
I Giardini Botanici Hanbury rappresentano un patrimonio naturalistico senza eguali. Non a caso sono considerati uno dei parchi più spettacolari d’Italia. Si trovano a La Mortola, a pochi chilometri da Ventimiglia, quasi al confine con la Francia, affacciati direttamente sul Mar Ligure. La posizione privilegiata, la ricchezza della flora al suo interno, la storia affascinante della loro origine rendono questo posto magico e tutto da scoprire.
I giardini si estendono per 18 ettari e ospitano quasi 6.000 specie di piante ornamentali, officinali, da frutto che creano una scenografia naturalistica in perfetta armonia con gli antichi ed eleganti edifici, le fontane, i padiglioni, i viali porticati, le statue ornamentali. Le piante provenienti da tutto il mondo si snodano su terrazzamenti, iin un sali e scendi piacevole e con vista sull’azzurro del mare.
Il parco è oggi gestito dall’Università degli Studi di Genova e può essere visitato in ogni stagione, pagando un biglietto di ingresso standard di 10,00 euro. La passeggiata nei giardini ha una durata di almeno un’ora e mezza, che consente di godere di ogni scorcio e panorama.

Il parco botanico affonda le sue radici nel lontano 1800. Nello specifico nel 1867, quando Thomas Hanbury acquistò un grande terreno chiamato Palazzo Orengo, situato sulla costa ligure, vicino al confine con la Francia. Il gentiluomo inglese rimase subito affascinato dal clima mite e dalla posizione panoramica, ideali per coltivare piante provenienti da tutto il mondo. La sua idea iniziale non era solo estetica, ma anche scientifica: ideare un giardino di acclimatazione, cioè un luogo dove studiare come piante esotiche si adattavano al clima mediterraneo e raccogliere specie rare e utili a scopi medici, ornamentali, agricoli.
Per realizzarre questa impresa Daniel Hanbury, fratello di Thomas, giocò un ruolo fondamentale grazie alla sua conoscenza di farmacista e botanico. Non solo: l’ideazione del parco potè avvalersi anche del contributo di importanti botanici dell’epoca, tra cui il giardiniere e paesaggista tedesco Ludwig Winter. Tutti insieme trasformarono il terreno in un vero laboratorio botanico, introducendo piante tropicali e subtropicali, costruendo terrazzamenti, viali e sistemi di irrigazione e posizionando le collezioni per studio e bellezza. Quello che ne scaturì non fu solo un parco decorativo, ma uno dei primi esempi moderni di giardino botanico “globale”.
Dopo la morte di Hanbury (1907), la famiglia continuò a curare il giardino, ma durante le guerre subì danni e abbandono. Solo nel 1960 passò allo Stato italiano e oggi è gestito dall’Università degli Studi di Genova, che gestiscono la cura e garantiscono la condivisione di tanta bellezza.
Già prima di entrare nei giardini, lo stupore avvolge il visitatore con la vista dell’antica villa circondata dal verde che si erge dominando la costa ligure. Una volta entrati, la meraviglia è ovunque e l’impressione è di passeggiare in un vero museo vivente di piante e paesaggi.
Il cuore dei giardini è la straordinaria varietà botanica. Le piante non sono messe a caso, ma organizzate in zone: il giardino delle succulente, le collezioni di agavi, salvie, alberi e rampicanti di origine tropicale e subtropicale, il frutteto tropicale, il giardino dei profumi. L’aspetto generale è del giardino all’inglese, composto da vialetti, portici, collinette inun susseguirsi di scorci rustici, irregolari, romantici.
Le fioriture si ammirano tutto l’anno, anche in inverno e questo testimonia la particolarità del progetto botanico.
I Giardini Hanbury riservano anche un fascino storico antico, essendo attraversati da un tratto della strada consolare via Julia Augusta. Passeggiando nel parco si possono ammirare anche fontane, con la più famosa Fontana del Drago da non perdere, statue, padiglioni raffinati con tetti a cupola decorati, mosaici, ponticelli. Al centro del complesso c’è Palazzo Orengo (Villa Hanbury), la residenza storica attorno a cui è nato il giardino.
La peculiarità del parco è anche la sua disposizione su terrazzamenti che scendono verso il mare, con la vista spettacolare sul Mar Ligure a incorniciare il tutto.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
In Basilicata c’è un tesoro tutto verde. Parliamo di un’area naturalistica ...
Nel complesso del Monte Bianco c'è il leggendario Dente del Gigante: questa cime ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur