Una romantica e tragica leggenda avvolge questa cascata: un bellissimo angolo naturale del modenese

Antonia Festa  | 16 Mar 2026

Nel cuore dell’Emilia Romagna, in provincia di Modena, c’è un piccolo comune che custodisce una cascata veramente spettacolare. Nell’Appennino modenese, circondate dalle latifoglie, potrete trovare le cascate del Bucamante dopo aver fatto conoscenza con Titiro e Odina. Chi sono? Sono due sentieri “leggendari”, ma molto romantici. Ma dov’è che siamo? Nate dal placido affluente del torrente Tiepido, le cascate del Bucamante nascono nel comune di Serramazzoni, fra le montagne di Cornazzano e Monfestino. Qui ci sono 5 grossi salti (e tante cascatelle) che si possono raggiungere da Granarolo, dopo aver risalito il torrente oppure un sentiero fra i boschi da Monfestino.

Bucamante: la meraviglia segnata dalla tragedia

Le 5 cascate del Bucamante, o meglio del fiume Rio Bucamante, creano un piccolo capoluogo di bellezza senza tempo e senza eguali a livello naturalistico. Il nome di Bucamante è legato alla tragica leggenda di due anime innamorate l’una dall’altra, che oggi danno il nome ai due sentieri intorno ai salti: Titiro e Odina. Odina era una splendida diciassettenne dai capelli dorati che amava passeggiare per i boschi. Un giorno incontrò Titiro, un giovane uomo “bello come un angelo” e i due si innamorarono perdutamente, incontrandosi in segreto.

La storia del pastorello e della giovane aristocratica, purtroppo, ebbe risvolti tragici. La domestica di Odina rivelò il loro amore alla famiglia della ragazza, che si oppose al legame. Re Guidobaldo e la moglie Elvira, rinchiusero la figlia nel castello; un giorno Odina fuggì e raggiunse Titiro. I giovani, tuttavia, capirono che la loro sarebbe stata un’unione impossibile e così si abbracciarono per l’ultima volta, in un abbraccio eterno come il loro amore, gettandosi nel cuore della cascata. Nella caduta il loro peso combinato creò un piccolo buco, facendo sprofondare una porzione di terreno sotto la cascata, e da qui, si narra che nacque Bucamante. I due sentieri verso la cascata prendono, oggi, proprio il nome dei due amanti.

Le Cascate del Bucamante e i suoi doni

Le cascate del Bucamante si trovano nella parte più affossata (e verde) della vallata del Bucamante, con salti d’acqua medi, ma meravigliosi. In questa oasi ci sono specie floristiche davvero uniche: noccioli, querce, maggiociondoli, castagni, salici, pioppi, nespoli, ma anche rose canine, viburni, ginestre, sambuco e biancospino. Impossibile, poi, non notare i fiori, tra cui peonie, orchidee, felci, polmonarie, aro.

Il torrente crea una gola fra due monti: il Monfestino e il Corazzano. È talmente pulito che ospita diverse specie animali, quali gambero di fiume, istrice, succiacapre, gufi, tassi, cinghiali, volpi e scoiattoli. Come anticipato, è possibile percorrere due sentieri, quello di Titiro e quello di Odina, che sono ad anello. Quello basso è quello di Odina e costeggia il Rio, mentre quello di Titiro si trova in alto, fra sterrato e asfalto. Per affrontare al meglio quest’avventura, sono necessarie scarpe adeguate; il trekking di per sé non è impegnativo, ma potrebbe esserci molto fango. La cascata più alta è di 18 metri.

Il territorio circostante è calcareo e permette all’acqua di depositare il carbonato di calcio che, col tempo, si trasforma in travertino. Come potrete notare, infatti, lungo il percorso dell’acqua ci sono tracce proprio di un’antica cava di travertino. Tra una foto e l’altra, inoltre, noterete con piacere che nelle cinque cascate si creano le stalattiti. Il territorio del Bucamante, infine, è dinamico e potrebbero esserci piccole discrepanze tra rappresentazione grafica e realtà, perché il paesaggio potrebbe cambiare anche repentinamente.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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