150 abitanti ed è il fiore all’occhiello dell’Abruzzo: scoprilo tra piccoli vicoli e castelli abbandonati

Antonia Festa  | 01 Mar 2026

La magia esiste, ma dove si trova? Nella quiete di un bosco che ci sembra provenire da un nuovo mondo, in un borgo magico che ispira la nostra immaginazione, proprio come quello di Santo Stefano di Sessanio. Un respiro profondo che entra nei polmoni per poi passare fino al cuore, un battito un po’ più vivo: siamo in Abruzzo, mettiamo lo zaino in spalla e andiamo a scoprire uno di quei luoghi che ci ravviva da dentro. Facciamoci emozionare da questo meraviglioso posto incantato.

Una chicca sulle montagne: l’alba di Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di Sessanio, con una popolazione inferiore a 150 abitanti e l’atmosfera che evoca un inno al passato, può davvero sorprendere in ogni angolo. Ma non c’è magia senza storia. Torniamo indietro nel tempo di circa 6.000 anni, quando il centro era al suo stadio embrionale. Se avessimo una macchina del tempo, potremmo vedere per davvero com’era, come vivevano i nostri antenati. Ma abbiamo solo la nostra immaginazione e, allora, chiudiamo gli occhi e guardiamo con la mente quei primi agricoltori del Neolitico.

Quei primi esseri umani sono spariti come fantasmi, lasciando pochissime tracce. Se, invece, andiamo all’Epoca del Rame, una ceramica detta “a squame” ci conferma la presenza umana. Le epoche del Bronzo, del Ferro e quella romana ci hanno lasciato certezze di una popolazione che abitava il gioiello di Santo Stefano di Sessanio.

Un balzo all’indietro, visitare questo borgo significa sognare

Le case costruite in pietra, piccoli vicoli che ci lasciano sbirciare gli scorci sull’infinito attorno a noi: visitare questo borgo significa sognare di ritrovarsi in un tempo che è rimasto intrappolato. Il forte sviluppo di questo pezzo di paradiso incastrato tra le montagne abruzzesi, si deve al XIV secolo, quando sotto l’era dei de’ Medici il borgo magico si sostentava con agricoltura e pastorizia. Il legame con la famiglia fiorentina salta subito all’occhio guardando la Porta Medicea, assieme alla Torre Medicea.

Ma, se ci spostiamo un attimo dal paese e dal suo centro, ecco che possiamo raggiungere una meraviglia che ci lascia a bocca aperta: il Castello di Rocca Calascio. Si tratta di una delle maggiori attrattive, nota per il paesaggio mozzafiato e romantico e per essere stata l’ambientazione di alcune scene di film come Ladyhawke, Il nome della Rosa, The American e La Piovra.

Oggi, purtroppo, non lo vediamo nella sua bellezza completa, poiché nel Settecento ha subito forti danni a seguito di una scossa di terremoto. Anche se in rovina, la magia di questo luogo aleggia nell’aria come polvere di stelle.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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