Seguendo le orme del Sommo Poeta per una poesia su due ruote: ecco come arrivare a Firenze in modo alternativo

Antonia Festa  | 28 Nov 2025

La Ciclovia di Dante, promossa dalle amministrazioni regionali di Emilia-Romagna e Toscana, è un percorso ciclabile che collega Ravenna, città in cui Dante Alighieri trascorse gli ultimi anni di vita, e Firenze, sua città natale. L’itinerario, lungo 225 chilometri, offre numerose varianti e attraversa sia borghi ricchi di storia e arte sia fitti boschi e colline erbose, regalando al viaggiatore panorami imperdibili.

Il cammino ripercorre idealmente il peregrinare del poeta che, condannato all’esilio nel 1302 e costretto a lasciare la sua amatissima Firenze, girovagò per le corti dell’Italia centro-settentrionale, sino ad approdare a Ravenna sotto la protezione del podestà Guido Novello, dove morì nel 1321. Partendo da Ravenna sarà, quindi, possibile percorrere quella via per Firenze che il Poeta sognò sino all’ultimo di poter imboccare, senza però che questo privilegio gli fosse mai concesso.

Il percorso della Ciclovia di Dante

Vista la lunghezza del percorso, è possibile dividerlo in 3 o 4 tappe, in base al proprio allenamento e a quante ore di pedalata si intendono affrontare ogni giorno. Il tracciato inizia piegando verso sud sino a raggiungere Cervia; da qui si lascia la costa per addentrarsi verso ovest, raggiungendo Forlì. La ciclovia si dirige, poi, per un breve tratto verso sud, attraversando Castrocaro Terme, per volgere a nord-ovest e attraversare i centri di Brisighella, Fognano e raggiungere Marradi, primo comune in territorio toscano.

L’itinerario punta dritto su Borgo San Lorenzo per compiere una svolta decisa verso nord, permettendo di toccare l’abitato di San Piero a Sieve e, senza indugio, piegare a sud-ovest per fare ingresso a Fiesole. Da qui la meta è ormai prossima; 10 chilometri e si farà ingresso nel centro storico di Firenze, punto di arrivo di questa spettacolare escursione.

Da Ravenna a Forlì

Partenza da Ravenna, la città in cui Dante trascorse l’ultimo periodo della sua vita; una visita veloce in centro storico è d’obbligo, per ammirare il monumento funebre del Poeta e gli sfavillanti mosaici della chiesa di San Vitale, mirabile esempio di architettura bizantina in Italia, realizzata nel VI secolo d.C. per espresso volere dell’imperatore Giustiniano. Si lascerà, poi, la cittadina ravennate per raggiungere la Pineta di Classe, l’antico porto imperiale, all’interno del Parco delta del Po.

Il percorso attraversa questo importantissimo polmone verde della riviera adriatica per circa 22 chilometri, per fare ingresso a Cervia, città nota per la produzione del sale. E non a caso proprio la grande salina accoglie il visitatore, proiettandolo all’interno della sua antica storia e della sua ricca biodiversità.

Ciclovia di Dante: sulle sponde del Savio

Lasciata Cervia, il percorso si dirige verso sud-ovest lungo la Ciclovia del fiume Savio che permette di raggiungere in poco tempo il Parco Fluviale di Cannuzzo, attraverso strade sterrate pianeggianti. La pedalata in questo tratto è rilassante sia per l’assenza di pendenza che per il panorama circostante, caratterizzato dai lunghi filari di pioppi bianchi e dai boschi di salici, accompagnati dal distensivo suono dello scorrere delle acque.

Dopo circa 60 chilometri dalla partenza, si giunge a Forlimpopoli, ai piedi della dorsale appenninica, tra la Via Emilia e la Valle del Bidente. Una visita alla Rocca Hoderlaffa, costruita nel XIV secolo per volere della famiglia degli Albornoz, sarà una buona scusa per fare un pausa.

Da Forlimpopoli a Forlì, passando da Bertinoro

Si prosegue oltre le strade pianeggianti del fiume Savio per affrontare la salita che porta al Colle Cesubero, altipiano ove sorge Bertinoro, paese famoso per il “balcone della Romagna” e annoverato  nell’elenco dei Borghi autentici d’Italia. Da qui sarà possibile avere una vista a volo d’uccello su tutta la costa adriatica e scattare foto molto suggestive. Nella famosa Rocca fu ospite Dante all’inizio del suo esilio. Bertinoro è anche famoso per i vini locali; non a caso, una leggenda narra che la figlia dell’imperatore Teodosio, una volta assaggiato uno di questi prodotti, abbia esclamato “Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro” dando origine al nome del borgo.

Dopo la breve visita sulle alture, il percorso torna in pianura raggiungendo Forlì attraverso la via ciclabile Fluviale del Fiume Ronco. Il Sommo Poeta soggiornò a Forlì nel 1303, ospite degli Scarpetta Ordelaffi, signori locali. La città, che offre molteplici soluzioni per il pernotto, è da tenere in considerazione per la prima tappa.

Ciclovia di Dante fino a Marradi: si fa ingresso in Toscana

Lungo la ciclabile del Fiume Montone si giunge a Castrocaro Terme, famosa località termale dominata dalla Rocca omonima. Andando oltre sulla medesima ciclovia, a soli 5 chilometri, si entra a Terra del Sole, borgo costruito per volere di Cosimo I de’ Medici nel 1564; oltre a rappresentare un esempio sublime di architettura rinascimentale pura, edificata secondo i canoni della dottrina umanistica, la cittadina era un importante avamposto difensivo contro le aggressioni dello Stato Pontificio in danno del Granducato di Toscana.

Ma il susseguirsi di bellezze su questo percorso è continuo e non si fa a tempo a lasciare l’incredibile storia di Terra del Sole che si fa ingresso a Brisighella. Il suggestivo borgo medievale, caratterizzato dalla cinta muraria, il dedalo di viuzze e le scale scolpite nella roccia, è famoso anche per la produzione di olio d’oliva DOP. Oltre l’incantevole Brisighella e i suoi pinnacoli di roccia, lungo la strada statale 302, si trova il paese di Marradi, antichissimo insediamento già abitato dai Liguri, dagli Etruschi e dai Galli Senoni, situato pochi chilometri dopo il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Arrivati qui, si saranno percorsi altri 70 chilometri di strada da Forlì, per lo più in salita; è consigliabile, quindi, programmare la seconda sosta per la notte.

L’arrivo a Firenze: l’ultima tappa della Ciclovia di Dante

Si lascerà Marradi per raggiungere il Castello di Pulicciano, teatro di numerose battaglie tra lo schieramento dei guelfi bianchi insieme ai ghibellini e i guelfi neri. Superato poi il passo della Colla, situato a un’altitudine di 913 metri s.l.m., inizia la discesa che, dopo 17 chilometri, porta a Borgo San Lorenzo, lungo la Via Faentina. Dal tessuto urbano spicca il caratteristico campanile a forma di esagono irregolare. Da segnalare la Madonna di Borgo San Lorenzo, una delle opere più antiche attribuite al Maestro Giotto e conservata all’interno della Pieve di San Lorenzo.

Dopo un passaggio a San Piero a Sieve,  inizia la discesa finale verso Firenze percorrendo la via Bolognese. In città sarà d’obbligo visitare il monumento di Dante che domina, austero, la piazza Santa Croce, inaugurato nel 1865, un tempo collocato al centro della piazza, ed entrare in Santa Croce per portare omaggio al cenotafio del Sommo Poeta, realizzato nel 1830 dallo scultore Stefano Ricci.

Consigli per affrontare al meglio il percorso

Il percorso è lungo circa 225 chilometri, ma sarà possibile suddividerlo anche in più tappe, presso i numerosi centri abitati che offrono diverse possibilità per il pernottamento. L’allenamento richiesto è di buon livello, ma ci si può comunque affidare ad una e-bike, leggera o fullpower, e potersi così godere questa fantastica ciclovia anche senza necessariamente essere ciclisti provetti.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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