
Uno spettacolo che suggestiona e una visione che stupisce da ogni sua angolazione. Andiamo alla scoperta di una potenza naturalistica racchiusa all’interno di mura imponenti, all’inizio della Val di Fumo. Scopriamo la storia e la meraviglia del Lago della Malga Bissina, immergendoci idealisticamente nelle sue acque limpide. Sarà impossibile non rimanere stupiti dal paesaggio circostante, che farà breccia nel nostro cuore.

Ci troviamo alle suggestive pendici dell’Adamello, nella Provincia Autonoma di Trento, a 1.790 metri di quota. Il Lago di Malga Bissina è un incantevole lago artificiale, frutto della costruzione della diga omonima. Contiene circa 61 milioni di metri cubi di acqua e ha una larghezza massima di 560 metri. Oltre a essere meraviglioso e imponente, il Lago della Malga Bissina ha lo scopo di fornire energia elettrica alla centrale di Malga Boazzo. Fu l’ingegnere Claudio Marcello a ideare il progetto e ad attribuire tale denominazione alla diga. I lavori di costruzione iniziarono nel 1955 e terminarono dopo circa due anni, nel 1957, mentre il collaudo ufficiale avvenne nel 1962. L’altezza della diga arriva a 81 metri, per giungere sino anche gli 88 metri partendo dalle fondazioni.
Il Lago della Malga Bissina è l’imponente prodotto dei lavori svolti. Presso il bacino è presente anche un parcheggio che viene usato come punto di partenza per escursioni mozzafiato nella valle circostante. Andiamo, dunque, alla scoperta di questo paradiso terrestre!

La rilassante escursione proposta da GoodTrekking rivela quanto lo scorrere dell’acqua possa essere terapeutico. Dal Lago della Malga Bissina impieghiamo circa 3 ore e 40 per giungere al Rifugio Val di Fumo. Dovremo seguire il sentiero 240, partendo dalla Malga Breguzzo, nei pressi del parcheggio del Bar alla Diga. Dovremo costeggiare il lago fino ad arrivare alla malga, da dove parte proprio il sentiero 240. Avremo due possibilità: percorrere la parte destra o sinistra della valle. In realtà, la scelta è indifferente, perché i paesaggi sono davvero suggestivi da entrambi i lati, tra prati, boschi e scorci mozzafiato. Il dislivello è di appena 200 metri. Si tratta, quindi, di un percorso non impegnativo e adatto quasi a tutti; sarà, tuttavia, necessario indossare abbigliamento tecnico e scarpe da trekking.
Ci concentreremo sulla natura attorno a noi, forte e avvolgente. Ponendo lo sguardo in basso, il Chiese ci saluterà con tutte le sue sfumature di azzurro, turchese e blu intenso e, durante il tragitto, saremo accompagnati dal Carè Alto, dal Corno di Vigo e dal Crozzon di Lares. Stregati dalla bellezza del territorio, arriveremo infine al Rifugio Val di Fumo.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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