Sopra questo paese sardo si alzano pareti di cento metri: il sentiero sale fin sulla loro cima

Tra imponenti pareti calcaree, grotte nascoste e sentieri panoramici, un piccolo borgo custodisce paesaggi montani e scorci spettacolari sulla natura selvaggia.
Fabio Belmonte  | 23 Ott 2026

Arrivare a Ulassai, nel cuore dell’Ogliastra, significa ritrovarsi improvvisamente ai piedi di una muraglia di roccia quasi verticale. Il Monte Tisiddu incombe sopra il paese con le sue pareti calcaree alte quasi cento metri, un tacco imponente che ogni escursionista finisce per studiare con lo sguardo prima ancora di allacciare gli scarponi.

I sentieri che risalgono il versante trasformano questa montagna in un piccolo laboratorio di trekking sardo: boschi di lecci, grotte carsiche, scorci improvvisi sul Gennargentu e sulla valle del Rio Pardu accompagnano una salita mai banale. Intorno, la Sardegna interna mostra il suo volto più autentico, lontano dalle spiagge affollate e vicino alle storie di chi vive questi rilievi tutto l’anno. A fine giornata, tra installazioni d’arte contemporanea e vecchie leggende, Ulassai ricorda che qui il rapporto con la montagna è insieme quotidiano, simbolico e profondamente identitario.

Ulassai e il Monte Tisiddu, porta d’ingresso all’Ogliastra montana

 

Ulassai si trova nella Sardegna centro-orientale, nel cuore dell’Ogliastra, in una posizione che ogni amante del trekking impara subito ad apprezzare. Il paese è letteralmente abbracciato dai tacchi calcarei, altopiani rocciosi dalle pareti verticali e dalle sommità relativamente pianeggianti, tra cui spicca il Monte Tisiddu, protagonista assoluto del panorama.

Da qualunque punto lo si osservi, il Tisiddu appare come una muraglia chiara e compatta che incombe sulle case. Non è solo un colpo d’occhio suggestivo: è un invito a salire, a seguire i vecchi passaggi scavati nel tempo da pastori ed escursionisti. Per chi cerca un trekking panoramico in Sardegna lontano dal mare, questa montagna rappresenta una meta perfetta, facilmente raggiungibile in auto e con itinerari adatti agli escursionisti abituali.

Il clima tipico dell’interno sardo, con estati calde e inverni freschi ma raramente estremi, consiglia di esplorare il Tisiddu soprattutto in primavera e autunno, quando luce e temperature rendono l’escursione particolarmente piacevole.

Il sentiero C-502 sul Monte Tisiddu: tra boschi, pareti verticali e grandi panorami

 

Il modo più diretto per salire sul Monte Tisiddu è seguire il sentiero C-502, tracciato escursionistico che parte dalla periferia di Ulassai. Il segmento ufficialmente censito misura circa 2,3 chilometri, con 278 metri di dislivello e un tempo indicativo di un’ora e un quarto: numeri che possono ingannare, perché la montagna non va mai sottovalutata, soprattutto in presenza di roccia bagnata.

Il percorso attraversa una bella alternanza di macchia mediterranea e tratti di bosco a lecci, avvicinandosi progressivamente alle pareti calcaree. Un passaggio caratteristico è Scala ’e Predi, dove il sentiero sfrutta varchi naturali tra le rocce e il terreno diventa più articolato. Qui servono passo sicuro e attenzione alle condizioni del fondo, in particolare dopo la pioggia.

Storicamente, la documentazione regionale cita anche un anello più ampio di circa 6,6 chilometri, con tre ore di cammino e varianti che toccano la parte superiore del tacco. Dall’altopiano, i punti panoramici permettono di affacciarsi su Ulassai dall’alto, riconoscendo la linea netta delle falesie che dal paese sembrano un’unica muraglia, e di spaziare verso il Gennargentu e i rilievi dell’Ogliastra interna.

Punta Matzeu, grotte carsiche e il dialogo tra montagna e arte a Ulassai

La parte alta del Monte Tisiddu regala una delle esperienze più appaganti per chi ama i trekking panoramici. Una breve diramazione, il C-502a, conduce a Punta Matzeu, circa 957 metri di quota: un chilometro scarso di sviluppo, 70 metri di dislivello e una salita iniziale ripida che viene ripagata da una vista ampia sulla valle del Rio Pardu, sul Gennargentu e sui tacchi circostanti, con il mare che a volte si intravede in lontananza.

La sommità conserva i resti di una vecchia postazione di avvistamento antincendio, testimonianza concreta del ruolo strategico di questo rilievo. Poco sotto, una breve deviazione consente di raggiungere la Grotta Matzeu, mentre altri rami del C-502 portano verso la Grotta de is Janas e diverse cavità minori, frutto dell’intenso carsismo che caratterizza il Tisiddu. Alcune sono visitabili nei pressi dell’ingresso, altre richiedono competenze speleologiche specifiche.

Al rientro, vale la pena dedicare tempo al centro di Ulassai, dove l’eredità di Maria Lai ha trasformato il paese in un museo a cielo aperto. L’opera Legarsi alla montagna e la Stazione dell’Arte raccontano un legame profondo fra roccia, comunità e creatività, rendendo questa meta unica nel panorama dell’escursionismo sardo.

Organizzare il trekking sul Monte Tisiddu: accessi, sicurezza e consigli pratici

 

Per pianificare l’escursione sul Monte Tisiddu, Ulassai è il punto di riferimento naturale: qui si trovano gli accessi ai sentieri, le indicazioni per il C-502 e le informazioni aggiornate sulle condizioni dei percorsi, che sul portale regionale risultano in parte in verifica o manutenzione. Prima di partire è quindi essenziale consultare cartografia affidabile, tracce GPS recenti e, se possibile, confrontarsi con strutture locali o guide esperte.

La difficoltà escursionistica complessiva è adatta a chi ha un po’ di esperienza in ambiente montano, ma la presenza di pareti verticali, cenge e brevi tratti esposti rende fondamentale saper valutare il terreno. Vanno distinti chiaramente i sentieri segnalati dagli itinerari per arrampicatori e dai passaggi più tecnici, che richiedono equipaggiamento specifico. scarpe da trekking con buona aderenza, acqua abbondante, cappello e antivento leggero non dovrebbero mai mancare nello zaino.

Le stagioni migliori sono primavera e autunno, quando il bosco è più verde e le temperature consentono di muoversi con agio anche sulle rocce esposte al sole. Completano una giornata perfetta la visita alle Grotte di Su Marmuri, alle Cascate di Lequarci e il tempo dedicato alle opere all’aperto di Ulassai, per un viaggio che unisce natura, geologia e cultura in un unico, intenso itinerario.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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