Più di mille gradini separano il fondovalle dalle prime case: la storia del borgo dove la strada non è mai arrivata

L’asfalto si interrompe nel fondovalle e, da lì, una storica mulattiera sale nel bosco fino a un piccolo borgo montano dove le automobili non sono mai arrivate.
Fabio Belmonte  | 01 Ott 2026

Monteviasco è uno di quei luoghi che, se ami il trekking, ti restano nelle gambe e nella memoria. Non è un borgo “instagrammabile” raggiungibile in auto e foto al volo: qui la strada finisce davvero a Ponte di Piero, nel cuore dell’alto Varesotto, e da quel punto in poi entra in scena solo il passo umano. La storica mulattiera che sale nel bosco verso il paese, con i suoi centinaia di gradini in pietra, non è un semplice sentiero panoramico ma l’antico collegamento quotidiano fra fondovalle e case.

La quota supera i 900 metri, il dislivello si sente e l’ambiente montano, affacciato verso il confine con la Svizzera, cambia aspetto con le stagioni, trasformando la salita in un’esperienza sempre diversa. Prima di partire è indispensabile informarsi sulle condizioni della funivia, spesso sospesa dopo il grave incidente del 2018, e organizzare l’escursione come una vera salita di montagna, non come una passeggiata improvvisata dell’ultimo minuto.

Dove si trova Monteviasco e perché si arriva solo a piedi

 

Monteviasco è una frazione montana del comune di Curiglia con Monteviasco, nell’alto Varesotto, a pochi chilometri in linea d’aria dal confine con la Svizzera. La normale viabilità automobilistica si interrompe in località Ponte di Piero: da qui in avanti non esiste alcuna strada carrabile che raggiunga direttamente le case del borgo, arroccato oltre i 900 metri di quota.

Per arrivare bisogna imboccare una storica mulattiera, per decenni l’unica via di collegamento fra fondovalle e paese. Il tracciato scavalca un dislivello significativo attraverso una sequenza impressionante di gradini in pietra, tradizionalmente indicati in oltre mille. È una salita breve sulla carta, ma intensa nelle gambe, che va affrontata con passo regolare e un minimo di allenamento.

Il contesto è quello di un territorio di boschi e valloni tipico delle Prealpi lombarde, dove i sentieri proseguono poi verso alpeggi e crinali prossimi al confine. L’isolamento viario non è un’invenzione turistica: è la condizione reale che ha modellato nei secoli la vita della comunità di Monteviasco.

La mulattiera da Ponte di Piero: gradini, boschi e consigli da trekking

 

Da escursionista, il punto di svolta del viaggio è il parcheggio di Ponte di Piero. Qui si chiude la portiera dell’auto e si apre una dimensione completamente diversa: l’imbocco della mulattiera che risale il versante nel bosco. I gradini in pietra si susseguono uno dopo l’altro, con pendenze che non vanno sottovalutate, soprattutto se non si ha l’abitudine a dislivelli continui.

Pur non essendo una salita tecnica, non è neppure una semplice passeggiata. Il tempo di percorrenza varia molto in base al passo, alle soste, al peso dello zaino e alle condizioni del fondo. Dopo la pioggia, pietre, foglie e radici possono diventare scivolose; in inverno gelo e neve cambiano radicalmente la difficoltà, rendendo indispensabili calzature adatte e, se necessario, ramponcini.

È bene portare acqua, qualche strato in più e tenere d’occhio il meteo fin dalla partenza. Salendo, il rumore delle auto svanisce, il bosco prende il sopravvento e il borgo resta nascosto fino alle quote più alte: un avvicinamento che racconta da solo quanto Monteviasco sia diverso dai paesi serviti da una strada asfaltata.

Il borgo di Monteviasco, la funivia e una montagna ancora abitata

 

Quando compaiono le prime case di Monteviasco, il dislivello guadagnato diventa evidente. Il borgo si sviluppa sul pendio con vicoli stretti, passaggi in pietra e edifici ravvicinati, pensati per persone e animali, non per le automobili. La relazione fra paese e territorio è immediata: davanti la valle, alle spalle boschi e sentieri che risalgono verso gli alpeggi.

Per gli abitanti la storica mulattiera non era un sentiero escursionistico, ma una vera arteria quotidiana: lungo questi gradini passavano merci, attrezzature, viveri. La successiva costruzione della funivia Ponte di Piero–Monteviasco ha rappresentato un cambiamento decisivo, riducendo i tempi di spostamento e incidendo su lavoro, servizi e possibilità di restare in paese.

Nel 2018 un grave incidente durante operazioni sull’impianto provocò la morte di un manutentore e portò a una lunga sospensione del servizio. Oggi è essenziale verificare sempre, tramite Comune e gestore, lo stato aggiornato della funivia prima di partire, senza affidarsi a vecchie guide. Monteviasco, nonostante lo spopolamento, non è un “borgo fantasma”: restano abitazioni, proprietà private e una vita reale da rispettare, come in qualsiasi altro centro montano.

Sentieri oltre il paese, stagioni, sicurezza e pianificazione della gita

Raggiungere Monteviasco non chiude necessariamente l’escursione. Dal borgo partono sentieri che si spingono verso alpeggi, crinali e percorsi in direzione del confine svizzero. Prima di proseguire, però, è fondamentale valutare energie residue, dislivello già accumulato e condizioni del terreno: il fatto di aver “conquistato” il paese non rende automatici gli itinerari successivi.

In autunno i boschi dell’alto Varesotto si colorano in modo spettacolare, ma le foglie coprono gradini e irregolarità. In inverno entrano in gioco neve e ghiaccio, mentre in primavera le piogge possono rendere più insidiosi alcuni tratti. Servono scarponi affidabili, acqua, abbigliamento adeguato e una cartografia o traccia GPS aggiornata se si esce dal percorso principale.

Un’ultima nota da trekker: controlla meteo, orario del tramonto e stato della funivia immediatamente prima di partire, e metti in conto che, se l’impianto non è operativo, ogni gradino salito andrà ripercorso in discesa. È solo al ritorno, quando riappaiono il parcheggio e l’asfalto, che si capisce davvero cosa significhi un borgo dove la strada, da sempre, finisce molto più in basso delle sue case.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur