Sono stata in un borgo in cui c’è l’obbligo di baciarsi! La sua piazza principale è una cascata spettacolare

Antonia Festa  | 11 Mar 2026

Siamo nel cuore pulsante della Ciociaria, il territorio a sud di Roma, precisamente in provincia di Frosinone, nell’unico borgo dove al posto della piazza principale c’è una bellissima cascata. Isola del Liri , adagiata sulle rive del Liri (da cui prende il nome), è una città piena di storia che vanta delle caratteristiche davvero uniche, in grado di conquistare chiunque la visiti. Qui, infatti, proprio al centro ci sono ben due cascate, che fanno da contorno a un paesaggio spettacolare, tra architetture suggestive. C’è, inoltre, l’obbligo di baciarsi, ma per quale motivo? Scopriamolo!

Isola del Liri: le due cascate e il castello medievale


[foto @Massimo Salesi/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il centro si espande da un’isola che emerge dal Liri e che si biforca in due nei pressi del Castello Boncompagni. I salti d’acqua sono la Cascata Grande e Cascata del Valcatoio. La più famosa delle due è la Cascata Grande, conosciuta anche come Cascata Verticale o, più semplicemente, Cascata di Isola del Liri. Con un salto di circa 27 metri è una delle più belle in Europa e una delle poche cascate in Italia a sorgere in un centro storico. Il suo fragore si sente tra le vie, creando un’atmosfera molto romantica.

Meno nota è la Cascata del Valcatoio, caratterizzata da un salto più basso e più rilassante; viene utilizzata da un impianto di produzione elettrica e ha un salto non perfettamente verticale, seppur con un’inclinazione totale di 160 metri.

Ma l’obbligo di baciarsi da dove viene? Deriva da un cartello stradale di Guido Gabriele, posizionato proprio al fianco della Cascata Grande, nella parte più fotografata dell’Isola di Liri e rappresenta il luogo che viene indicato da Google Maps quando si cerca la posizione di Isola del Liri.

Le origini del centro abitato

Le origini del centro urbano di Isola del Liri sono legate ai vicini Sora e Arpinium, che si dividevano il territorio. La prima popolazione ad abitare il comune fu quella dei Volsci, come testimoniano la necropoli e una cinquantina di sepolcri con armi e crani umani rinvenuti durante gli scavi per la ferrovia. La colonizzazione di Sora da parte dei Romani nel 305 a.C. portò alla stabilizzazione romana della zona, che rappresentava un punto obbligato di sosta e mercato.

Nel 1010, il territorio divenne indipendente da Arpinio, pur continuando a passare sotto la guida di diverse famiglie nobili, fino a quando, nel 1580, il ducato di Sora fu comprato dal figlio di Gregorio XIII. I Boncompagni hanno avuto un ruolo importante in città, contribuendo alla costruzione del castello. Nell’Ottocento, con l’arrivo dei francesi, ci fu un periodo di enorme sviluppo economico, legato all’industria della carta. Isola del Liri divenne un rinomato centro nella creazione della carta dagli stracci, lavorata usando cloro e soda come sbiancante. Con l’avvento delle macchine a tamburo francesi, si diffuse la produzione di fogli di carta continui e l’intera regione nel giovò notevolmente dal punto di vista finanziario.

Isola del Liri: cosa vedere?

Cosa vedere a Isola del Liri? Muniti di scarpe comode, è possibile fare una bella passeggiata per ammirare le due cascate e, in particolare, il Giardino delle Cascate ai piedi della Cascata Grande. Un’altra tappa obbligata è il Castello Boncompagni Viscogliosi, uno degli edifici meglio conservati della zona, che si erge su un masso di travertino che spacca in due il Liri.

Tra i siti di interesse, spicca anche il Parco comunale Giovanni Paolo II, proprio nel centro storico, che si estende per circa 10 ettari. Per gli appassionati, c’è il Museo della Civiltà della Carta, che racconta la storia della produzione della carta a Isola del Liri. Il museo è allestito in un’ex cartiera e ospita una collezione di macchinari e documenti storici. Se avete voglia di barocco, c’è la Chiesa di San Lorenzo sempre nel centro storico, con varie opere, tra cui un dipinto di Luca Giordano. Per concludere, potrete ammirare il Ponte Marmone che dà sulla valle.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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