Nel cuore del Cilento ho fatto un’escursione davvero rigenerante: qui c’è un bellisismo ponte del tutto naturale!

Claudia Giammatteo  | 26 Apr 2026

Nel cuore della Provincia di Salerno, a pochi passi dal suggestivo borgo di Felitto, si cela uno degli scenari più affascinanti e incontaminati dell’intero territorio campano: le Gole del Calore. Qui la natura si esprime in tutta la sua forza e armonia, scolpendo nel tempo un paesaggio fatto di acque limpide, pareti rocciose imponenti e una vegetazione rigogliosa che avvolge ogni cosa in un’atmosfera quasi fiabesca.

Questa straordinaria oasi naturalistica, immersa nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, rappresenta una destinazione imperdibile per gli amanti dell’escursionismo, dell’avventura e del contatto autentico con la natura. Tra sentieri panoramici, tratti fluviali da esplorare e angoli nascosti dove il tempo sembra rallentare, le gole offrono un’esperienza capace di sorprendere a ogni passo.

Che si tratti di una passeggiata rilassante lungo il fiume o di un percorso più dinamico tra rocce e acqua, questo luogo sa regalare emozioni uniche e scorci indimenticabili. Scopriamo insieme come raggiungere questo piccolo paradiso e quali sono gli itinerari migliori per viverlo appieno, lasciandosi conquistare dal suo fascino selvaggio e autentico.

Gole del Calore: trekking avvincente nel cuore selvaggio della Campania

Da un punto di vista geologico, le Gole del Calore sono una serie di cinque incisioni che sono state scavate nella roccia dal fiume Calore e che si trovano nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. La principale particolarità di queste gole è data dal fatto che le escavazioni risultano molto suggestive, con le pareti rocciose che si abbassano improvvisamente a picco. Hanno un’origine prevalentemente calcarea e molto raramente superano i 10 metri di altezza. Le pareti rocciose non sono quasi mai toccate del sole e, di conseguenza, sono molto umide, caratteristica che, insieme alla presenza di diverse rupi, ha favorito la formazione dei canali.

Una delle principali particolarità si rinviene nella quarta e nella quinta gola e consiste nelle cosiddette marmitte dei giganti, degli enormi fori circolari che si trovano a diretto contatto con l’acqua del torrente, che nei momenti di piena danno vita a caratteristici mulinelli. Ma le Gole del Calore presentano anche un indubbio interesse naturalistico; sono diverse, infatti, le specie animali che è possibile incontrare, alcune delle quali anche relativamente rare. Tra queste, la lontra, la trota fario, il merlo acquaiolo, il martin pescatore e la trota dagli occhiali. Anche la flora si presenta decisamente lussureggiante, con molte piante tipiche della macchia mediterranea e con un ricco sottobosco, dove crescono valeriana, felci, pungitopo e bacche di mirto.

I sentieri più belli delle Gole del Calore

Come abbiamo accennato, le Gole del Calore sono caratterizzate da cinque diverse scarpate, che danno vita a distinti itinerari naturalistici.

La Quarta Gola

Una delle escursioni che consigliamo maggiormente è quella che interessa la quarta gola; grazie alla sua particolare conformazione geologica, può essere visitata anche tramite un percorso molto suggestivo effettuato a bordo di una canoa. Questo itinerario permette di ammirare in tutto il suo splendore, osservando il lato sinistro della sponda del fiume, alcune espressioni tipiche delle marmitte dei giganti.

I ponti storici

Lungo il percorso delle gole si incontrano due ponti che collegano le sponde del fiume: a Magliano troviamo il ponte medievale costruito per favorire i collegamenti tra le due zone di terraferma, mentre, molto più interessante dal punto di vista escursionistico, è il ponte di Pietra Tetta. Si tratta un vero e proprio collegamento naturale tra le rive del Calore, realizzato da due enormi massi che, franando dai lati opposti delle sponde, si sono incastrati tra di loro.

Il Sentiero delle Gole del Calore

Il sentiero delle Gole del Calore è, in realtà, una sorta di anello lungo poco meno di 9 chilometri. Parte dall’Oasi di Remolino a Felitto, costeggia per quasi 6 chilometri il fiume e raggiunge il ponte medievale. Prendendo, poi, da questo punto un sentiero, si può ritornare al luogo di partenza.

Un elemento da considerare è il continuo alternarsi di dislivelli in altezza, che rende il percorso faticoso ma al tempo stesso piacevole. Ad esempio, il primo tratto dell’escursione parte da un’altezza di 230 metri per concludersi a un’altezza di poco superiore ai 400 metri. Per evitare di affaticare troppo gli escursionisti con i gradini di legno e roccia che si incontrano, lungo le radure sono presenti delle panchine che permettono di riposarsi e ammirare l’atmosfera tipica del bosco. Per questo motivo, il percorso è adatto a tutti gli escursionisti, anche quelli con minore esperienza.

Lungo il sentiero potranno essere facilmente identificate piante di felci e pungitopo e, se si è fortunati, anche intravedere alcuni degli animali che si aggirano nel bosco alla ricerca di cibo. Grazie alla segnaletica precisa e puntuale sarà, inoltre, facile identificare i punti di maggiore interesse; tutti questi elementi rendono il tour delle Gole del Calore molto praticato.

Nel momento in cui si raggiunge il ponte di Pietra Tetta, si incontrerà un altro sentiero che rappresenta una sorta di variante rispetto a quello classico, in quanto permette di raggiungere il borgo di Magliano Vetere. Necessaria una buona attrezzatura da trekking, per poter affrontare l’escursione delle Gole del Calore nel Cilento: delle scarpe da trekking rappresentano l’elemento fondamentale per evitare brutti scivoloni sulla pietre umide, così come una giacca impermeabile.

Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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