Non saranno alti come al Nord, ma questi borghi delle Dolomiti sono davvero meravigliosi

Antonia Festa  | 05 Feb 2026

Ci sono alcuni luoghi che rapiscono il cuore per la loro bellezza inaspettata, come le Dolomiti Lucane, la meta speciale per il trekking in Basilicata. Un posto sorprendente, dove ci si trova immersi in un paesaggio fantastico, caratterizzato da rocce dalle forme incredibili e che ricordano quelle delle più famose Dolomiti del nord Italia. Guglie, pinnacoli, torri, cui da sempre gli uomini hanno dato nomi fantasiosi, come civetta, incudine, grande madre, aquila reale. La sorpresa sta soprattutto nel fatto che, in Lucania, l’asprezza delle montagne rappresenta un unicum in un territorio perlopiù di dolci colline e campi.

La Lucania, una terra di sorprese

Siamo in un territorio forgiato dalla natura da almeno 15 milioni di anni, nel periodo geologico chiamato Miocene. Le formazioni rocciose si sono formate in un caldo mare in cui si sono deposte arenarie e argilliti, che il tempo ha modellato nelle morfologie che oggi possiamo ammirare, a un’altitudine media tra i 1.000 e i 1.100 metri sul livello del mare. Suggestiva e decisamente magica è l’erosione che gli agenti atmosferici (acqua, pioggia, vento) hanno creato sulle superfici rocciose, diverse a seconda della posizione e dell’intensità dei fenomeni stessi.

Il fascino di questo territorio è accentuato dalla presenza del torrente Rio di Caperrino, un affluente del Basento, che ha scavato una profonda gola che divide le Murge di Castelmezzano, a nord, dalla Costa di S. Martino, a sud. Su questo scenario petroso si sono letteralmente adagiati due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa, in cui edifici sembrano quasi essere la prosecuzione delle rocce su cui sono stati costruiti.

Accanto agli abitanti umani, sulle Dolomiti Lucane hanno trovato casa, soprattutto negli anfratti più inaccessibili, diverse specie di uccelli, come il nibbio reale, il gheppio e il falco pellegrino. Se, inoltre, le cime più elevate sono quasi prive di vegetazione, il contorno nelle quote più basse è caratterizzato da macchie di vegetazione mista, in cui prevalgono i castagni, ma che vedono la presenza anche di alcune piante particolari, come la valeriana rossa, l’Onosma Lucana e la Linaria Dalmatica con i fiori gialli (è uno dei rari luoghi in Italia dove crescono).

Le Dolomiti Lucane fanno parte del Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e rappresentano l’area che si estende in provincia di Potenza. L’altro nome di questo luogo così affascinante? Piccole Dolomiti, proprio come in Veneto.

I due borghi tra le Dolomiti Lucane: Castelmezzano e Pietrapertosa

Castelmezzano e Pietrapertosa fanno entrambi parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Castelmezzano, a 750 metri di altezza, è avvolto da un’aurea leggendaria. Sembra, infatti, che qui arrivarono i Cavalieri Templari e che proprio in questo paese, costruito in maniera concentrica sul fianco delle creste delle Dolomiti Lucane, abbiano nascosto i loro segreti, che gli appassionati stanno ancora cercando. L’impianto è ancora medioevale, con tutta la suggestione di simboli orientali che sbucano tra le case aggrappate alla roccia, secondo l’antica forma di terrazzamento.

Per arrivare a Castelmezzano, c’è una galleria; percorrendola tutta appare il paese circondato da una quinta rocciosa che regala uno scorcio davvero suggestivo e indimenticabile.

Scale e vicoli portano alle vette sovrastanti, fino al luogo dove c’era un castello-fortezza normanno-svevo, il Castrum Medianum, cioè castello di mezzo (da cui deriva il nome del paese). La costruzione veniva usata alle guarnigioni per controllare la sottostante valle del Basento. Da vedere, inoltre, la maestosa Chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo (si chiama così da una scultura lignea del XIII secolo), con la facciata romanica rivestita con pietra locale a faccia vista. All’interno ospita l’affresco di San Rocco, protettore del paese.

Pietrapertosa, con i suoi 1.088 metri d’altezza, è il comune più alto della Basilicata, abitato fin dal IV secolo avanti Cristo. C’è anche un castello che poggia sulla pietra, detto Arabat, termine saraceno, attorno al quale sono fiorite le case, tra strette strade e vicoli ciechi, molte delle quali hanno la stessa roccia delle Dolomiti come pareti. Formano una sorta di anfiteatro, nascosto dalla pietra che lo ocirconda.

Il volo dell’Angelo tra Pietrapertosa e Castelmezzano

Tra i due paesi c’è una speciale via di collegamento, un cavo d’acciaio cui legarsi con un’apposita imbracatura, con il quale si può letteralmente volare, godendo dall’alto dello spettacolare paesaggio tra Castelmezzano e Pietrapertosa (e ritorno). Due le soluzioni di volo, il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 metri. La linea di San Martino parte da Pietrapertosa (quota 1.020 metri) e arriva a Castelmezzano (a 859 metri), dopo aver percorso 1.415 metri a una velocità massima di 110 km/h. La linea peschiere, invece, permette di lanciarsi da Castelmezzano (quota di partenza 1.019 metri) e arrivare a Pietrapertosa (a 888 metri), toccando i 120 km/h, su una distanza di 1.452 metri.

La Via Ferrata

Si tratta di un percorso attrezzato per scalare le Dolomiti Lucane, che si snoda in due sentieri lungo le dorsali rocciose di Castelmezzano e di Pietrapertosa, su canali e camminamenti, passaggi verticali e tratti in esposizione. I due rami del percorso sono: la Via Ferrata Salemm, sul versante di Castelmezzano, con una lunghezza di 1.731 metri e un dislivello di 249 metri, e la Via Ferrata Marcirosa, sul versante di Pietrapertosa, con una lunghezza di 1.778 metri e un dislivello di 331 metri.

Il punto di partenza (area attrezzata Antro delle Streghe) si trova in una grande radura a valle del corso del Rio di Caperrino, un affluente del Basento che taglia a metà lo spazio tra i versanti corrispondenti ai due paesi. Si consiglia di indossare sempre calzature adeguate per affrontare i sentieri.

C’è pure un Ponte Nepalese, sospeso sopra il torrente Caperrino, che collega i punti di partenza dei due sentieri. La lunghezza è di 72 metri e l’altezza massima da terra è di 35 metri, a 650 metri sul livello del mare. Può essere percorso al massimo da 15 persone contemporaneamente, agganciate alla linea di vita con apposito kit da ferrata.

Piccole Dolomiti Lucane: itinerari di trekking

Per arrivare da Castelmezzano a Pietrapertosa, c’è un itinerario di circa 15 chilometri, tramite la Strada Comunale Pietrapertosa Corleto Perticara, procedendo in direzione sud-est su Via S. Croce, verso la Strada Interpoderale Santa Croce Camastra, dai 750 metri di Castelmezzano ai 1.088 di Pietrapertosa.

Percorso delle Sette Pietre

È un percorso di circa 2 chilometri che recupera un antico sentiero contadino tra Pietrapertosa e Castelmezzano e che si sviluppa su quote variabili: da 920 metri a Pietrapertosa scende fino a 660 metri nella valle attraversata dal torrente Caperrino e risale a 770 metri a Castelmezzano.

Il percorso delle sette pietre si ispira ai “racconti delle pietre” della tradizione orale e raccolti dal giornalista Mimmo Sammartino nel suo libro “Vito ballava con le streghe” (Sellerio editore Palermo). Lungo il vecchio tratturo, ci sono installazioni visive e sonore, sette pietre “parlanti” che raccontano il territorio, le tradizioni, le leggende, che rendono il luogo davvero magico. Al centro del percorso, nel punto più basso dove il tratturo scorre accanto al torrente Caperrino, c’è l’Antro delle Streghe.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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