Nel cuore delle Foreste Casentinesi un borgo perfetto immerso tra eremi e monasteri

Antonia Festa  | 14 Feb 2026

Se vuoi immergerti nella pace e nella natura incontaminata di una comunità monastica che vanta una storia di più di mille anni, Camaldoli (provincia di Arezzo, in Toscana) è la tua prossima destinazione. Situata nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è un borgo dove natura e storia si incontrano per riportarti indietro nel tempo, in una dimensione dove tutto rallenta. Camaldoli è una meta perfetta per tutta la famiglia, che puoi visitare a piedi o in bici.

Potrai raggiungerla seguendo strade montane panoramiche che ti daranno un piccolo assaggio della flora e della fauna tipici della zona, inoltrandoti nel verde una volta che avrai raggiunto il comune di Poppi. Lasciata l’auto presso il Monastero, potrai decidere di seguire i vicoli che si diramano all’interno del borgo, oppure di raggiungere direttamente l’Eremo tramite la “Strada Corta dell’Eremo” o seguendo i diversi percorsi che attraversano il bosco, adeguatamente segnalati. La distanza tra l’Eremo e il Monastero è di circa 3 chilometri.

Cosa vedere a Camaldoli

Il borgo di Camaldoli si sviluppa intorno al Sacro Eremo e al Monastero, sedi delle attività principali che mettono l’ospitalità dei visitatori al centro delle iniziative, insieme alla Foresteria, struttura ricettiva della località. La comunità benedettina accoglie i visitatori alla ricerca di una fuga dal ritmo frenetico della quotidianità, proponendo loro diversi luoghi di raccoglimento e attività culturali.

Oltre alla piccola località benedettina e alle foreste circostanti, si può visitare la Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli, un’area protetta dove da secoli ci si occupa della gestione e della cura di foreste di abeti bianchi e faggi, che sprigionano profumi indimenticabili. Il Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, a cui appartiene l’area, offre moltissimi spunti per approfondire la biodiversità della zona e promuove varie iniziative per arricchire l’esperienza di trekking.

Questa Riserva fa anche da ponte tra la comunità benedettina fondata da San Romualdo, che si è sempre occupata dello sviluppo delle abetine (utilizzando le piante autoctone anche per la creazione di spezie e piante officinali) e la Forestale, che oggi si occupa della gestione dell’area per la tutela di una biodiversità particolarmente ricca e diversificata.

Anche il Laghetto Traversari è una tappa imperdibile per chiunque passi da Camaldoli; situato poco distante dal Monastero, è un piccolo specchio d’acqua di origine artificiale, diventato negli anni un habitat perfetto per moltissime specie di anfibi. I vicoli del borgo sapranno stupirti con piccole attività locali dalla ricca valenza storica, come l’Antica Farmacia, che conserva gli antichi strumenti utilizzati dai monaci per la creazione dei loro rimedi naturali e della lavorazione delle piante officinali.

Il Sacro Eremo e la storia di Camaldoli


[foto @Marco Taliani de Marchio/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Per avere un’idea dello stile di vita dei monaci benedettini, il Sacro Eremo offre ai turisti la possibilità di accedere alla cella di San Romualdo, antico fondatore dell’edificio nel 1042. Le strutture sono luoghi di meditazione e silenzio, avvolti dall’ambiente suggestivo delle abetine, dove si può percepire e respirare l’importanza storica e spirituale di questo sito.

San Romualdo scelse il punto dove ancora oggi sorge l’Eremo come luogo ideale per praticare la vita ascetica, dedicandosi al silenzio e alla preghiera. Camaldoli rappresenta, infatti, ancora oggi il punto di incontro tra vita in solitudine e vita monastica; l’Eremo e la Chiesa sono il simbolo di questa unione, una difficile sintesi che è stata portata avanti nel corso di quasi mille anni dai monaci che hanno seguito e messo in pratica l’esempio del Santo.

Qui è nato l’Ordine Camaldolese, che coniuga le regole della vita comunitaria fondata da San Benedetto con una maggiore propensione per la solitudine e l’isolamento. La natura che avvolge questo luogo, inoltre, rende tutto questo possibile e particolarmente piacevole da vivere.

Cosa portare con sé per il trekking

Al Monastero e nell’Antica Farmacia potrai trovare moltissimi prodotti realizzati dai monaci secondo le antiche ricette. Liquori e amari ovviamente, ma anche composti naturali, spezie e prodotti del territorio. Per tale motivo, non dimenticare di portare con te uno zaino capiente per fare provviste di benessere!

Per i diversi percorsi che si sviluppano all’interno delle abetine, ti consigliamo calzature con una suola aderente e tomaia impermeabile, in modo da non avere problemi nelle giornate più umide e fredde. Una giacca antivento, inoltre, ti riparerà e potrai tranquillamente piegarla e riporla nello zaino.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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