Un giardino che attira turisti da oltre un secolo: un’oasi di pace giapponese, ma siamo in Europa

Violetta Silvestri  | 27 Mar 2026
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Un angolo di paradiso giapponese dove non ti aspetti: a Breslavia, in Polonia, dal 1913 si può passeggiare tra la quiete e la bellezza di un giardino ispirato al Giappone tra i più affascinanti al mondo. Immerso nel grande Parco Szczytnicki, questo luogo da fiaba è un’oasi dove lasciarsi alle spalle lo stress, staccare dal caos urbano, scoprire il fascino della natura.

Chiuso in inverno, nelle altre stagioni il Giardino gipponese polacco svela le sue meraviglie ai visitatori: in primavera i ciliegi in fiore sono uno spettacolo unico; in estate la magia delle ninfee sbocciate è indimenticabile e in autunno il rosso intenso delle foglie degli aceri domina la scena.

L’ingresso è a pagamanento, ma la tariffa è economica e consente una visita anche a interre famiglie. Il consiglio è di godersi al meglio questo luogo così straordinario al mattino presto o verso il tramonto, quando non c’è la folla.

Alla scoperta del Giardino Giapponese di Breslavia

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Il giardino è un vero esempio di arte paesaggistica giapponese in Europa. La sua creazione risale al 1913. Il conte Fritz von Hochberg e il maestro dell’arte del giardino giapponese Mankichi Arai inaugurarono questo spazio verde in occasione dell’Esposizione del Centenario.

Dopo diversi periodi di abbandono, il giardino fu restaurato e riaperto al pubblico nella veste odierna nel 1999. Oggi rappresenta un perfetto equilibrio tra cultura giapponese e natura europea. Al suo interno si alternano padiglioni e porte tradizionali, ponti ad arco (come il famoso Taiko-bashi), il laghetto con carpe koi, lanterne in pietra e bacini per i rituali originali del XVIII e XIX secolo, spazi zen, piccole cascate e corsi d’acqua.

Mentre si passeggia coccolati dal rumore dell’acqua si possono ammirare circa 200 specie di alberi e arbusti, con i rododendri di Catawb e le azalee pontiche tra le varietà più belle. Proprio rododendri e azalee ornamentali spiccano con le loro incantevoli fioriture in primavera.

Catturano lo sguardo anche le foglie più diverse, per forme e colori, degli aceri giapponesi, di pini, cipressi, agrifogli particolari e potati a siepi per offrire quella scenografia che solo la cultura giapponese sa creare.

Passeggiare tra verde e acqua: il percorso

Il giardino è progettato come un percorso circolare: ogni curva rivela un nuovo scorcio, con ponti, rocce e piante disposti secondo un significato simbolico. Il ponte sul laghetto e l’annesso padiglione di osservazione sono le prime tappe del predisposto sentiero. Si prosegue verso quella che è definita la cascata maschile; poi si sale per la scalinata in pietra sopra il laghetto e si arriva a contemplare la cascata femminile; successivamente si arriva al cosiddetto padiglione di attesa.

Attraversando il ponte ci si dirige verso il padiglione del rito del tè e poi, varcato il ponte ad arco, il sentiero guida termina. A questo punto si è liberi di aggirarsi nel giardino giapponese come meglio si crede. Panchine meditative, angoli da fotografare, scorci verdeggianti attendono i visitatori. Il luogo è pensato per rallentare e osservare. All’interno, quindi, non ci sono specifiche attività da svolgere. Sedersi vicino al laghetto o sotto gli alberi e ascoltare acqua, vento e silenzio sono le uniche esperienze da fare.

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.

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