Tra mare e vulcani per una totale immersione nella natura dell’arcipelago siciliano

Antonia Festa  | 17 Mar 2026

L’arcipelago delle Isole Eolie, al largo della Sicilia, è uno dei posti più interessanti e affascinanti d’Italia. Non è, quindi, una sorpresa che le sette isole di origine vulcanica siano una delle mete turistiche preferite dai viaggiatori. Patrimonio dell’UNESCO dal 2000, l’arcipelago è particolarmente famoso per i suoi vulcani e il mare cristallino.

Sempre più avventurosi, però, visitano le Eolie non solo per godersi le spiagge e le acque limpidissime, ma anche per divertirsi sugli impervi sentieri che salgono verso i vulcani, che in alcuni casi si innalzano per più di 900 metri sopra al livello del mare. Tra spiagge, mare, trekking, un’antichissima storia e una cultura affascinante, ecco i percorsi più belli delle sette Isole Eolie.

I sentieri di Lipari, tra natura e storia

L’isola di Lipari ha una piccola rete di sentieri molto interessanti per la loro valenza paesaggistica, naturale e storica. Uno di questi porta ad attraversare l’intera isola partendo dal centro abitato di Lipari. Passando al cospetto del vulcano, si raggiunge Pianoconte per poi percorrere un’antichissima strada romana che porta ai resti dei bagni termali di San Calogero, che risalirebbero al tempo dei Micenei, nel XV secolo a.C., e dove sorgono delle terme attive dal 1872, oggi sede di un museo.

Il sentiero si affaccia sul mare, passando per un belvedere da cui si scorge lo scoglio di Pietra del Bagno e, poi, risale la costa occidentale, con i vulcani dell’isola di Salina ben visibili in lontananza. Si attraversano due piccole estremità, Punta del Cugno Lungo e Punta Palmeto  e si ritorna verso l’interno, in direzione della Tenuta di Castellaro.

Qui si possono visitare le cave di Caolino, uno splendido parco geominerario che custodisce una profonda e antica storia. In questo luogo, i liparesi trovarono riparo dalle frequenti incursioni saracene e si stabilirono, almeno temporaneamente, in grotte scavate nella roccia viva. Passeggiando per le cave ci si rende conto anche dell’interessantissima genesi geologica dell’isola. Passando per fumarole e depositi vulcanoclastici, inoltre, si possono ammirare tutti gli splendidi colori della roccia, dal rosa, al giallo e all’arancio, creati dalla stratificazione dei materiali vulcanici.

Dopo aver visitato le cave di Caolino, si risale verso la provinciale per intercettare un autobus in direzione del paese di Lipari.

Il tetto delle Isole Eolie, il Monte Fossa delle Felci di Salina

L’isola più vicina a Lipari è quella di Salina, la seconda più grande dell’arcipelago delle Isole Eolie. Formata da sei vulcani, è il punto più alto delle Eolie. Il Monte Fossa delle Felci, un vulcano estinto, raggiunge 926 metri d’altezza e il suo antico cratere è ben visibile sulla vetta. Le sue pendici sono ricchissime della vegetazione tipica di queste isole, composta principalmente da eucalipti, acacie, pini, lecci e, ovviamente, felci.

Il trekking per le pendici del Monte Fossa delle Felci è molto facile e regala un panorama fantastico. Si parte dall’abitato di Valdichiesa, eretto in una conca tra il Monte Fossa delle Felci e il Monte dei Porri, sul lato opposto dell’isola. Lasciandosi alle spalle il Santuario della Madonna del Terzito, ci si immerge nella riserva naturale, seguendo una strada sterrata che, dopo una serie di tornanti, conduce in un bosco di querce, lecci e castagni. Dopo circa un’ora e mezza di camminata, si raggiunge il rifugio bivacco di Monte Rivi. A questo punto basterà imboccare l’ampio sentiero che porta direttamente sul punto più alto delle Eolie. Arrivati in vetta si può camminare intorno alla conca del vulcano, ormai riempita di vegetazione, per raggiungere un belvedere sul lato opposto.

Dal Rifugio Rivi, le opzioni per proseguire sono due. La prima scende lungo la via, già percorsa in salita, per tornare a Valdichiesa. In alternativa, dopo aver percorso un breve tratto del cammino dell’andata, si prende il bivio con il sentiero 7 per scendere a Malfa, un piccolo paese portuale sulla costa settentrionale dell’isola.

Il trekking verso il vulcano di Stromboli

In questa lista non poteva mancare l’escursione sull’isola di Stromboli. Il vulcano è uno dei più attivi al mondo ed è famoso per le continue eruzioni esplosive, che regalano sempre uno spettacolo mozzafiato. Il cielo si riempie di lapilli e di notte l’isola risplende per il vivo bagliore rosso dei detriti infuocati che schizzano nell’aria. Un particolare molto interessante è che, durante quasi tutte le eruzioni, le colate laviche rimangono concentrate nella Sciara del Fuoco, che dal vulcano scende fino al mare. In tempi recenti, solo in due occasioni si ricordano colate al di fuori di quest’area, nel 1919 e nel 1930, quando la colata lavica arrivò quasi a toccare il centro abitato di Piscità.

Per gli amanti dei vulcani, quindi, il trekking a Stromboli è una tappa obbligatoria. La salita è abbastanza facile, ma potrebbe presentare delle limitazioni. Nei periodi in cui il vulcano è particolarmente attivo, la salita è libera fino a quota 290 metri sopra il livello del mare. Prenotando una visita guidata, invece, è possibile raggiungere il punto panoramico a 400 metri, perfetto per avere una vista indimenticabile sul cratere centrale e sulla Sciara del Fuoco.

Per percorrere il sentiero per Stromboli, sono disponibili due punti sull’isola. Il più vicino parte dal paese di Piscità e sale direttamente verso le pendici del vulcano. L’altro, sicuramente più bello e interessante, è l’anello che parte dall’abitato di San Vincenzo e taglia sul versante settentrionale del vulcano. Raggiunto uno dei due punti di osservazione, dopo aver ammirato la maestosità della terra in costante attività e aver scattato memorabili foto ricordo, si ritorna. Prendendo il sentiero più a nord, si scende a Piscità e si continua a piedi per il bellissimo paese, costeggiando il mare. Da Piscità si arriva nuovamente a San Vincenzo per chiudere l’anello.

La bellezza della natura di Panarea nelle Isole Eolie

Qualcuno avrà sentito parlare di Panarea come l’isola più mondana delle Eolie. Ma non è solo la patria del divertimento, perché ospita uno degli ambienti naturali più affascinanti di tutto l’arcipelago: la Riserva Naturale di Panarea e Scogli Viciniori. L’isola è la più antica e la più piccola delle Eolie ed è molto famosa per gli isolotti che la circondano, che formano un “microarcipelago” nell’arcipelago. Interamente ricoperta da una fitta macchia mediterranea, Panarea è casa di moltissime specie floristiche, come fico d’India, ginestra, cappero e lentisco.

Il modo più autentico per visitare Panarea è il trekking ad anello che percorre tutta l’isola e che offre una vista a 360° sugli isolotti che la circondano. Partendo da Panarea ci si dirige a nord, superando la Spiaggia delle Fumarole, prima di cominciare la facile salita al punto più alto. La vetta dell’isola è rappresentata da Punta del Corvo, nella parte occidentale dell’isola. Continuando a camminare, si giunge all’estremità più a sud, dove è assolutamente obbligatorio fermarsi nella splendida Cala Junco. Soprattutto in estate, questo luogo è ideale per una pausa e un tuffo nelle acque blu. Ripreso il cammino, dopo pochi minuti si torna di nuovo nel centro abitato di Panarea.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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