
Anche nell’organizzazione di un campeggio è necessario rispettare specifiche regole. Piazzare una tenda può sembrare un’operazione semplice e innocua, ma non è sempre così, soprattutto perché è necessario conoscere le differenze fra ciò che è campeggio e ciò che non lo è.
Non tutti, infatti, sanno effettivamente cosa sia il bivacco e utilizzano impropriamente tale termine, come sinonimo di campeggio. Si tratta, tuttavia, a delle situazioni completamente diverse, anche sul piano legale. Ecco, dunque, 5 regole per un bivacco perfetto e a norma.
Legislativamente parlando, il campeggio non è un bivacco. Le differenze sostanziali possono essere riassunte in tre categorie:
In pratica, con il bivacco si intende una sosta notturna al fine di pernottare (dormire) utilizzando strutture e ripari. Con bivacco, infatti, sulle Alpi si indicano anche i rifugi incustoditi lasciati apposta per gli alpinisti. Ad ogni modo, le strutture o i ripari del bivacco rimangono funzionali da dopo il tramonto a prima dell’alba. Il campeggio, invece, implica l’utilizzo di strutture che rimangono stabili oltre 48 ore e, più in generale, durante il giorno.
Il bivacco si può usare quasi ovunque come soluzione di emergenza per pernottare. Il campeggio, invece, generalmente è vietato se non in appositi luoghi che lo permettono. La normativa varia da Regione a Regione, dunque c’è bisogno di informarsi per bene. Ad esempio, in Trentino la sosta con tende o altro è vietata vicino alle strutture ricettive, cioè alberghi, ostelli, agriturismi.
In Valle d’Aosta, invece, il campeggio libero è generalmente vietato, ma è lecito il bivacco notturno esclusivamente oltre i 2.500 metri di altitudine, mentre il bivacco è vietato vicino alle strutture ricettive e in tutto il territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. In Veneto, il campeggio libero è vietato fuori dalle aree specificatamente attrezzate. Nelle Marche, il bivacco è ammesso previa autorizzazione del Comune e con l’invio di un nulla osta che descriva cosa si utilizza per dormire.
Considerato che, purtroppo, non c’è una legislazione omogenea in tutta Italia, suggeriamo 5 piccole regole per organizzare un bivacco, ricordando che si può fare in una tenda portatile o, all’occorrenza, in una grotta naturale, in parete o sul fondo di un crepaccio.

Bisogna distinguere tra rifugio, casera e bivacco. Il rifugio è una costruzione adibita al pernottamento, con cucine, camere e servizi a pagamento. La casera è un rifugio generalmente non custodito, che non si paga, e ben più spartano. Un bivacco, di solito, è più piccolo, in lamiera, con brandine in ferro e al massimo un tavolo.
Di notte in montagna fa freddo, dunque, è necessario portare un sacco a pelo, antistrappo e leggero. Indispensabili anche bevande calde, conservate in un thermos, e dei pasti caldi, da consumare all’occorrenza. Se siete in una casera o in un bivacco non creato da voi e c’è una stufa o un camino, organizzatevi.

Se il percorso è strutturato, è sempre una buona idea prevedere anche dove si andrà a dormire. Se ci sono piccoli rifugi o grotte, sarebbe opportuno verificare il meteo, per organizzarsi al meglio.
Allo stesso modo, serve organizzare in anticipo i pasti dei giorni, almeno il pranzo e la cena della prima giornata e la colazione per il mattino seguente. Occhio anche a portare con sé eventuali snacks, preferendo carboidrati e proteine agli zuccheri. Per comodità, potete portare del riso in busta, che non occupa molto spazio nello zaino.
Il Club Alpino Italiano (CAI) mantiene sotto la propria ala più di 750 strutture, adibite anche al bivacco. Per usufruirne, c’è bisogno di piccole quote (che si riducono per i tesserati al CAI) e di documentazione specifica, che troverete qui. Se state pianificando di pernottare in un bivacco, la lista delle loro strutture la trovate qui.
Per quanto possa sembrare scontato, non lo è. Vestirsi a cipolla è una necessità: andare per strati combatte il freddo meglio di ogni altra cosa. Indispensabili maglie tecniche, felpe e giacche impermeabili per proteggersi dal vento. Non fate l’errore di vestirvi leggeri o finirete per consumare più cibo e calorie del necessario; questo vi renderà spossati, deboli e potenzialmente inabili a proseguire. Anche avere equipaggiamento impermeabile è sempre utile.

Procedete con pazienza e camminate con calma, seguendo più o meno i vostri ritmi naturali e i ritmi della natura. Condividere gli spazi non è semplice, quindi preparatevi mentalmente, soprattutto se non state andando in coppia con il vostro partner o in gruppo. Un consiglio? Munitevi di tappi per le orecchie, per evitare fastidi. I bivacchi e i rifugi, inoltre, si trovano in posti spettacolari, dove potrete divertirvi a scattare foto e girare video.
Il vostro primo nemico sarà il vento: dovete posizionare la tenda in modo che sia almeno parzialmente riparata dal vento. Posizionatevi e ancoratevi vicino ad alberi e grandi rocce ed evitate gli spazi aperti. Se potete, scegliete un luogo panoramico; le foto dell’alba saranno bellissime, ma non può essere una priorità a discapito della sicurezza.
Avete bisogno, quanto possibile, di sostare su un terreno non problematico, privo di rocce, fango o spine. Stare sulla terra facilita il saldo ancoraggio dei picchetti, che è sempre prioritario. Se, poi, nelle vicinanze c’è una fonte d’acqua, bollite sempre l’acqua che trovate o almeno utilizzate filtri e pastiglie. Ultimo, ma non per importanza, evitate di accendere i fuochi, che spesso è vietato. Per il resto, divertitevi!

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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