L’unico borgo dove c’è una cascata al posto della piazza principale: ecco cosa bisogna sapere, dalle origini all’obbligo di bacio

Adriano Bocci  | 12 Giu 2024
Cascata Grande di Isola del Liri, nel suo centro storico

Oggi siamo in piena Ciociaria, a sud di Roma in provincia di Frosinone, nell’unico borgo dove al posto della piazza principale c’è una bellissima cascata. Una città piena di storia, verso le vicinanze dei confini tra Lazio e Abruzzo, con il castello in piazza eccoci ad Isola del Liri.

Effettivamente due cascate: una davanti (spettacolare) ed una dietro (un po’ meno spettacolare per necessità, ma non si fanno discriminazioni). Adagiata sulle rive del Liri, da cui prende il nome, è un gioiellino particulaire con architetture e tradizioni meravigliose. Obbligo di baciarsi, mi raccomando, non deludete ed andate in coppia. O createla, l’occasione c’è.

1 Isola del Liri: cascata? O cascate? L’obbligo di baciarsi

Cascata Grande di Isola del Liri, punto di vista dalla cascata
Punto di vista dalla Cascata Grande

Il centro si espande da un’isola fatta dal Liri che si biforca in due vicino al Castello Boncompagni. Le cascate effettivamente, quindi, sono due: Cascata Grande e Cascata del Valcatoio. La più famosa delle due cascate è la Cascata Grande, conosciuta anche come Cascata Verticale. Con un salto di circa 27 metri è una delle poche cascate in Italia (e in Europa) ad avvenire dentro a un centro storico. Il suo fragore si sente tra le vie, creando un’atmosfera molto romantica (su questo, torneremo dopo).

Un po’ meno importevole per il turismo, causa sfruttamento, è la Cascata del Valcatoio, molto più quieta. Ha un salto più basso ed è più rilassante: è così perché viene utilizzata da un impianto di produzione elettrica, ed ha un salto non necessariamente verticale, seppur segue un’inclinazione totale di 160 m. E l’obbligo di baciarsi da dove viene?

Deriva da un cartello di Guido Gabriele che ha creato un disegno per un cartello stradale, messo proprio al fianco della Cascata Grande alla parte più fotografata dell’Isola di Liri. Proprio dove la freccia di Google Maps mostra la posizione di Isola del Liri.

 

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2 Le origini e un sentito grazie alla Francia

Isola del Liri vista dall'alto | Facebook
Isola del Liri vista dall’alto | Facebook

Le origini sono legatissime ai più vicini Sora e Arpinium, che si dividevano il territorio di Isola del Liri. Era abitata in primis dai Volsci, come ne testimonia la necropoli (e una cinquantina di sepolcri con armi e crani umani) mentre si scavava per la ferrovia. La colonizzazione di Sora da parte dei romani nel 305 a.C. portò alla stabilizzazione romana della zona, essendo un punto obbligato di sosta e mercato.

La storia riprende dal medioevo nel 1010 quando si stacca da Arpinio ma rimane ancora Isola di Sora; Isola del Liri però passa sotto la guida di diverse famiglie nobili e nel 1580 il ducato di Sora viene comprato dal figlio di Gregorio XIII. I Boncompagni hanno avuto un ruolo importante in città, creando il castello. Nell’Ottocento però, con l’arrivo dei francesi, boom di sviluppo per l’industria della carta. Isola del Liri era già importante nel creare carta dagli stracci. Le stracciaiole li selezionavano, pulivano e tagliavano, fatti diventare poi pasta con un molino a cilindro, high-tech per l’epoca, usando cloro e soda come sbiancante. Non appena arrivano le macchine a tamburo francesi nasce e prolifera la produzione di fogli di carta continui: gli imprenditori francesi facilitarono gli scambi tecnici. Ciò moltiplicò l’economia nella regione in modo irrimediabilmente proficuo.

3 Isola del Liri: cosa vedere

 

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In primis? Le due cascate, la Cascata Grande e la Cascata del Valcatoio. Senza ombra di dubbio. Il Giardino delle Cascate poi sta ai piedi della Cascata Grande. Essendo che entrambe sono in pieno centro storico, il Castello Boncompagni-Viscogliosi è una tappa obbligata. Il sito ufficiale lo trovate qui. È uno dei castelli meglio conservati della zona, su un masso di travertino che spacca in due il Liri.

Oltre al castello c’è da vedere sicuramente il parco comunale Giovanni Paolo II di 10 ettari al centro storico. Inoltre c’è il Museo della Civiltà della Carta, un museo che racconta la storia della produzione della carta a Isola del Liri. Il museo è allestito in un’ex cartiera e ospita una collezione di macchinari e documenti storici: lo trovate qui. Se avete voglia di barocco c’è la Chiesa di San Lorenzo sempre nel centro storico con varie opere come un dipinto di Luca Giordano, o se avete bisogno di una vista coi fiocchi c’è il Ponte Marmone che dà sulla valle.

Restate con noi, qui: a non troppa distanza c’è la seconda cascata più alta d’Italia.

Adriano Bocci
Adriano Bocci


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