Ospita la “Valle delle Cascate” ed è una delle zone più belle delle Dolomiti Bellunesi

Antonia Festa  | 15 Lug 2026

Oggi vi porto alla scoperta di un luogo magico, sospeso nel tempo e nella quiete, caratterizzato da fitti boschi suggestivi, con squarci panoramici di grande impatto, in un territorio meraviglioso e poco conosciuto. Sto parlando della Valle del Mis, tra il Parco delle Pale di San Martino e il Parco delle Dolomiti Bellunesi. Pronti a intraprendere un trekking rilassante e suggestivo?

Itinerario nella Valle del Mis

Dal parcheggio a Sagron si torna leggermente indietro in direzione dello Chalet Giasenei, per trovare il cartello bianco/rosso di inizio sentiero, sulla destra (“IDT/Intrecci del Tempo – Val delle Mòneghe”). Raccomando di indossare comode scarpe da trekking! S’imbocca, poi, la stradina che passa davanti a una pedana di legno e conduce presso una suggestiva zona di grandi massi erratici.

Attenzione, poco dopo la pedana non si segue sempre l’evidente stradina bianca in salita, ma si deve deviare a sinistra verso una casetta isolata. Subito dopo l’edificio, si trova il cartello e il primo dei diciannove totem che scandiscono il percorso e narrano degli “intrecci del tempo”, tra leggende e curiosità varie sulla geologia della valle. Da qui in poi si cammina sempre nel fitto bosco, a tratti a maggioranza di abeti rossi, a tratti formato da suggestivi faggi. Si prende il sentiero in leggera discesa passando di fronte a una calchera, un forno per la produzione di calce, insolitamente intatto.

Il sentiero scende con una sterrata che va seguita a destra, inizialmente in salita e poi di nuovo in discesa, mentre il tracciato da sterrato diventa di vecchio asfalto. Si passa a monte di alcuni edifici e, giunti a una piccola radura, il percorso gira a sinistra e diventa sentiero in discesa. Si scende in maniera ripida, tra tronchi abbattuti, per attraversare una stretta forra. Risaliti, si prosegue sul sentiero prendendo la sinistra al primo bivio. Il sentiero scende in vista della strada asfaltata ma senza raggiungerla e tenendosi parallelo a essa.

 

Dopo il totem numero 4 si prosegue su una strada asfaltata e in salita. Ci si tiene sempre sulla via che procede graduale diventando presto sterrata, fino ad un punto in cui si presenta un bivio. A questo punto, si prende, a destra, la via in salita (cartello “Prà de le Fante”).

La pista forestale sale in maniera continua mentre a destra, in basso, appare la strada fatta in precedenza. All’unico bivio si tiene la sinistra e si raggiungono gli edifici della radura del Ronch de le Giasene (1.185 metri). La pista diventa sentiero e, proseguendo la salita, si giunge alla radura di Prà de le Fante (1.244 metri), nei pressi di un vecchio edificio di legno. Da qui si apre la meravigliosa vista sulle rocciose pareti del gruppo del Cimonega. Il tracciato porta oltre l’edificio, ritorna nel bosco e conduce al rifugio forestale (1.265 metri), dalla cui terrazza si possono ammirare le austere pareti che delimitano l’alta Val delle Mòneghe.

Dopo una sosta per ammirare il panorama, vi consiglio di proseguire sulla sterrata, passando davanti a una fontana. Dopo una leggera salita si arriva nei pressi di una casa (1.300 metri circa). La strada diventa asfalta e comincia a scendere in maniera decisa, con diverse curve che fanno perdere rapidamente quota e sbucano a poca distanza dal parcheggio di partenza.

Sagron Mis

Curiosamente, questo comune trentino è l’unico della Valle del Mis che si trova sullo spartiacque veneto (fa parte del bacino idrografico del Piave), tanto che è più vicino a Belluno che a Trento. Pizzicato tra il Parco delle Pale di San Martino e il Parco delle Dolomiti Bellunesi, è un luogo magico, sospeso nel tempo e nella quiete. Questo comune, inoltre, non ha una storia antica, perché i primi a insediarsi furono taglialegna e carbonai nel corso del XVI secolo, poi seguiti dalle famiglie che crearono i primi villaggi. In seguito si sviluppò l’industria mineraria, con l’estrazione di oro e mercurio.

Nell’Ottocento l’esaurimento delle miniere costrinse all’emigrazione e l’attività principale degli emigrati fu l’artigianato delle sedie. Una curiosità è legata alla lingua di questi artigiani: comunicavano tra loro con un dialetto gestuale segreto, lo “scabelament dei conza”.

Informazioni utili per i trekking sulla Valle del Mis

Da Fiera di Primiero si segue la SS347 direzione Agordo. Superato Passo Cereda e giunti a Mis, consiglio di seguire le indicazioni per Sagron e di attraversare il piccolo centro abitato seguendo le indicazioni per Matiuz. Parcheggiate poco dopo lo Chalet Giasenei, a 16 chilometri da Fiera di Primiero. L’escursione è molto panoramica, priva di difficoltà e adatta a tutti.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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