Si aggrappa alla roccia ed è un rifugio molto amato da tutti gli alpinisti

Fabio Belmonte  | 30 Mag 2026
Rifugio Nacamuli

Ci sono rifugi che, già dal nome, fanno pensare a una montagna vera, fatta di cammino, silenzio e quote importanti. Il Rifugio Nacamuli al Col Collon rientra pienamente in questa categoria: è una delle mete più note della Valpelline e racconta bene il carattere più alto e severo della Valle d’Aosta, tra paesaggi glaciali, sentieri storici e una presenza umana discreta ma essenziale.

Una posizione estrema nel cuore della Valpelline

Rifugio Nacamuli
Fonte IG @rifugionacamuli

Il Rifugio Nacamuli si trova nell’estremo nord della Valle d’Aosta, in un settore appartato della Valpelline, vicino al confine svizzero. La sua collocazione, a oltre 2.800 metri di altitudine, lo rende un punto ben riconoscibile nel paesaggio d’alta quota e allo stesso tempo perfettamente inserito nell’ambiente alpino che lo circonda. Qui la montagna mostra un profilo netto, costruito da rocce, nevai, valloni e da un sistema di cime che segna con forza l’orizzonte.

Non è una posizione casuale né solo panoramica: è un luogo che da sempre ha avuto una funzione precisa, perché domina un’area di passaggio e osservazione, oggi apprezzata da chi cerca un’esperienza di montagna autentica, lontana dai contesti più affollati e più vicina alla dimensione essenziale dell’alta quota.

Storia e valore simbolico di un passaggio tra Italia e Svizzera

Col Collon

Il contesto del Col Collon è legato alle vie storiche tra Italia e Svizzera, percorse per secoli da viaggiatori, allevatori e commercianti. In questo tratto delle Alpi, il passaggio non era semplice, ma proprio per questo aveva un grande valore pratico e umano. Il rifugio si inserisce in questa lunga tradizione di collegamento tra vallate separate dalla montagna ma unite da rapporti continui. Oggi la funzione è cambiata, ma il significato resta forte: il Nacamuli continua a essere un riferimento per chi attraversa o esplora questi ambienti.

C’è anche un aspetto più profondo, che riguarda la memoria locale. Nella cultura alpina della Valpelline, i rifugi non sono soltanto strutture di servizio, ma presìdi che testimoniano il rapporto tra comunità e alta montagna. Per questo il Nacamuli conserva un valore simbolico importante, fatto di ospitalità, passaggio e rispetto per un territorio esigente.

L’itinerario da Place Moulin e la salita nella Comba d’Oren

Col Collon

L’accesso più conosciuto parte da Place Moulin, nel territorio di Bionaz, e accompagna l’escursionista lungo uno dei percorsi più interessanti della valle. Il primo riferimento è il grande lago di Place Moulin, bacino molto noto per i suoi colori intensi e per l’impatto scenografico che offre già all’inizio della camminata. Il sentiero da Place Moulin segue inizialmente un tracciato leggibile, poi guadagna quota e si inoltra nella Comba d’Oren, ambiente tra i più suggestivi della zona.

Qui il paesaggio cambia gradualmente: la vegetazione si dirada, il terreno diventa più severo e la sensazione è quella di entrare in una montagna sempre più ampia e solitaria. La salita richiede passo regolare, tempo e una buona abitudine al cammino, ma resta un itinerario comprensibile anche per escursionisti allenati che non cercano necessariamente una prova tecnica, quanto piuttosto un percorso di grande qualità paesaggistica.

Paesaggi glaciali e funzione per escursionisti e alpinisti

Una volta raggiunto il rifugio, il colpo d’occhio è quello tipico della grande montagna valdostana: ghiacciairocce e grandi cime alpine costruiscono uno scenario ampio, severo e leggibile, dove ogni elemento racconta l’alta quota.

Il Rifugio Nacamuli al Col Collon è per questo molto più di una semplice meta finale. Svolge una funzione concreta come punto d’appoggio per escursionisti e alpinisti, utile per spezzare itinerari lunghi, organizzare traversate o avvicinarsi a percorsi alpinistici verso i valichi di confine. Allo stesso tempo resta una destinazione di forte interesse anche per chi sale soprattutto per osservare il paesaggio e vivere qualche ora in un contesto isolato ma accogliente. In questa combinazione tra utilità, storia e ambiente sta il suo fascino più autentico. Il Nacamuli continua così a rappresentare una delle presenze più significative della Valpelline, capace di unire esperienza escursionistica e memoria della montagna.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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