
In Alta Val di Susa esiste un trekking che non si limita a regalare panorami alpini: qui il sentiero conduce dentro la montagna, seguendo le tracce di un minatore del Cinquecento. Il Pertus di Colombano Romean, galleria di oltre quattrocento metri scavata quasi interamente a mano, nasce come acquedotto rurale e oggi è una meta affascinante per escursionisti curiosi di unire natura e storia.
Camminando tra lariceti, antiche grange e crinali affacciati sulla Dora Riparia, si incontra l’imbocco del traforo sotto i Quattro Denti di Chiomonte, dove ancora si leggono i segni degli scalpelli. È un’escursione di montagna a tutti gli effetti, che richiede passo sicuro e un minimo di esperienza, ma ripaga con un tuffo nella tecnologia idraulica del passato e nel paesaggio severo dell’Alta Valle. Ideale per chi ama percorsi poco scontati e ricchi di contenuti.
Il Pertus di Colombano Romean si trova nell’Alta Val di Susa, in Piemonte, tra i territori di Chiomonte ed Exilles. Siamo poco sopra i 2.000 metri di quota, sotto la dorsale calcarea dei Quattro Denti di Chiomonte, in un contesto di pascoli d’alta quota, pareti rocciose e boschi di larice.
Per chi ama il trekking, questo itinerario è speciale perché unisce una montagna severa alla storia concreta della vita nelle borgate alpine. Non si cammina verso una cima, ma verso un’opera di ingegneria idraulica del Cinquecento: una galleria lunga 433 metri, scavata quasi interamente da un solo uomo per portare acqua ai campi.
L’escursione non è estrema, ma è una vera uscita di montagna: serve un buon allenamento, attenzione ai pendii erbosi e capacità di valutare terreno e meteo. In cambio, offre una delle testimonianze più sorprendenti di cosa significasse, un tempo, abitare e lavorare in alta quota.
Il Gran Pertus è un traforo artificiale lungo 433,20 metri, scavato nella roccia calcarea dolomitica sotto la dorsale dei Quattro Denti. L’imbocco sul versante di Chiomonte si trova intorno ai 2.019 metri di altitudine, in un ambiente aperto, dominato da pareti rocciose e pendii erbosi che precipitano verso la valle della Dora Riparia.
La sezione della galleria è ridotta: circa 80 centimetri di larghezza, con un’altezza che può arrivare a 2 metri ma che in diversi tratti costringe a procedere abbassati. Il dislivello interno, di circa 12,5 metri, è stato calcolato per far defluire l’acqua solo grazie alla gravità, senza alcun sistema meccanico.
All’interno si vedono ancora i segni degli scalpelli, le piccole nicchie per le lanterne e alcune incisioni – croci, volti, gigli – attribuite al contesto culturale dell’epoca. Il fondo è spesso bagnato, scivoloso e buio totale: l’esperienza è lontana da un tunnel turistico e richiede prudenza.
I principali accessi al Pertus partono dalle borgate delle Ramats (Chiomonte) e di Cels (Exilles), oltre che dalla zona delle Grange della Valle, non lontano dal Rifugio Levi-Molinari. In tutti i casi si tratta di percorsi escursionistici di montagna, con pendenze significative e terreno talvolta sconnesso.
Dal versante di Chiomonte è classico l’avvicinamento dalle Ramats, seguendo la strada sterrata verso le Grange Rigaud e poi il sentiero che sale ai Quattro Denti. Dal lato di Exilles, invece, un itinerario molto suggestivo passa per le Grange Ambournet e le Grange di Clot di Brun, attraversando lariceti e antichi insediamenti pastorali.
Lungo il percorso si aprono scorci sul Forte di Exilles, sulla valle della Dora Riparia e sulle montagne circostanti. Alcuni tratti su pendii erbosi inclinati richiedono passo fermo, soprattutto con terreno umido. È un trekking che racconta bene il rapporto storico tra sentieri, pascoli, boschi e comunità alpine.
Il periodo più interessante per visitare il Pertus di Colombano Romean è in genere l’autunno, quando la portata d’acqua tende a ridursi. In ogni caso, l’accessibilità del cunicolo varia in base a condizioni idriche e meteo: prima di programmare l’attraversamento è bene informarsi presso enti locali o guide e non dare mai per scontato il passaggio.
Per entrare in galleria servono lampada frontale affidabile, casco, calzature con buona aderenza e abbigliamento che non tema acqua e fango. Considerate le dimensioni ridotte, i tratti stretti e il fondo irregolare, è consigliabile affrontare la visita solo con guide esperte o in uscite organizzate, come quelle proposte dalle Aree protette delle Alpi Cozie.
Fuori dal sentiero vale la pena fermarsi a Chiomonte, con le sue cappelle affrescate e la tradizione occitana, e a Exilles, dominata dal celebre forte. In un solo itinerario si toccano paesaggi alpini, storia militare e la straordinaria impresa di un minatore del Cinquecento.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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