
Il Canyon del Bletterbach è uno dei luoghi naturali più spettacolari dell’Alto Adige, spesso chiamato anche il “Grand Canyon dell’Italia”. Si trova ai piedi del massiccio del Corno Bianco, vicino al paese di Aldino. Il posto è davvero suggestivo e consente di fare un tuffo nella storia geologica di queste montagne patrimonio UNESCO. Camminare tra le altissime pareti rocciose è come sfogliare un libro dettagliato sull’orogenesi delle Dolomiti.
Lungo il percorso consentito si possono ammirare siti di straordinario impatto visivo come la cascata del Butterloch, le pareti rocciose colorate, i fossili. In sintesi, si vive un’esperienza diretta ed emozionante di erosione torrentizia.
Il Canyon del Bletterbach può essere facilmente visitato attraverso tour guidati da esperti, seguendo sentieri tematici, organizzando gite con tutta la famiglia oppure scegliendo un percorso didattico se si è una scuola.

Questo posto è speciale: camminando nella profondissima gola, infatti, è possibile ripercorre ben 40 milioni di anni di storia geologica. In pratica, le escursioni nel canyon permettono di passeggiare direttamente nel letto del torrente tra pareti alte fino a 400 metri.
Il Canyon di Bletterbach si è formato durante le glaciazioni e nei periodi successivi, quando il torrente Bletterbach ha iniziato a scavare profondamente la roccia. Il risultato è la meraviglia visibile oggi: un canyon lungo circa 8 km, con pareti alte fino a 400 metri e una “sezione naturale” che mostra strati di milioni di anni. Il lavoro incessante dell’acqua ha portato alla luce i vari strati geologici, che coprono le ere dal Permiano al Triassico, raccontando la formazione delle Dolomiti attuali.
Nel Canyon del Bletterbach i fossili sono una delle cose più affascinanti: raccontano la vita di oltre 250–280 milioni di anni fa, molto prima dei dinosauri “classici”. Le più famose sono le impronte fossili lasciate da rettili simili a lucertole e primi arcosauri. Nel canyon sono presenti anche resti vegetali come tronchi fossilizzati, impronte di foglie, resti di felci e conifere primitive.
Il Canyon di Bletterbach è accessibile a pagamento. Per camminare nella gola sono consigliate le scarpe da trekking, considerando che il terreno è ghiaioso e irregolare. In primavera e autunno il sito è meno affollato rispetto all’estate, quindi più godibile.
Da sapere che per entrare nella gola ci sono ingressi ufficiali ben organizzati, con sentieri segnalati e punti di controllo. Arrivati ad Aldino, si giunge fino al Geoparc Bletterbach. Questo è l’accesso più usato e attrezzato, con biglietteria, parcheggio e centro visitatori per informazioni e visite guidate. Da qui parte il sentiero che scende direttamente nel canyon. In pratica, occorre subito scendere a piedi lungo un sentiero, per circa 20-40 minuti. Bisogna sempre ricordare che occorre arrivare in fondo, in quello che era il letto del torrente.
Il sito non è percorribile con passeggini e in caso di pioggia l’accesso può essere limitato (rischio piena del torrente). Si possono scegliere vari percorsi, con tour guidati molto consigliati. Per esempio, il classico giro completo del canyon è un percorso ad anello di media difficoltà che scende nella gola, risale lungo il torrente fino alla cascata, sale verso la zona del Butterloch e rientra dall’alto con sentiero panoramico. Per le scolaresche ci sono attività specifiche.
L’esposizione al Centro Visitatori e l’ingresso al Museo GEOlogico a Redagno sono sempre compresi nel biglietto.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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