Un piccolissimo comune dalla grande bellezza: il paese dell’oro della Valnerina Ternana

Antonia Festa  | 12 Giu 2026

Con poco più di 200 abitanti, questo piccolissimo comune nel cuore della Valnerina ternana potrebbe, all’apparenza, sembrare uno dei tanti pacifici borghi nascosti d’Italia. Eppure Polino è un paese ricco di cultura e circondato da tantissimi reperti storici, oltre ad essere immerso nella splendida natura della valle del Nera. Pronti per scoprire un luogo affascinante?

La storia di Polino, il paese dell’oro

Il borgo di Polino nacque, in epoca medioevale, come feudo della famiglia Polini. Divenne rapidamente un luogo di importanza strategica, arroccato sulle montagne e terra di confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Proprio per la sua posizione come avamposto fortificato, nel tardo XII secolo la famiglia Polini fece erigere nel centro del paese la Rocca che ancora oggi sovrasta l’abitato. A partire dal Duecento, l’amministrazione del borgo fu affidata alla famiglia degli Arroni, prima di passare nelle mani vaticane, sotto il controllo di Spoleto, e poi sotto occupazione angioina nel 1333. Dopo numerosi passaggi di proprietà, nel Cinquecento, la famiglia ternana dei Castelli acquistò e prese possesso di Polino e della sua rocca. A testimonianza di questo periodo, ancora oggi nei pressi dell’edificio è possibile ammirare una fonte pubblica costruita dai Castelli nel 1615.

Nel ‘700 Polino subì un ulteriore cambiamento di amministrazione, finendo sotto il controllo della famiglia aretina degli Albergotti. A partire dal 1728, nelle montagne circostanti furono scavate diverse miniere di ferro, argento e oro, materiali utilizzati per coniare monete per Papa Clemente XIII. Proprio una di queste miniere, la Cava dell’oro di Polino, è stata riscoperta recentemente e inclusa in un trekking a pochi chilometri dal paese.

L’Eremo nella roccia di Sant’Antonio

Poco sopra il paese, interamente scavato nella roccia del Colle della Croce, si trova l’Eremo di Sant’Antonio, dedicato ai Santi Antonio da Padova e Antonio Abate. Edificato nel XII, è costituito da due piccoli vani, uno in muratura più recente e uno più antico completamente ricavato scavando nella roccia viva. In una piccola nicchia si trova, ancora in buone condizioni, un’immagine di Antonio Abate risalente al 1681, mentre altri affreschi, antecedenti al XV secolo, sono ormai poco visibili a causa della parziale fusione della roccia. La facciata esterna è stata eretta intorno al Cinquecento.

L’Eremo di Sant’Antonio è un luogo particolarmente importante per gli abitanti di Polino e dei paesi limitrofi. Ogni anno due processioni, una il 17 gennaio e una il 13 giugno, partono dall’abitato in direzione della chiesa nella roccia, per celebrare i due santi.

Le occasioni di trekking nei dintorni di Polino


[foto @Buffy1982 / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Oltre al breve tragitto dal paese di Polino all’Eremo di Sant’Antonio, sono diversi i sentieri percorribili a piedi. Nei pressi del borgo, infatti, è possibile effettuare dei trekking immersi nella spettacolare natura dell’Umbria e, in particolar modo, nella vegetazione fitta e rigogliosa della Valnerina. Per affrontare i sentieri senza problemi, consigliamo di indossare calzature adeguate.

A piedi verso la Dogana di Salto del Cieco

Uno dei percorsi che proponiamo è il trekking da Polino a Salto del Cieco, dove è possibile visitare i resti dell’antica dogana di confine tra il Regno Borbonico di Napoli e lo Stato Pontificio. È una testimonianza particolarmente interessante di come funzionassero in passato alcuni istituti burocratici, soprattutto quelli delle terre di confine. Sono ancora visibili i locali utilizzati per controllare le merci provenienti da luoghi come Foligno, Spoleto o Firenze e dirette a Napoli. Tra le altre cose interessanti da vedere, ci sono anche gli edifici in cui risiedevano le guardie di frontiera e le celle in cui venivano tenuti i prigionieri in transito.

Per raggiungere Salto del Cieco da Polino, si parte dalla piazza principale del paese, dove si trova la fontana seicentesca dei Castelli, e ci si dirige verso nord. Arrivati al bivio con il sentiero per l’Eremo di Sant’Antonio, si sceglie la via sulla sinistra, che procede in piano tagliando orizzontalmente il Colle della Croce e arrivando, dopo circa un chilometro, a un bivio con il sentiero 614, quello da prendere, sulla destra. Si cammina un altro po’ prima di arrivare alla Cava dell’oro di Polino, dove, nel ‘700, si estraeva il materiale aureo per coniare gli scudi di Clemente XIII.

Dopo aver visitato l’area della cava si prosegue lungo il sentiero, sostanzialmente poco più a valle della strada asfaltata, prima di incrociare la strada comunale Castellone-Salto del Cieco, che si percorre per qualche centinaio di metri prima di raggiungere la Dogana, al vecchio confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Si ritorna per lo stesso percorso dell’andata.

Da Polino a Castelluccio di Norcia

Sempre dal piccolo borgo di Polino si può partire a piedi per un lungo, ma facile, percorso di più giorni che consente di attraversare la spettacolare bellezza della Valnerina, tramite un tratto dell’antica via commerciale che scorreva proprio tra la valle del Nera e la Piana di Leonessa. A spasso nelle bellissime foreste che separano Polino da Cascia, ci si immerge in una natura rigogliosa e selvaggia, alternata da piccoli e bellissimi borghi come Monteleone di Spoleto e Roccaporena, prima di arrivare a Cascia. Da qui si entra nello splendido Parco Nazionale dei Monti Sibillini e si attraversa Norcia, per poi terminare il trekking a Castelluccio, una minuscola frazione quasi completamente distrutta dal terremoto del 2016, che troneggia sull’omonima piana, molto famosa per la sua fioritura.

Il pellegrinaggio notturno da Polino a Cascia

Per chi fosse alla ricerca di un’esperienza più spirituale, in una notte di luglio si può prendere parte a un evento particolarmente importante per la tradizione religiosa umbra. Si tratta del pellegrinaggio notturno da Polino a Cascia; 25 chilometri a piedi sotto il cielo stellato e l’illuminazione della luna piena e con ritorno a Polino la mattina successiva. Il pellegrinaggio non si compie tutti gli anni e la data cambia a seconda del periodo di luna piena. Per questo è necessario cercare su internet informazioni sull’anno corrente e sullo svolgimento o meno della processione.

[foto copertina @Buffy1982 / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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