Tra la Toscana e la Romagna, scopri la magia del salto d’acqua che si può ammirare anche da dietro

Antonia Festa  | 28 Giu 2026

Nel Mugello più profondo, in una zona di confine tra Toscana ed Emilia-Romagna, c’è un posto incantato. Si tratta della Cascata dell’Abbraccio, che permette di guardare l’acqua che scorre copiosa verso il basso anche dal retro. Lo spettacolo è imperdibile, grazie alla speciale conformazione a gradoni della cascata che abbraccia il salto. Si può, infatti, camminare e posizionarsi dietro all’acqua e guardare il mondo ombroso e boscoso del Mugello da una prospettiva inusuale. Ma scopriamo da vicino questo meraviglioso luogo!

La Cascata dell’Abbraccio, un vero paradiso terrestre

La Cascata dell’Abbraccio si trova nel cosiddetto Alto Mugello, un’area geografica anche chiamata “Romagna Toscana“. Amministrativamente ricade nella regione Toscana, ma geograficamente siamo oltre i crinali appenninici toscani e già in area romagnola. Poco distante ci sono il Passo della Colla e quello della Sambuca e i paesini di Prato all’Albero e Palazzuolo al Senio. L’area pianeggiante del Mugello, lungo la vallata del fiume Sieve, è ampiamente antropizzata. Anche più in quota non mancano, infatti, i coltivi, ma sono tante le aree selvagge di un Appennino dalla natura ancora rigogliosa e quasi incontaminata. La zona del salto dell’Abbraccio è una di queste. Si cammina tra faggete ombrose solcate dalle acque trasparenti del torrente Rovigo, tra mulini e boschi incantati.

La Cascata dell’Abbraccio è formata da un ramo laterale del torrente Rovigo e presenta un salto di vari metri. L’erosione degli strati di roccia più morbida ha formato un’ampia caverna che passa proprio dietro la cascata, quasi ad abbracciarla. Il visitatore ha così l’esperienza rara di poter osservare una cascata da dietro. In inverno, l’acqua ghiaccia e forma stalattiti che rendono lo spettacolo ancora più suggestivo.

Siamo all’interno del suggestivo complesso demaniale Giogo-Casaglia della valle del Mugello, dove il vicino sentiero GEA 00 (Grande Escursione Appenninica – sentiero di crinale 0-0) fa da spartiacque tra i sentieri CAI dell’Emilia-Romagna identificati da numeri dispari e quelli della Toscana, con numeri pari.

Percorso per raggiungere la Cascata dell’Abbraccio

Un percorso ad anello raggiunge la Cascata dell’Abbraccio, passando per sentieri CAI e Ultra Trail Mugello, lungo il torrente Rovigo. Qui trovate il link al tracciato su Wikiloc. Si tratta di un percorso di media difficoltà, con circa 600 metri di dislivello per 13 chilometri circa.

Un’alternativa più facile e adatta anche alle famiglie con bambini è il percorso che parte da Prato all’Albero e, con una piccola deviazione, raggiunge la cascata. Si prosegue poi lungo il torrente Rovigo fino al ristorante Le Spiagge, dove si può fare una pausa gustosa. Il percorso misura circa 11 chilometri, con un dislivello di circa 400 metri. Invece di tornare sui propri passi lungo il sentiero, si può imboccare la strada regionale per Prato all’Albero. Qui trovate il link al tracciato. Qui trovate, invece, una versione di circa 6 chilometri senza tappa al ristorante e con ritorno a Prato dell’Albero con un itinerario ad anello. Per immortalare la bellezza naturalistica che caratterizza questo viaggio, consiglio di portare una macchina fotografica.

Cosa vedere a Palazzuolo al Senio

 

Oltre alle Cascate dell’Abbraccio, alle passeggiate in faggeta e alle soste presso i torrenti c’è molto da vedere. Dal Passo della Sambuca partono vari sentieri e percorsi tematici, come il Percorso Biodiversità, gli itinerari della Linea Gotica e il percorso Natura per Tutti, fruibile anche dai diversamente abili. Siamo in una zona che nel 1944 ha visto cruente battaglie portate avanti dai Partigiani lungo la linea gotica.

Il Museo Archeologico delle Genti di Montagna di Palazzuolo al Senio racconta la vita dura in Appennino e le tradizioni locali. Una serie di mulini che si incontrano sui sentieri (come il Mulino dei Diacci lungo l’anello delle cascate dell’Abbraccio), invece, testimoniano lo sfruttamento dell’acqua per macinare la farina di castagne, fonte di sostentamento primaria per le genti di montagna.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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