Un incredibile museo a cielo aperto nel Molise: oltre 25 installazioni con dei percorsi fantastici

Violetta Silvestri  | 04 Giu 2026

A Casacalenda, borgo molisano in provincia di Campobasso, il museo si visita passeggiando tra stradine del centro, piazze e boschi. Il MAACK, Museo all’Aperto d’Arte Contemporanea Kalenarte, è un esperimento innovativo e intraprendente per dare vita ad angoli di territorio nascosti o dimenticati. Ce ne sono diversi sul territorio italiano, tutti meritevoli di una visita.

L’idea nasce nel 1992 dall’architetto e artista Massimo Palumbo, desideroso di promuovere l’arte contemporanea attraverso installazioni diffuse nel territorio urbano e naturale del paese. Ne sono nate oltre 25 opere artistiche site-specific, che si possono ammirare seguendo ben quattro percorsi diversi. I colori verde, rosso, blu e viola indicano le differenti strade attraverso le quali si compone questo particolare museo. In ognuna di esse, le installazioni sono incorporate nel luogo e offrono al visitatore dettagli curiosi e insoliti.

Attraverso la creazione del MAACK è quindi possibile conoscere più a fondo e in modo coinvolgente il territorio molisano e il piccolo borgo di Casacalenda.

Cosa vedere al MAACK, il museo all’aria aperta ricco di sorprese

Arte, architettura, paesaggio: dall’intreccio di questi elementi nasce il progetto MAACK. Il museo, considerato work in progress vista la sua dinamicità, è un’idea originale che si snoda su tutto il territorio comunale di Casacalenda. Alcune installazioni e opere sono davvero da non perdere e oggi vengono considerate dei veri e propri simboli della cittadina.

Per cominciare, c’è il Poeta di Casacalenda: una gigantesca scultura alta circa 9 metri, immersa nel verde fuori dal paese. Realizzata dall’artista greco Kostas Varotsos con la partecipazione degli abitanti del borgo, essa è ormai iconica. Altrettanto simbolica è la scacchiera bianca e nera costruita con materiali naturali locali e situata vicino al Municipio, pensata per essere vissuta e attraversata dai visitatori. Interessante anche il Gioco del Sole, un mosaico murale composto da pietra locale e tessere dorate che riflettono la luce. Esso raffigura un bambino che gioca a palla, richiamando la vita dei piccoli borghi. L’Albero della Cuccagna è un’nstallazione che richiama una tradizione popolare molisana, con prodotti tipici del territorio appesi.

Passeggiando nel cuore storico del borgo, inoltre, si scorgono il Cromoscale di Tonino D’Erme, l’installazione in ferro di Adrian Tranquilli, l’Efesto di Hidetoshi Nagasawa, la colonna rivestita di pelle di pecora di Alfredo Romano. Queste opere sono integrate nell’architettura del borgo e spesso si scoprono quasi per caso.

Il MAACK non si esaurisce in queste installazioni. Molte altre sono dispoibili lungo i diversi percorsi colorati. Si possono organizzare camminate tra l’arte di 2 o 3 ore, con la certezza di essere sorpresi lungo il sentiero.

Una galleria per gli amanti dell’arte contempornea

A testimonianza della vocazione all’arte contemporanea di Casacalenda, il borgo ospita anche una galleria di opere davvero interessante. Si tratta della Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci. Essa è nata come estensione naturale del MAACK: mentre il museo all’aperto mostra le opere nel paesaggio urbano e naturale di Casacalenda, la galleria conserva opere donate dagli artisti che hanno partecipato al progetto Kalenarte e altre acquisite nel tempo.

Qui si possono ammirare oltre 150 opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie e grafica contemporanea. Un percorso articolato in 9 sale espositive collegate tra loro accompagna il visitatore. Il suggerimento è di entrare in galleria prima di iniziare il percorso del MAACK oppure alla fine della passeggiata nel borgo. Vedere prima la collezione aiuta a riconoscere gli artisti che incontrerai poi tra le installazioni all’aperto. La galleria si trova nel Palazzo comunale.

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.

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