
Avete mai visto una savana in Italia? Se la risposta è no, allora la Riserva naturale delle Baragge è il posto dove andare assolutamente. Questa particolare località stupisce per il suo aspetto naturalistico insolito. Si tratta di un’area protetta situata in Piemonte, tra le province di Biella, Vercelli e Novara e di uno dei paesaggi più inconsueti del Nord Italia.
L’alternanza di praterie aride, brughiere e boschi radi crea un ambiente quasi sconfinato, simile a quello delle savane africane. Silenzio e colori spettacolari, soprattutto in autunno, rinfrancano anima e spirito. Quando l’estate sta per finire e la stagione autunnale inizia ad affacciarsi con le sue tonalità, la riserva dà il meglio di sé. L’erba dorata, le macchie rosa del brugo, le felci dai toni caldi compongono un quadro straordinario. Sporadicamente, greggi di pecore interrompono la piatta armonia del paesaggio.
Tutte le stagioni sono ottime, in realtà, per passeggiare in questo ambiente così speciale. Gli appassionati possono scegliere tra diversi sentieri e stradine sterrate di facile accesso per esplorare angoli della Riserva naturale delle Baragge. A piedi, a cavallo o in bici, l’impatto della savana piemontese è sempre emozionante.

La Riserva naturale delle Baragge è una delle tante riserve italiane, che si estende nelle alte pianure di Biella, Vercelli, Novara. Essa prende le forme di altopiani vasti alti dai 150 ai 350 metri. La conformazione così particolare della natura, simile a una savana, è stata il risultato dell’azione erosiva e di smantellamento di torrenti sulle pianure di un tempo. Si sono creati, quindi, suoli poveri e sabbiosi che limitano la crescita di foreste fitte. Qui trovano dimora eriche, graminacee e arbusti resistenti alla siccità.
La vegetazione del posto è quella di praterie e brughiere con erbe alte, brugo, qualche felce. Gli alberi sono isolati e ad alto fusto, con boschetti piuttosto limitati in estensione. Il terreno acido e povero limita, infatti, la crescita di foreste dense. Da un punto di vista faunistico dominano il paesaggio caprioli, volpi, lepri, numerosi uccelli (tra cui rapaci e specie migratorie). La riserva è un posto ottimale per il birdwatching. Qui trovano dimora anche farfalle di prateria, libellule, numerosi impollinatori legati alle eriche.
Le zone più famose dell’area protetta, anche per organizzare un visita, sono Baraggia di Candelo e Baraggia di Rovasenda. La prima, in particolare, è considerata la più accessibile.
Nella Riserva Naturale delle Baragge non ci sono attrazioni “turistiche” classiche. Il bello dei questa area protetta è proprio viverla lentamente. Ci sono diversi sentieri tra brughiere, boschi radi e radure aperte. Le passeggiate proposte sono facili e adatte a tutti. I percorsi di trekking più lunghi sono quelli che consentono di attraversare le diverse baragge, fattibili anche in bici o a cavallo. I percorsi, inoltre, sono ideali per camminate fotografiche e per l’osservazione degli uccelli.
Una visita nella riserva consente di passeggiare in piena tranquillità, lontani da posti presi d’assolato dal turismo di massa. La meta è consigliata a chi vuole staccare la spina dalla routine quotidiana, godersi il silenzio e, nelle aree consentite, fare un pic nic.
I suggerimenti per beneficiare di tutti gli effetti positivi della natura della riserva, senza brutte sorprese sono: portare dell’acqua; indossare scarpe adatte a terreni spesso irregolari; evitare le ore più calde in estate; rispettare sempre l’ambiente circostante.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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