Viene chiamata la valle dell’inferno, ma non è poi così spaventosa, non farti intimidire dal nome!

Antonia Festa  | 04 Nov 2025

Pochi luoghi in Italia sono così suggestivi, carichi di tradizione, cultura, leggende e natura affascinante come il Vesuvio. Intorno alle pendici di questo vulcano si sono stabilite antichissime popolazioni e oggi si trova una delle città più grandi e importanti del nostro paese: Napoli. Ma quella del Vesuvio è una delle aree più densamente popolate d’Italia; è difficile riuscire a trovare un luogo solitario e ancora preservato. Nel Parco nazionale e area protetta dal 1995, il massiccio vulcanico conserva ancora un ambiente naturale intatto e rigoglioso, in netto contrasto con la vasta spianata edificata che lo circonda.

Proprio per questo, il Vesuvio è una delle mete più ricercate dagli escursionisti nel Sud Italia, che sia per una breve fuga giornaliera dal caos della routine urbana o per godere di una vista privilegiata del panorama fantastico della città di Napoli. In molti si cimentano nel trekking che porta, tramite vari sentieri, fino alla sommità del cratere vulcanico; tra questi abbiamo deciso di farvene scoprirne uno in particolare, l’itinerario nella Valle dell’Inferno. Nome macabro e sentiero impegnativo. Andiamo a scoprirlo!

Il trekking impegnativo nella Valle dell’Inferno

La partenza per il sentiero che porta fino alla cima del Monte Somma, passando per la Valle dell’Inferno, si trova nel comune di Ottaviano, situato alle pendici orientali del vulcano. Stiamo parlando di un trekking abbastanza impegnativo, che si sviluppa per circa 1000 metri in altezza, per una distanza complessiva da percorrere di circa 12,4 chilometri. In totale, tra andata e ritorno, senza considerare le pause, dovrebbe impegnarvi per circa 7 ore; è bene, dunque, avere una giornata piena a propria disposizione prima di cimentarsi nella salita. Trattandosi di un percorso impegnativo, è consigliato avere con sé una borraccia dal almeno 1 litro.

Un piccolo cenno storico sul castello di Ottaviano

Si parte, come detto, dal comune di Ottaviano e, più precisamente, dalla sbarra che si trova a 4 chilometri dal paese, lungo la SP Ottaviano – Monte Somma. Un meraviglioso edificio che non si può non notare percorrendo questo tratto di strada, prima di iniziare l’avventura, è il Castello Mediceo alle porte di Ottaviano, che ha una storia su cui vale la pena spendere due righe.

Si tratta di una struttura che ha origini antichissime. Edificato intorno all’anno mille dai longobardi prima di passare, intorno al ’500, sotto la proprietà della famosa famiglia fiorentina, per poi subire, negli ultimi due secoli, un numero considerevole di passaggi di proprietà. Nel 1980 il castello venne venduto dalla famiglia Lancillotti, per una cifra irrisoria, alla famiglia camorrista che faceva riferimento a Raffaele Cutolo. A partire dal 1991, il palazzo è tornato nelle mani dello Stato ed è stato riconsegnato alla cittadinanza e al comune di Ottaviano nel 1995.

L’avventuroso percorso per la Valle dell’Inferno

Superato il castello e raggiunta la sbarra, inizia l’avventura vera e propria. Si comincia a camminare, risalendo le pendici del complesso vulcanico, in direzione della vetta del Monte Somma. Il sentiero nella Valle dell’Inferno è ben segnalato da un segnavia giallo riportante il numero 1. Per buona parte del trekking, il tracciato sarà condiviso anche con l’itinerario numero 2, per cui non preoccupatevi se trovate segnali contrastanti. Siete sulla strada giusta.

Arrivati al Largo Angelo Prisco, intitolato al finanziere che nel 1995 fu assassinato da dei bracconieri, i due sentieri si dividono. Il nostro, dopo una svolta a destra, prosegue in direzione nord, mentre nel frattempo si apre, immensa, la natura del Vesuvio. Fiori gialli e profumatissimi riempiono l’area e dipingono il terreno, mentre saltuari tratti di bosco offrono ombra e ristoro durante la camminata. Le distese di ginestra lasciano, ad un certo punto, spazio al duomo lavico del 1937, prima di ritornare a conquistare il terreno.

Più si sale e più ci si rende conto del luogo incredibile in cui si è entrati. I campi di ginestre fanno largo alle pareti laviche ripide, brulle e scure. Qua sono di casa molte specie di uccelli che, proprio negli antri più inospitali di queste pareti, nidificano. Salendo ancora ci si imbatte in cunicoli e creazioni laviche dalle forme aliene, modellate dal fluire della lava e dal suo raffreddamento. Si tocca, infine, Punta Nasone, il luogo più alto dell’escursione, a quota 1132. Ci incamminiamo, poi, sulla cresta orientale del massiccio vulcanico per i Cognoli di Levante. L’inizio della discesa viene sancito dall’arrivo presso il Largo della Legalità, quota 780 metri. Qua nuovamente si intercetta il sentiero 2, che si percorre in senso opposto, scendendo dentro la Valle dell’Inferno per poi tornare a Ottaviano.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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