Trekking & Salute

Mens sana in corpore sano: quando il trekking e l’attività fisica aiutano sia il corpo sia la mente


Ingrigiti e impigriti da una vita sedentaria di città, tra tanti impegni che ci fanno girare come trottole ma soprattutto in macchina (si sa, gli spazi urbani sono spesso ampi e distanti tra loro), portando via tempo impedendoci in effetti di muoverci davvero?

Se questo è il nostro identikit, che genera anche un po’ di tristezza, perché ci regala fiato corto e cerniere dei pantaloni difficili da chiudere, niente paura. Una soluzione c’è.

Muoversi, muoversi!

Prima di tutto, ritagliamoci alcuni spazi per pensare a noi stessi e al nostro benessere, coinvolgendo anche famiglia e amici. Ciò significa: iniziare a muoversi. Andare in palestra può essere utile, ma anche fare le scale a piedi, posteggiare l’auto non vicinissimo a casa per quattro passi in più, iniziare a frequentare parchi e spazi verdi, in una piacevole passeggiata.

Camminare, dunque, camminare piano piano per arrivare almeno a mezz’ora al giorno, una buona abitudine che deve essere il nostro obiettivo, per raggiungere uno stato di salute complessivo.

Il potere rassicurante della natura

Poiché anche l’occhio vuole la sua parte, tale benessere si rafforza decisamente in caso di trekking: non solo si mettono all’opera i muscoli del nostro corpo ma lo si fa in ambienti più sani, dove l’aria è più pulita rispetto alla città e dove attorno a noi il paesaggio, soltanto ad ammirarlo, ci rasserena, con il suo potere rassicurante.

Ma che succede veramente al nostro corpo?

Camminare piano, in un continuo esercizio aerobico che ci porta tra salite, discese, tratti pianeggianti, rinforza e scioglie muscoli e legamenti e contribuisce a un migliore funzionamento dell’apparato cardio-circolatorio.

Il cuore pompa meglio, irrorando con maggiore potenza il sangue che arriva in ogni parte più ossigenato, regalando salute a tutto il corpo. Ciò significa che anche frequenza cardiaca e pressione si regolarizzano, portando il cuore a battere stancandosi di meno, dunque si riduce il rischio di problemi cardio-circolatori.

Non solo. Anche i polmoni trovano giovamento dal trekking, poiché i respiri si fanno più intensi e profondi, lasciando entrare più aria, nelle normali azioni di inspirazione ed espirazione, stimolando pure la cassa toracica a muoversi meglio.

Benefici a go-go

Insomma, cuore, polmoni, tono muscolare al meglio: il fisico si rinforza in toto e si diventa anche più elastici e più belli, visto che il camminare modella gambe, glutei, braccia (soprattutto se si usano i bastoni per facilitare l’andamento), articolazioni e ossa, che subiscono minori sollecitazioni rispetto ad altre attività sportive, opponendosi pure alla fragilità dovuta ad esempio all’osteoporosi.

E contribuisce a perdere peso e a bruciare grassi, se associata a una dieta regolare.

Il cervello ringrazia

Ma camminare immersi nella natura è poi molto vantaggioso per il cervello che si riposa e viene naturalmente portato verso pensieri positivi. Passo dopo passo preoccupazioni, stress, ansie, tensioni nervose sfumano fino a scomparire.

La mente è sollevata da influenze negative e tutto il corpo si vota a relax e tranquillità, con la produzione di endorfina e serotonina, cioè gli ormoni del benessere che si “scatenano” in luoghi  dove il paesaggio e le sue meraviglie la fanno da padroni, senza smog e senza rumori. E così il corpo sta meglio, è felice.

Emozionarsi

Il trekking aiuta poi, se lo si fa da soli, a capire meglio i nostri pensieri più profondi, mentre in compagnia permette di relazionarsi meglio con le altre persone, non solo quelle conosciute con cui si viaggia, nei confronti delle quali si è più liberi di mostrare il nostro “vero” io, ma anche quelle che si incontrano per caso, pastori, montanari, paesani, con i quali scambiare quattro chiacchiere e avere magari dritte sul posto spesso non segnalate dalle guide.

E così, grazie al trekking, è possibile scoprire angoli particolari, la chiesetta rurale, le rovine di un vecchio casale o di un antico castello, il ristorantino dove mangiare la prelibatezza del luogo al ritorno, riposando le membra, stanche, sì, perché lo sforzo c’è stato, ma in completa soddisfazione.

Un’emozione che coinvolge corpo e mente e di cui difficilmente si può fare a meno. Chi lo conosce, lo prova, lo pratica, il trekking, ne è il miglior testimonial, poiché diventa forte e allenato, resistente e aperto all’avventura, sano e bello, dentro e fuori.

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