quale livello può arrivare), intervallati da altri più tranquilli.

Veloce-lento-lento-veloce per un migliore allenamento aerobico e risultati ad hoc. In questo discorso, sono importanti i tratti in salita e in discesa. Non ce ne sono vicino a casa vostra? Beh, a parte le scale casalinghe, avete mai pensato alle tante chiese che animano i paesaggi urbani? Spesso sono dotate di scalinate da salire e scendere anche più volte quando saremo allenati di più.

In Italia poi non sono pochi i paesi costruiti spesso sul… cucuzzolo di una montagna e di una collina: se vivete nei centri ai loro piedi (per essere in tema!…), ecco un possibile itinerario, salire su e poi scendere, in una benefica variabilità. Tante città hanno poi le zone alte e le zone basse, per tacere di quelle costruite sui sette colli…  Insomma, tra vicoli, strade in salita, chiese, sali-e-scendi vari, nel Belpaese di percorsi per camminare (e ottimizzare la nostra salute) non c’è che l’imbarazzo della scelta.

GoodTrekking

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