Sono loro i 3 laghi alpini più belli d’Italia? Sei ancora in tempo per scoprirli!

Antonia Festa  | 09 Mag 2026

I laghi alpini sono una meraviglia tutta da esplorare e regalano un’atmosfera di quiete che difficilmente si ritrova altrove. Oggi andremo alla scoperta di tre laghi immersi nella natura alpina che cattureranno il cuore degli impavidi escursionisti. Si tratta di mete perfette per le escursioni primaverili ed estive, quando le temperature in queste zone e a questa altitudine permettono di beneficiare di una piacevole frescura. Scopriamo, quindi, le caratteristiche di questi straordinari laghi alpini.

Lago Brocan, uno dei laghi alpini più belli

Il meraviglioso Lago Brocan è situato in Piemonte, precisamente in provincia di Cuneo, nel comune di Entracque, in valle Gesso. Ci troviamo a ben 2.000 metri di quota e qui l’aria frizzante e la tranquillità che circondano questo meraviglioso specchio d’acqua si fondono con la maestosità della natura.

Per raggiungerlo dovremo percorrere un sentiero a piedi, partendo dal Lago della Rovina (1.545 metri s.l.m.) e seguendo il sentiero M8. Tramite un percorso abbastanza ripido, che ci porterà vicino alla diga, ci terremo a sud-ovest del bacino per giungere al Rifugio Genova-Figari. Da qui, proseguiremo per poche centinaia di metri prima di trovare lo spettacolare Lago del Brocan.

Il Lago del Brocan è un bacino naturale abbracciato da una conca e cime che superano addirittura i 3.000 metri. Fa parte del Parco Naturale delle Alpi Marittime e si è formato dallo scioglimento della neve e dalle conseguenti valanghe. Si tratta di uno dei laghi alpini con le acque più fredde! A volte, neanche in primavera si scioglie lo strato di ghiaccio che si forma sullo specchio d’acqua. Con un po’ di fortuna, in questo posto potremo avvistare gli stambecchi e i camosci.

Lago del Miage, una perla unica nel suo genere

Siamo in Valle D’Aosta, nel comune di Courmayeur, a 2.020 metri sul livello del mare. Ci troviamo al cospetto del meraviglioso Monte Bianco, alle cui pendici sorge il Bivacco Giusto Gervasutti. Proprio qui il paesaggio è dominato dal Lago del Miage, di origini glaciali (alimentato dal ghiacciaio che porta il suo stesso nome).

Per giungere a questo meraviglioso lago, dovremo partire dalla Val Veny, dalla pittoresca località di La Visaille. Cammineremo per circa due ore, inizialmente su una strada asfaltata e, poi, su una strada in terra battuta. Giungeremo presso un ponte sopra l’emissario del Lago Combal, ossia la Dora di Veny. Da qui, dopo aver preso il sentiero 18A, che conduce al ristoro Cabane du Combal, percorreremo un tratto abbastanza ripido, ma per fortuna breve, che ci condurrà finalmente al meraviglioso Lago del Miage, lungo la cresta della morena.

Ciò che affascina è il cosiddetto “calving“, il fenomeno di distacco dei blocchi di ghiaccio dalla falesia, quando vengono a contatto con il lago. Fino agli anni 2000 si poteva osservare un unico bacino grigio, mentre ora le acque si sono abbassate e sono visibili tre distinti bacini. La parte del lago dove avviene il distacco presenta delle acque di colore grigio a causa dei detriti che vi finiscono dentro. Il fenomeno è strettamente monitorato per il rischio dell’innalzamento di onde che potrebbero giungere anche ad alcuni metri di altezza.

Nel 1996, undici turisti rimasero colpiti da un’onda causata dalla caduta di un grande pezzo di ghiaccio all’interno del lago. Fortunatamente, non riportarono lesioni gravi, ma è opportuno prestare massima attenzione al fenomeno. Poiché, inoltre, il ghiacciaio compone metà del fondale del Lago del Miage, potrebbero verificarsi anche improvvisi svuotamenti del bacino.

Il lago di Place-Moulin, uno dei più grandi della regione

Tra i laghi alpini che ti cattureranno il cuore, citiamo, infine, il lago di Place Moulin (1.968 metri s.l.m.), un lago artificiale che si trova in una valle laterale della Valle d’Aosta, la Valpelline. Stiamo parlando di uno dei bacini della regione, le cui acque si estendono per ben 4 chilometri. Il lago in sé si può comodamente raggiungere in auto arrivando al borgo di Bionaz e seguendo le indicazioni per la “Diga di Place Moulin“. Giungeremo presso un ampio parcheggio, in cui potremo lasciare la macchina per una giornata intera (il parcheggio è a pagamento).

Il percorso che costeggia il lago per raggiungere il rifugio Prarayer (2.005 metri di altitudine) è un vero sogno. Stiamo parlando di un sentiero turistico, adatto a chiunque, lungo circa 10 chilometri. La strada è pianeggiante e ci permetterà di ammirare attentamente le acque cristalline del lago, inoltrandoci a tratti anche nel bosco, accompagnati dal suono delle cascate.

La costruzione della diga di Place Moulin avvenne tra il 1961 e il 1965, per opera dell’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica (o ENEL), allo scopo di regolare l’energia degli impianti Buthier e di quelli della Dora Baltea. La tipologia della diga è ad arco-gravità in calcestruzzo.

Tra i tre laghi alpini descritti, questo è l’unico artificiale e la sua diga è la seconda più alta d’Italia dopo Alpe Gera. Lo sbarramento presenta, infatti, un’altezza di 155 metri e una lunghezza di 678 metri. Alla base, lo spessore è di 47 metri, mentre in cima è di 6 metri, con ben 1.510.000 metri cubi di cemento! La capacità di sbarramento giunge, invece, a 105 milioni di metri cubi. Insomma, stiamo parlando di una struttura veramente enorme. La diga si può visitare dall’esterno, ma per la visita guidata all’interno è necessaria una prenotazione.

Per affrontare i tre trekking illustrati, è necessaria un’attrezzatura tecnica differente in base alla tipologia di percorso. È sempre consigliabile controllare le condizioni meteorologiche prima di intraprendere un’escursione, vestirsi a strati e portare degli appositi bastoncini per le camminate in montagna.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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