Ricorda la Svizzera, ma è una bellezza tutta italiana: questo lago è una piccola perla degli Appennini laziali

Antonia Festa  | 25 Gen 2026

Tra i luoghi più belli degli Appennini Laziali per un’escursione, non possiamo non citare un piccolo gioiello naturale: il Lago del Turano. Questo specchio d’acqua si trova a 536 metri di altitudine ed è un grande bacino idroelettrico costruito negli anni Trenta del secolo scorso. Nonostante non sia “naturale”, il suo paesaggio rimane di grande bellezza.

Nel Turano si specchiano cime ricche di vegetazione, nonché gli abitati di Colle di Tora, Castel di Tora e Acrea. Siamo in provincia di Rieti, nel territorio della Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia. Il sito è caratterizzato da bosco misto, cerro, rovere, carpino, nocciolo, castagneti con esemplari multisecolari, con faggete e praterie nelle parti più elevate e un sottobosco ricco di tante piante. Sono diverse le specie, dalla rosa canina, al prugnolo, alle primule, alle violette, ai narcisi, alle orchidee che durante la primavera si lasciano scorgere qua e là, anche al limitare delle strade asfaltate, allietando il percorso del viaggiatore.

L’area protetta, frequentata dal lupo, si estende per circa 3.600 ettari all’interno dei bacini idrografici dei fiumi Salto e Turano. Una grande presenza di vegetazione, in un “paesaggio delle dighe” che affascina.

Il Lago del Turano, la perla del Reatino

Il modo più rapido per raggiungere il Lago del Turano è con la propria auto. Si arriva da Roma in circa 80 chilometri, prendendo la SS4 Salaria verso Rieti e seguendo le indicazioni per Castel di Tora. Proprio qui inizierai il tuo itinerario, dal paese che fa parte dei Borghi più belli d’Italia e che è dominato dall’antico Castello del Drago.

Sono innumerevoli le soluzioni di percorso che ti permettono di carpire al meglio l’essenza del Lago del Turano. La sua non eccessiva estensione territoriale, tuttavia, suggerisce un percorso sostanzialmente circolare, che definisce il periplo del lago stesso e che vede come punto di partenza e arrivo l’abitato di Castel di Tora, percorrendo dunque il Turano in senso antiorario.

Per farlo, prosegui dall’abitato di Castel di Tora in direzione nord-occidentale, andando incontro al vicino borghetto di Valleverde Stipes. La strada è la SP33A, o Strada provinciale del Lago, che congiunge Castel di Tora a Valleverde Stipes in circa 6,5 chilometri. Segue un itinerario ricco di curve ma, al contempo, piacevole, sia per chi si muove a piedi sia per chi decidesse di affrontare il periplo del Turano in sella alla mountain bike.

Da qui, una volta oltrepassata Valleverde Stipes scendi verso sud, andando a raggiungere, attraverso la SP34, la località di Colle di Tora, direttamente affacciata sul lago e situata proprio dinanzi a Castel di Tora. L’ultimo tratto di percorso, per ulteriori 4 chilometri, ti riporta lungo la sponda orientale del lago, ma prima di rientrare a Castel di Tora devi visitare lo splendido borgo abbandonato di Antuni (Castrum Antuni) con il suo castello.

Abbandonato a causa dei bombardamenti del 1944, che lo rasero quasi completamente al suolo, Antuni fu fondato dalla famiglia Guidoneschi già intorno all’anno Mille. Grazie alla favorevole posizione, nell’Ottocento il prospero borgo divenne Principato per volontà di Papa Gregorio XVI. Molta della sua fama è data da un sapiente restauro occorso negli ultimi anni, attraverso il quale sono stati riportati alla luce importanti monumenti, quali il Palazzo del Drago, l’Eremo di San Salvatore e altri muri, siti archeologici e non solo che godono del pregiatissimo affaccio sulle acque del Turano. Oggi è visitabile soltanto con un tour guidato.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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