
Unexpected Itineraries of Rome è un progetto promosso dall’Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e realizzato da Zètema Progetto Cultura grazie a un finanziamento del Ministero del Turismo.
Uno dei luoghi più frequentati dagli amanti della natura della capitale, da vivere a stretto contatto con la storia. Il Parco della Caffarella, il Gazometro, il corso del fiume Almone e le catacombe di San Callisto: questi sono solo alcuni dei luoghi chiave di questo percorso che si snoda nella zona sud di Roma, passando per diversi posti iconici della città.
Un itinerario lungo poco più di 6 chilometri, da percorrere a piedi e da raggiungere con la metropolitana o con i mezzi pubblici, considerando il lato di Porta San Paolo. Il corso del fiume Almone come riferimento del tracciato, attraversando il Parco della Caffarella toccando con mano luoghi affascinanti come la Chiesa Domine Quo Vadis e le catacombe di San Callisto. Due i possibili itinerari da affrontare lungo il percorso: il primo fotografa il quartiere Ostiense e il progetto di recupero urbanistico che unisce archeologia industriale e street art. Il secondo, invece, è inglobato all’interno del Parco della Caffarella, dove al centro della scena c’è soprattutto la natura, affiancata dai particolari dal punto di vista dell’archeologia classica. Gazometro e Valle della Caffarella da una parte, Parco Scott, Cartiera Latina e Parco della Caffarella dall’altra: un trionfo di varietà e paesaggi in un unico percorso.

Partendo proprio dal Gazometro, il più imponente non solo d’Italia ma di tutta Europa grazie alla portata, record, di 200 mila metri cubi di gas. Una delle costruzioni più discusse della capitale, completata nel 1937 dopo due anni di lavori: il progetto portò alla formazione di un cilindro al suo interno che regalò alla struttura la denominazione di Gazometro a telescopio. Già da anni rappresenta un’icona dei paesaggi romani e dei contorni che delineano i tetti e le vette della città, pur avendo perso ormai da tempo le sue funzioni anche grazie alla diffusione e all’utilizzo, sempre più vasto, del metano.
Un vero e proprio simbolo del quartiere e della sua quotidianità cittadina insieme ai murales di Porto Fluviale. Un autentico museo a cielo aperto, dedicato a chi ama rifugiarsi in questi angoli di città che sembrano staccarsi dalla realtà circostante. Vibrazioni di cultura rappresentate dalla street art che ammalia gli occhi dei passanti e li intrappola tra le riflessioni del presente. I murales di Porto Fluviale diventano arte viva che continua il suo processo evolutivo, inserendosi nel colloquio confidenziale tra la capitale e i suoi cittadini.

Dall’archeologia industriale a un simbolo di quotidianità e di contemporaneità, senza perdere di vista il proprio appuntamento con la storia. Risponde a queste istantanee la Centrale Montemartini, il primo impianto pubblico della capitale dedicato alla produzione di energia elettrica. Un luogo che ha osservato da vicino la storia di Roma e ne ha gettato le basi a partire dal 1912, anno della sua costruzione: da centrale termoelettrica, fondamentale per gli equilibri della città, a museo, grazie al processo di riconversione concluso nel 1997.
Un posto del cuore per la storia di Roma che custodisce sculture, reperti archeologici e mosaici appartenenti all’età romana, legati alle Collezioni dei Musei Capitolini. Una meta da scoprire assolutamente, a metà strada tra il Gazometro e la fermata della metropolitana di Garbatella, che si fa testimonianza diretta della storia di Roma grazie ai suoi tesori. Opere d’arte dell’età repubblicana, scelte come decorazioni per le ville maestose dell’epoca, tornano alla luce nel cuore della Centrale Montemartini in un viaggio nel tempo che tocca da vicino anche i contorni storici dell’edificio, tra macchinari e arredi originali. Una condivisione di spazi e storie tra l’antico e il moderno, in un salto tra le epoche che sintetizza i ricordi di Roma.

Solo 6 chilometri di percorso ma tantissimi luoghi da scoprire, in una passeggiata che accompagnerà i visitatori nel cuore della storia e della natura di questo angolo di capitale. Appuntamenti da non perdere come l’enorme ponte Settimia Spizzichino, lungo 240 metri, che collega i quartieri Garbatella e Ostiense: una costruzione che rappresenta uno dei ritagli simbolici di questa zona, ispirata ai progetti di ingegneria civile spagnola. Non a caso, il primo sguardo riporta alla mente i riferimenti legati al Ponte de la Barqueta di Siviglia e ai famosi ponti ad arco di Calatrava. Dietro questa costruzione maestosa c’è anche un significato storico molto importante, perchè il nome del ponte è dedicato a Settimia Spizzichino, figura simbolo della Shoah in Italia e unica donna sopravvissuta al rastrellamento del Ghetto di Roma.
Da un luogo maesoso tra due quartieri all’anima imponente racchiusa nel mercato di via Santa Galla, un tempo ospitato dalla sede storica di via Passino per circa cinquant’anni. Uno dei posti del cuore di questo fazzoletto di capitale attraverso i prodotti della natura e i piatti che raccontano la tradizione culinaria italiana. E si estendono verso le varianti mediterranee e sudamericane, toccando con mano la svolta delle produzioni biologiche.
La vita rurale di un tempo risplende attraverso lo Stazzo del Pastore, usato nella campagna romana come abitazione, ricovero per gli animali e laboratorio per le attività degli agricoltori. L’Ex Cartiera Latina, invece, vantava le prime attività produttive già nel 1081 per la follatura della lana. Un impianto industriale considerato come uno dei più importanti stabilimenti di produzione della carta del Meridione che rivive, oggi, attraverso i macchinari delle antiche linee produttive conservati nel museo.

Brillano lungo il percorso anche la Chiesa Domine Quo Vadis, al bivio tra l’Appia Antica e la via Ardeatina. Costruito su una piccola cappella eretta nel IX secolo, l’edificio nasce nel luogo in cui Gesù sarebbe apparso all’apostolo Pietro che lasciava Roma per sfuggire al martirio. E, con lei, assumono un significato storico ancor più imponente anche le catacombe di San Callisto, considerate come il primo cimitero ufficiale della comunità cristiana di Roma. Un luogo simbolo della religione cristiana, risalente al II secolo d.C., che ospita i resti ci circa mezzo milione di persone, tra cui martiri e pontefici: testimonianza diretta del racconto della vita e della fede dei primi cristiani.

Nel cuore del Parco della Caffarella convivono diverse nature: un habitat variegato che disegna la condivisione degli spazi e del verde in una delle zone più apprezzate, e amate, della capitale. Dal Quercus Pubescens che brilla sul pianoro di via Centuripe, anticipando l’accesso alla Cisterna maggiore dove esplode nella sua chioma a cupola che sovrasta la valle. Passando per il Prunus Spinosa, il Sambuco e la Beretta del prete, arbusti che colorano e arricchiscono il parco rendendo la vegetazione ancor più fitta e variegata. Il luogo ideale in cui volpi, tassi e istrici scovano la possibilità di una vita tranquilla, nascosti all’ombra della flora del parco.
Ricca di elementi speciali anche la zona umida della Caffarella, considerata come un gioiello di biodiversità di Roma. Il luogo adatto per i primi approcci con il birdwatching, guidato dai pannelli informativi che arricchiscono il percorso. Fino allo stagno che fa da sfondo a numerosi animali acquatici come il germano reale o gli aironi cinerini, oltre al martin pescatore. Tife, canne, pioppi, salici e orchidee rappresentano invece il verde di quest’area, inserita in un ecosistema completo che colora questo angolo di Roma attraverso le sue perle, tra sfumature e sensazioni di un luogo di pace tutto da scoprire. E da vivere.
Per chi volesse intraprendere questo cammino, è possibile consultare il sito unexpecteditineraries.turismoroma.it da cui scaricare l’App gratuita, disponibile per sistemi operativi iOS e Android, che permette di percorrere in completa autonomia l’itinerario. È inoltre possibile richiedere tutte le informazioni pratiche, nonché gli orari di apertura e le
modalità di prenotazione dei luoghi che abbiamo appena visto, telefonando al numero 060608 al quale risponde il Contact center di informazione turistica e culturale di Roma Capitale.
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