Una piccola Roma in miniatura: ecco come ripercorrere la storia in Valle d’Aosta

Claudia Giammatteo  | 13 Mar 2026

Un borgo che ci porta indietro nel tempo, un tempo remoto, un tempo senza tempo, in uno dei periodi più indelebili nella storia dell’umanità.

Donnas, in Valle D’Aosta, ad appena due passi dal Forte di Bard, ce lo ricorda. Un intreccio di sentieri complesso e di natura maestrale, che ci conduce su strade all’insegna del perfezionismo romano. Andiamo dunque alla scoperta di questo borgo magico sin dal principio.

Tuto su Donnas: riscopriamo l’impero romano con occhi nuovi

Eccoci a Donnas, siamo a 322 metri di altitudine. Ciò che lo rese famoso ai tempi dei romani fu il fatto che era un importantissimo luogo in cui si sostava, in particolare sulla Strada delle Gallie.

Quest’ultima era una strada romana che fu costruita dall’imperatore Augusto, allo scopo di effettuare un collegamento tra Gallia e Pianura Padana. Ma la forza della natura non risparmia nessuno. Nel 1.176 Donnas ha conosciuto l’orrore: mentre prima il paese sorgeva accanto a Tréby, purtroppo una violenta frana spazzò via il borgo e la chiesa antica. Fu poi ricostruito, e rinacque come una fenice. Invece, ciò che lo rende noto al mondo, oggigiorno, è la produzione di vini rossi spettacolari e rinomati.

L’età del territorio si colloca all’interno dell’area Quaternaria. L’esistenza di questi luoghi risale a quando il movimento del ghiacciaio Balteo diede vita al bacino della Dora Baltea. Attualmente, gli abitanti sono 2.408.

Il primo vino rosso DOC della Valle D’Aosta nasce a Donnas


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Ma ciò che rende famoso oggi questo gioiellino è il primo vino DOC della Valle D’Aosta. I produttori ufficiali sono i “Caves Coopératives de Donnas“. I terrazzamenti coltivati a vite non mancano e coccolano la nostra vista proprio davanti ad un bicchiere di questo vino così importante da essere definito il “fratello montano del Barolo“.

La produzione ha inizio con le uve di Nebbiolo (o Picotendro), di Freisa e di Neyret. Un gusto vellutato, armonico, che parte dall’esperienza sensoriale delle narici per giungere a quel gusto in bocca così indimenticabile. Di solito, si accompagna molto bene con carni di selvaggina, come la carne di capriolo, ad esempio. È un gusto tendenzialmente secco. La gradazione alcolica è di 12,5°-13,5°. L’ottenimento della sigla DOC (Denominazione di Origine Controllata) non potrebbe essere più adatta. Durante un’avventura in Val D’Aosta, specialmente a Donnas, una degustazione di questo fantastico vino non può mancare.

 

Credit dell’immagine in evidenza: www.fortedibard.it

Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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