Le 3 vette più alte dei Dolomiti per un trekking ad alta quota di inizio autunno

Alla scoperta dei tre colossi oltre i tremila metri tra Veneto e Trentino: la guida tra Marmolada, Antelao e Tofana di Mezzo per un'avventura autunnale tra i Monti Pallidi.
Alessio Gabrielli  | 30 Ott 2026

L’arco alpino orientale custodisce scenari montani tra i più spettacolari e celebrati al mondo. Si tratta infatti delle magnifiche Dolomiti, proclamate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per il loro valore paesaggistico e geologico universale. Quando si pensa a queste vette, la mente corre spesso alle iconiche Tre Cime di Lavaredo. Tuttavia, i record altimetrici appartengono a giganti di roccia ben diversi. I tetti di questo regno calcareo superano infatti ampiamente la fatidica soglia dei tremila metri di quota. In questo contesto, l’inizio dell’autunno rappresenta la stagione perfetta per salire in quota. L’aria limpida e tersa di settembre e ottobre regala visibilità infinita su valli tinteggiate d’oro. Di conseguenza, ammirare questi giganti alpini durante il cambio di stagione offre emozioni indimenticabili a ogni escursionista.

Esplorare i Monti Pallidi significa immergersi in una natura grandiosa e solenne. Il profumo del bosco di larici e la brezza frizzante di cresta accompagnano costantemente i passi dei camminatori. Inoltre, le pareti di dolomia riflettono i colori caldi del cielo all’alba e al tramonto. Questo magico fenomeno ottico, noto come enrosadira, infiamma le pareti verticali di sfumature rosa e arancioni. Esploriamo da vicino le tre vette più alte delle Dolomiti e i percorsi migliori per avvicinarle a piedi.

Quali sono le tre cime più alte delle Dolomiti? Scopriamo le 3 vette da capogiro

Quando pensiamo a queste magnifiche montagne, le prime a venirci in mente sono sicuramente le 3 Cime di Lavaredo, ebbene, anche se il gioco di parole calza a pennello, non sono loro a essere annoverate tra le vette più alte delle Dolomiti.

Qual è la vetta principale delle Dolomiti? L’indiscussa regina dei “Monti Pallidi” è certamente la Marmolada, ma l’Antelao e Tofana di Mezzo non sono da meno con i loro oltre 3.000 metri di quota.
Sia che vogliate fare una passeggiata tranquilla o sfidare voi stessi con un’escursione più impegnativa, queste montagne offrono un mondo di opportunità per esplorare e apprezzare la bellezza della natura alpina. Scopriamo insieme le 3 cime più alte delle Dolomiti!

La Marmolada: la regina indiscussa e il suo grande ghiacciaio

 

Posta a cavallo tra la provincia di Belluno e la provincia di Trento, la Marmolada svetta fiera con i suoi 3.343 metri di altitudine. Si tratta della cima più elevata dell’intera catena dolomitica, dominata sulla sommità da Punta Penia. Il suo versante settentrionale ospita il ghiacciaio più esteso della regione, un manto perenne che attira da oltre un secolo alpinisti di fama internazionale. Al contrario, il versante meridionale precipita verso valle con una parete d’argento alta quasi mille metri. Questo colosso roccioso vanta inoltre un’importanza storica fondamentale. Durante la Prima Guerra Mondiale i soldati austro-ungarici scavarono infatti nel ghiaccio la celebre “Città di Ghiaccio”, una rete incredibile di gallerie e trincee d’alta quota.

Per gli escursionisti che desiderano ammirare la Regina senza attrezzatura alpinistica, il tracciato del Viel dal Pan rappresenta la scelta ideale. Questo antico sentiero di mercanti taglia a mezza costa la cresta vulcanica del Padon di fronte al massiccio. Camminando su questo balcone naturale si gode infatti di una vista spettacolare sul ghiacciaio e sulle acque smeraldine del Lago di Fedaia. Inoltre, all’inizio dell’autunno il contrasto cromatico tra la neve delle vette e l’erba dorata regala fotografie meravigliose.

Monte Antelao: il Re solitario delle leggende cadorine

 

Con i suoi 3.264 metri di quota, il maestoso Monte Antelao rappresenta la seconda vetta più alta delle Dolomiti. Situato a sud di Cortina d’Ampezzo, questo possente bastione piramidale domina la conca del Cadore e la Val Boite. La sua sagoma slanciata e isolata rispetto agli altri massicci gli è valsa il titolo tradizionale di “Re delle Dolomiti”. Oltre al grande fascino alpinistico, la montagna è legata a suggestivi miti ladini e cadorini. La leggenda locale narra infatti della crudele regina Samblana, trasformata in ghiaccio eterno insieme al suo abito sfarzoso proprio tra le gole dell’Antelao.

Raggiungere la cima principale richiede esperienza alpinistica e passo fermo sui ghiaioni franosi della via normale. Tuttavia, gli escursionisti possono intraprendere la bellissima camminata che conduce al Rifugio Antelao a quota 1.796 metri, partendo da San Vito di Cadore o da Pozzale. Il sentiero si snoda dolcemente tra boschi di conifere e radure panoramiche d’alta quota. Una volta giunti sul pianoro erboso, la vista spazia grandiosa sulle pareti occidentali della montagna e sul vicino Pelmo, offrendo un perfetto trekking di inizio autunno.

Tofana di Mezzo: tra sentieri impervi e ferrate

 

Il terzo colosso della catena è la splendida Tofana di Mezzo, che raggiunge l’altitudine vertiginosa di 3.244 metri. Questa cima appartiene al celebre gruppo delle Tofane, tre possenti scogliere calcaree che chiudono a occidente la conca di Cortina d’Ampezzo. La catena comprende anche la Tofana di Dentro a quota 3.238 metri e la Tofana di Rozes a 3.225 metri. Tra tutte, la Tofana di Mezzo è la più elevata e vanta una parete rocciosa straordinariamente ripida e complessa. Per questo motivo la montagna rappresenta una delle destinazioni più ambite al mondo per gli amanti delle grandi vie ferrate.

La celebre via ferrata Giovanni Lipella e i percorsi attrezzati della zona permettono agli esperti di salire in vetta in totale sicurezza. D’altra parte, chi preferisce camminare senza imbrago può raggiungere il panoramico Rifugio Dibona ai piedi del massiccio. Da questa terrazza alpina partono sentieri escursionistici ad anello che attraversano i pascoli d’alta quota e costeggiano le storiche trincee italiane della Grande Guerra. Di conseguenza, l’autunno ampezzano regala su queste pendici un connubio perfetto tra memoria storica, silenzi montani e panorami sconfinati.

Alessio Gabrielli
Alessio Gabrielli

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor

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