
Una storia misteriosa come poche altre, un connubio meraviglioso tra mito e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Chiudiamo gli occhi, torniamo indietro nel tempo e sentiamo il rumore degli zoccoli di cavalli e un vociferare in una lingua antica, che riecheggia in uno dei luoghi più intrisi di leggende in Italia. Quando parliamo del borgo di Montepulciano, infatti, non sentiamo solo il sapore avvolgente del vino, ma anche tutte le voci delle persone che tale posto lo hanno reso indimenticabile. Partiamo alla scoperta di questo piccolo mondo della Toscana, che racchiude ancora il fascino del Medioevo.

La storia di Montepulciano è un mistero da risolvere, un puzzle composto da pezzi da assemblare. Le origini del comune risalgono, probabilmente, al 500 a.C., per mano di Re Porsenna, Lucumone di Chiusi. Nella lingua etrusca, “Porsenna” avrebbe potuto tradursi in Lars Porsina, nome che subì svariate storpiature per divenire Mons Politianus. Gli abitanti erano, dunque, detti politianus, termine che col tempo diventò poliziani. Del primo periodo del borgo di Montepulciano ci sono poche prove storiche, ma le incisioni sul Palazzo Bucelli, i resti ritrovati nella Fortezza Medicea e la necropoli sulla quale sorgono le mura medievali consentirebbero di datarne l’origine a partire dal III-IV secolo a.C..
Durante l’epoca romana, Montepulciano divenne la sede di un forte esercito, incaricato di proteggere le strade consolari. Il periodo di maggiore splendore del borgo ci fu a partire dai primi anni del Quattrocento, fino alla metà del Cinquecento. Ma cosa visitare in questo incantevole angolo della Toscana?

Il trekking urbano alla scoperta di Montepulciano è vario, visto che ci sono ben sei itinerari da poter percorrere tra le mura del borgo. Se cerchiamo un sentiero molto semplice, per ammirare i palazzi storici più belli, seguiamo l’itinerario giallo, che ci condurrà, in circa 1 chilometro, da Piazza Grande al Tempio di San Biagio. Un’altra opzione è l’itinerario rosa, che ci porterà, in 1 chilometro, da Piazza Grande a Piazza delle Erbe. Se, invece, vogliamo un itinerario di media difficoltà, optiamo per l’itinerario rosso (dal Parcheggio 8 a Piazza Grande, in 650 metri), per quello arancione (che in 300 metri ci fa trovare scaraventati da Via dell’Oriolo a Piazza Grande) oppure per quello verde (che, in circa 1 chilometro, ci conduce da Porta al Prato a Piazza Grande). Per i più allenati, invece, c’è l’itinerario blu, un percorso da 1.200 metri che va dal Parcheggio 5 (Autostazione) a Piazza Michelozzo.
Camminando, si avrà l’occasione di ammirare panorami incantevoli, per cui è consigliato portare con sé una fotocamera, per immortale gli scorci più belli!

Ci troviamo nelle Terre di Siena e il borgo di Montepulciano è un inno alla tradizione e al passato. Ovviamente, se passiamo per di qua non possiamo non provare il vino nobile di Montepulciano (vino rosso DOCG) o il Vin Santo. I golosi, inoltre, possono assaggiare la rinomata carne di Chianina. I ristoranti sono forti detentori dei sapori tipici di questo paradiso terrestre. I locali sono abbastanza piccoli, caldi, accoglienti, dove la tradizione prevale ancora sul marketing e sulla concorrenza spietata. E, allora, prepariamoci ad avvolgerci in un’atmosfera che aspetta solo un nostro sguardo di sorpresa, che non si poserà sicuramente in ritardo sul nostro volto.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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