
C’è un volto della meravigliosa isola di Favignana che forse non è noto come merita: è quello delle antiche cave di tufo dove sono sorti splendidi giardini, detti ipogei. La Sicilia è una terra ricca di storia e meraviglie e se si desidera scoprirla in tranquillità, senza subire l’afa estiva e la massa di turisti, settembre è un mese perfetto. Il consiglio è di recarvi nella stupenda terra di Favignana con l’intento di andare sotto terra, piuttosto che sotto il suo mare cristallino o lungo le sue coste turchesi.
Nello specifico, i giardini ipogei sono una delle caratteristiche più originali dell’isola: si tratta delle cave di calcarenite, comunemente chiamata “tufo”, trasformate nel tempo in orti e giardini rigogliosi. Una pagina di storia siciliana tutta da ammirare.
Pietra e natura sono i protagonisti di questa bella storia di Favignana. Il suo territorio, a livello geologico, è infatti segnato sin dall’antichità dalla presenza di calcarenite, comunemente chiamata tufo. I cavatori locali hanno estratto per centinaia di anni questa pietra chiara e facilmente lavorabile nelle “pirrere”, le cave. I blocchi che se ne ricavavano erano utilizzati soprattutto nell’edilizia. Le cave potevano svilupparsi a cielo aperto oppure sotto terra, formando ambienti con pareti verticali, gallerie e grandi cavità.
Quando l’attività entrò in crisi e le cave diventarono inutilizzate, gli abitanti iniziarono a sfruttarle modo diverso. Le cavità di tufo, quindi, acquistarono nuova vita, quella di orti e giardini. Grazie alle pareti di roccia molto alte, infatti, era possibile proteggere le piante dal vento forte. Inoltre, in queste cavità si formava un microclima mite in inverno e fresco in estate perfetto per la crescita di alberi e arbusti vari.
Ecco perché oggi si può passeggiare a Favignana e imbattersi in giardini ipogei dentro le vecchie cave. Sono angoli verdi rigogliosi dentro queste “scatole” di pietra antica e sotto terra, nella quale non di rado si scorgono fossili di conchiglie.
A testimoniare la straordinaria combinazione di geologia, natura e intuizione umana ci sono due luoghi sorprendenti sull’isola. Il primo è il Giardino dell’Impossibile, presso Villa Margherita. Il nome già evoca scenari inconsueti e miracolosi, come far crescere verdeggianti piante in un ambiente che appare arido e stile. Si tratta di un parco botanico ipogeo con 500 specie di piante ornamentali e mediterranee. Da ammirare c’è anche il Ninfeo, una vasca d’acqua nel tufo.
L’altro luogo da non perdere è la Cattedrale Ipogea, il cui nome richiama la grandezza e la forma monumentale dell’ambiente scavato nella roccia. Si tratta di un grande spazio ipogeo creato dall’attività dei cavatori favignanesi che per generazioni estrassero la pietra locale. L’ambiente stupisce per l’imponenza delle alte pareti verticali, le colonne e le grandi volte di calcarenite. L’impressione è proprio quella di camminare dentro una chiesa.
Uno degli aspetti più interessanti è che la cava conserva le testimonianze delle tecniche tradizionali di estrazione. I blocchi venivano separati dalla roccia con strumenti manuali e poi trasportati all’esterno. Sulle pareti sono ancora visibili segni, tagli e irregolarità lasciati dal lavoro dei cavatori.
La visita dura 50 minuti e si può prenotare fino al 31 ottobre, pagando un biglietto di 15 euro.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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