Solo 1600 abitanti, ma un’anima più forte che mai: questo borgo è perfetto per esperienze outdoor

Antonia Festa  | 05 Gen 2026

Un piccolo borgo incastonato tra le Pale di San Martino di Castrozza e la Cima Rosetta nel Primiero, in Trentino. Siamo a Mezzano, piccolo comune caratterizzato da paesaggi mozzafiato, un torrente e affreschi (piccoli ma meravigliosi) fra le casette in pietra.

Con meno di 1600 anime, fa parte dei Borghi più Belli d’Italia, lì a 640 metri s.l.m., in un posto strategico fra il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino e diverse riserve statali. È un posto da visitare se si ama la montagna e i sentieri da percorrere sono numerosi; andiamo?

Mezzano, un paradiso di legno artistico dove sedersi in strada su una sedia rossa

Fra le prime cose che si potranno notare di Mezzano è l’aspetto rurale immutato dal tempo, coi vari affreschi su facciate e orti delle case. Molte abitazioni hanno piccole cataste di legna posizionate in modo decorativo, in ricordo della storia prettamente agricola del paese. La caratteristica principale del borgo è quella di essere davvero “green”, visto qui gli orti sono più di 400.

Ma cosa vedere a Mezzano? Le cataste in legna sono anche propriamente artistiche oltre che decorative e rendono il paese un museo a cielo aperto. Strano ma vero, è uno dei pochi luoghi a valle che ha ancora qualche stalla (originale) in funzione, in mezzo ai tetti sporgenti e un po’ storti, i balconcini di legno, le fontane di pietra e i vicoli di ciottoli, chiamati canisèle. L’esperienza più bella è sedersi su una delle sedie rosse posizionate nei punti più suggestivi di Mezzano; chi lo fa deve suonare il campanello posizionato accanto alla sedia, per essere raggiunto da un abitante del posto che sarà lieto di raccontare qualche storia legata a questo affascinante luogo o ad accompagnare il turista per una passeggiata.

Trekking a Mezzano: i sentieri più belli

I dintorni di Medan (come viene ancora chiamata in dialetto, anche sulle cartine) sono belli e romantici. Per gli appassionati di trekking e mountain bike, i percorsi migliori sono quelli dei due parchi naturali, soprattutto del Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino. In inverno, invece, ci sono circa 60 chilometri di piste da sci.

Oggi vi consigliamo due piccoli itinerari ben battuti di Mezzano. Il primo consente di visitare il Lago di Val Noana, a due passi dal Sentiero degli Abeti Giganti. Il lago è luogo di pesca e presenta una diga a cupola in cui l’acqua del Cismon (che passa a ridosso di Mezzano) viene immessa in un tunnel di 5.600 metri sotto al Monte Vederna. I trekking più famosi si fanno fra il Lago e il Sentiero degli Abeti Giganti, fino al Rifugio Fonteghi, zona dove fare canyoning.

Il Sentiero degli Abeti Giganti è un trekking che spesso si percorre nella versione ad anello, lungo poco meno di 3 chilometri e fattibile in un paio di ore (ma ne impiegherete di più per ammirare i paesaggi). Qui ci sono abeti bianchi, rossi, faggi e tassi, e ci si arriva dalla Casina Valpiana fino alla Malga Val Stua di Sopra, fino a un punto panoramico a 1.433 metri s.l.m.

Il sentiero più famoso (e più impegnativo), invece, è quello che arriva fino alla diga e passa per il Rifugio Fonteghi. Parte da Pòit verso il Sentiero 726 e attraversa i campi verdi di Ineri per poi diventare un sentiero boschivo per il torrente Noana. Il guado si cammina con un ponte tibetano di 70 metri dove si vede per bene il lago, continuando verso Còl fino al rifugio.

Dal rifugio si continua al bosco sul lago sulla SP221 fino alla diga, dove alcuni vanno a pesca. Oltrepassata la diga si risale sul lago con un piccolo percorso che si immette al Sentiero 728 fino al punto di partenza. Non è complesso, ma le altezze non mancano. Prima di arrivare al Sentiero degli Abeti Giganti, però, potreste fermarvi prima per arrivare alla Chiesa di San Silvestro, dal percorso meraviglioso. Consigliamo di indossare sempre calzature adeguate, per evitare traumi.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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