
Uno scrigno ricco di tesori: questa la sintesi per descrivere il bellissimo borgo di Fiumalbo. Siamo sull’Appennino modenese, al confine con la Toscana, dove il piccolo paese in provincia di Modena si presenta con uno straordinario mix di arte, tradizioni, natura incontaminata.
Fiumalbo è infatti immersa nel Parco regionale dell’Alto Appennino Modenese (Parco del Frignano), con faggete, abetaie, prati e numerosi sentieri. Il territorio arriva fino ai 2.165 metri del Monte Cimone. Inoltre, propone rilassanti e interessanti passeggiate nel piccolo centro storico, caratterizzato da case in pietra, stradine lastricate, vicoli e antiche “voltine”.
L’atmosfera medievale rimasta intatta e la meravigliosa cornice naturalistica che circonda il borgo rendono una gita a Fiumalbo la scelta perfetta per fuggire dal caos cittadino. Gli amanti della montagna devono assolutamente sapere che proprio questo borgo è un ottimo punto di partenza per raggiungere i crinali dell’Appennino tosco-emiliano, soprattutto quelli che collegano Monte Lagoni, Libro Aperto e Monte Cimone.
I crinali appennici più suggestivi sono a portata di mano a Fiumalbo. Il borgo, infatti, è una delle porte di ingresso al Parco del Frignano e offre straordinarie escursioni. La caratteristica più bella di questi itinerari è il passaggio dai boschi del fondovalle ai prati d’alta quota e alle creste panoramiche.
Per esempio, è possibile partire da Bellagamba, frazione di Fiumalbo, proseeguire sul sentiero CAI 493 che sale attraverso il bosco fino alla dorsale del Monte Lagoni, a circa 1.962 m. Da qui il paesaggio diventa aperto e panoramico. Oppure, se il tuo obiettivo è camminare proprio sul filo dei crinali, dal Monte Lagoni si prosegue sulla dorsale verso il Libro Aperto, a circa 1.936 m. Da qui si hanno viste molto ampie verso il Monte Cimone, l’Appennino e, nelle giornate limpide, anche verso le Alpi Apuane.
Per chi cerca un modo più semplice per vivere questa esperienza, il consiglio è di partire da Fiumalbo e raggiungere in auto Bellagamba, sulla strada verso l’Abetone. Da qui puoi seguire il sentiero CAI 495 verso la Casetta di Lapo. Il percorso sale prevalentemente nel bosco e presenta una pendenza generalmente moderata; arrivato alla Casetta di Lapo si raggiunge il crinale tosco-emiliano, dove fare una passeggiata panoramica senza dover affrontare subito le cime del Libro Aperto.
Fiumalbo non è solo natura e avventura. Per rilassarsi basta trascorrere qualche ora nel centro storico, ben conservato. L’atmosfera chee si respira sin da subito è medievale, con case in pietra, vicoli, piccole piazze e antichi edifici religiosi. Non a caso, il borgo è riconosciuto come Città d’arte e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Piazza Umberto I è il cuore del borgo, dominato dalla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Da qui è piacevole iniziare la passeggiata. La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, la Chiesa di Santa Caterina “dei Rossi” con il Museo di Arte Sacra, l’Oratorio di San Rocco con i suoi affreschi rinascimentali sono tappe da non perdere. In generale, rilassarsi nei vicoli attorno a Piazza Umberto I, osservando le case in pietra e le caratteristiche architetture montane è un vero piacere.
Vale la pena fermarsi per assaggiare alcune specialità del territorio: crescentine, borlenghi e ciacci, oltre ai prodotti a base di mirtillo nero dell’Appennino modenese. Anche i dintorni offrono esperienze interessanti. Nella zona di Doccia, si possono vedere le caratteristiche capanne celtiche, antichi edifici rurali con il particolare tetto a gradoni. Sono una delle testimonianze più curiose del patrimonio tradizionale dell’Appennino.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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