Ci è già capitato di decantare la bellezza della Garfagnana e delle tantissime attività che si possono fare nella zona. Oggi, però, vi parliamo di un luogo veramente speciale, in una delle aree più belle del Centro Italia. Stiamo parlando dell’Orrido di Botri, uno dei canyon più spettacolari d’Europa e il più profondo della Toscana. Ma prima di andare a scoprire i trekking e le attività da fare presso questo punto d’interesse, raccontiamo un po’ il luogo.

L’Orrido di Botri è una riserva naturale creata negli anni ‘70 con lo scopo di proteggere e tutelare le aquile reali, che già da tempo nidificavano nelle profonde gole del canyon. Si tratta di una gola calcarea dalle pareti altissime, incastrata alle pendici dei monti Tre Potenze e Rondinaio. È un luogo particolarmente affascinante, ma, al tempo stesso, caratterizzato da un lato più tetro. Il nome, infatti, non è casuale! Le pareti della gola sono strette e, una volta imboccato il sentiero, non vi sono vie d’uscita secondarie, ma si può ritornare solo dopo essere arrivati fino al “Salto dei Becchi” (oltre è assolutamente vietato proseguire).
Proprio per questo motivo, l’accesso all’Orrido di Botri è regolamentato, per fornire una maggiore sicurezza ai visitatori, ed è necessario prenotare l’accesso (almeno una settimana prima). Bisogna, inoltre, fare attenzione alle condizioni atmosferiche. In ogni caso, se avete voglia di passare una giornata adrenalinica esplorando l’Orrido di Botri, c’è anche la possibilità di farlo insieme a delle guide esperte. Per tutte le informazioni sui calendari delle visite guidate per il 2026 e i costi, invitiamo a consultare il sito ufficiale.
Per affrontare questa esperienza senza problemi, è opportuno rispettare alcuni accorgimenti. Innanzitutto, è necessario avere un caschetto, per proteggersi dall’eventuale caduta di piccoli sassi o altri detriti, che viene consegnato dall’organizzazione a ogni visitatore ed è incluso nel prezzo del biglietto d’ingresso. Sono, inoltre, fondamentali delle scarpe adatte a un terreno roccioso e impervio, come calzature da trail running o scarponi da trekking. Oltre ad avere sempre abbastanza acqua e qualche snack, è sempre importante indossare abbigliamento che protegga dal freddo o dalla pioggia.

L’escursione all’Orrido di Botri è una delle più belle e interessanti per fare trekking in Toscana, ma che cosa vi sorprenderà durante la visita? Oltre alle ripide pareti spettrali, l’orrido ospita una flora variegata e stupenda. I livelli più bassi della gola, quelli più umidi, sono abitati da innumerevoli muschi e licheni, mentre salendo di quota le piante umide lasciano spazio ad aquilegie e silene.
Si parte dalla località di Ponte Gaio e si inizia a risalire la gola scavata dal torrente Pelago. Proprio per questo motivo, si cammina su un letto di ciottoli, cercando la traccia più asciutta, anche se a volte è inevitabile bagnarsi i piedi. In un tratto particolare, chiamato le Prigioni, a seconda dei livelli dell’acqua del torrente, potrebbe essere necessario camminare con i piedi immersi per circa un centinaio di metri.
Alla fine, dopo circa un’ora e mezzo di cammino, si arriva al Salto dei Becchi. Qui una volta era possibile procedere con l’ausilio di corde. Oggi però, in seguito a una piena, alcune corde e alcuni ancoraggi non sono più sicuri e, quindi, è vietato proseguire. Prima di tornare indietro per rientrare a Ponte Gaio, però, ci si può rilassare nelle cristalline pozze d’acqua.
Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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