Trasparenze da Tropici, ma siamo in montagna: 5 laghi del Trentino-Alto Adige che ti faranno innamorare

Fabio Belmonte  | 13 Ago 2026

Ogni volta che torno in Trentino-Alto Adige in estate, so già che saranno i laghi a dettare il ritmo delle giornate: albe silenziose, zaini leggeri, scarponi allacciati e quella striscia di acqua turchese che compare all’improvviso tra gli alberi.

In questo itinerario vi porto con me tra cinque laghi iconici – Braies, Carezza, Tovel, Molveno e Tenno – che conosco bene come escursionista, ciascuno con il suo modo unico di raccontare la montagna. Si passa da ambienti severi e quasi raccolti, dove il bosco chiude l’orizzonte, a vere spiagge alpine affacciate sulle Dolomiti di Brenta, fino a piccoli bacini dalle sfumature quasi caraibiche. Lungo questi percorsi ho imparato che non è solo il colore dell’acqua a cambiare con la luce: anche il passo, il respiro e il modo di vivere la montagna si adattano, chilometro dopo chilometro.

Panoramica dell’itinerario tra i laghi turchesi del Trentino-Alto Adige

Pensare a cinque laghi in un solo viaggio potrebbe sembrare un programma ambizioso, ma in Trentino-Alto Adige le distanze sono contenute e la varietà di paesaggi ripaga ogni trasferimento. Ho costruito questo itinerario in più estati, tornando più volte sugli stessi sentieri per vederli con luci diverse e in momenti di affluenza opposta.

Braies e Carezza sono i due grandi classici dolomitici, i più fotografati e i più affollati, perfetti se si è pronti a condividere il panorama. Tovel è il mio rifugio quando cerco un ambiente più raccolto, con il bosco che protegge il lago e ovatta i rumori. Molveno rappresenta la scelta più completa per chi vuole davvero unire trekking, sport d’acqua e servizi, mentre Tenno, sopra Riva del Garda, è l’anello di congiunzione tra atmosfera alpina e respiro mediterraneo.

Per chi ama camminare, il filo conduttore è chiaro: ogni lago offre almeno un giro ad anello o una facile escursione panoramica, ideale per costruire un viaggio estivo che alterni tappe tranquille a giornate più intense in quota.

Paesaggi, colori e sentieri: dal periplo di Braies alle spiagge di Molveno

 

Il primo impatto forte, per me, resta sempre il Lago di Braies: arrivo presto, quando il vento è ancora assente e la Croda del Becco si specchia in un’acqua che vira dal verde profondo al turchese. Il giro ad anello è un sentiero facile ma non banale, con qualche tratto un po’ ripido sul versante destro. Camminando piano, in un paio d’ore si completa l’intero periplo, alternando passerelle in legno, bosco e piccoli belvedere naturali sulla conca dolomitica.

A Carezza il colpo d’occhio è diverso: il lago è più piccolo, raccolto ai piedi del Latemar, ma il verde brillante delle acque sembra acceso da dentro. Qui si segue un percorso perimetrale ben tracciato, sempre dall’alto, che consente di osservare il bacino da più punti senza scendere liberamente sulla riva. È un cammino breve, ma io finisco sempre per allungarlo, fermandomi spesso a cambiare angolazione e giocare con i riflessi delle cime.

Con Molveno il paesaggio si apre. Il lago è grande, con spiagge, prati e un lido attrezzato: una vera base per chi vuole unire trekking e nuoto. Il sentiero lungolago è una comoda passeggiata, ma basta guadagnare un po’ di quota verso le Dolomiti di Brenta per ritrovarsi sui balconi panoramici naturali, da cui l’acqua appare come un nastro smeraldo incastonato tra boschi e pareti.

Tovel e Tenno: tra leggende, storia naturale e borghi medievali

Il Lago di Tovel, nel Parco Naturale Adamello Brenta, è uno di quei luoghi in cui rallento automaticamente il passo. Camminando lungo il sentiero che costeggia le rive, circondato da boschi fitti e pareti rocciose, è facile immaginare il lago nei decenni in cui si tingeva di rosso per la fioritura delle alghe. Oggi il colore è cambiato, ma la storia rimane: pannelli e materiali informativi ricordano il fenomeno, mentre l’acqua alterna sfumature verdi, azzurre e turchesi, con il fondale che affiora chiaro nelle zone più basse.

Qui il trekking non è solo estetica: si attraversa un ambiente protetto, con fauna e flora tutelate, e la sensazione è quella di camminare in una valle più isolata, anche se i sentieri sono ben segnati. Amo fare il giro completo del lago in senso orario, fermandomi sulle piccole spiaggette di ghiaia per ascoltare il silenzio, rotto solo dallo scroscio dei ruscelli.

A Tenno, invece, la storia è scritta nel paesaggio stesso: il lago è nato da una grande frana medievale che ha sbarrato il corso del Rio Secco. Dal sentiero che scende verso l’acqua si percepisce questa origine, con pendii irregolari e scorci improvvisi sul bacino turchese. Dopo il bagno estivo, è quasi obbligatorio chiudere la giornata salendo a Canale di Tenno, borgo in pietra perfettamente conservato, dove i vicoli ombrosi sono il contrasto ideale alla luce piena che avvolge il lago.

Consigli pratici per un’estate a piedi tra Braies, Carezza, Tovel, Molveno e Tenno

Organizzare questo itinerario tra i laghi del Trentino-Alto Adige richiede qualche accortezza, soprattutto in alta stagione. A Braies e Carezza, nei mesi estivi, l’accesso in auto può essere regolamentato e i parcheggi vanno prenotati o raggiunti in determinate fasce orarie: per esperienza, conviene sempre controllare i siti ufficiali turistici e, quando possibile, affidarsi al trasporto pubblico o alle navette.

Tovel impone una pianificazione ancora più attenta: la strada d’accesso viene chiusa in inverno e in estate possono essere previsti limiti giornalieri o sistemi di bus navetta dalla Val di Non. Io preferisco arrivare presto al mattino, quando i sentieri sono meno affollati e le temperature più miti. A Molveno e Tenno, invece, l’attenzione principale riguarda la balneazione: qui il bagno è consentito in aree specifiche, con spiagge e prati attrezzati, ideali per chi alterna camminate e soste in riva.

Su tutto, resta valido un principio semplice: trattare questi laghi come ambienti di montagna. Anche se l’acqua ha sfumature tropicali, servono scarponcini, strati leggeri nello zaino, protezione solare e rispetto assoluto dei sentieri e delle regole locali. Solo così il colore di Braies, Carezza, Tovel, Molveno e Tenno continuerà a sorprendere anche nei prossimi viaggi.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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