L’ultima isola-carcere dell’Arcipelago Toscano: un paradiso incontaminato sospeso tra natura e riabilitazione

Antonia Festa  | 01 Lug 2026

Oggi vi parlerò di un’attività molto particolare. Niente montagne, spiagge incredibili, lunghe percorrenze e ristori per turisti, perché il trekking all’isola di Gorgona è decisamente un’esperienza atipica, strana e unica. Rappresenta, infatti, l’ultima isola-carcere d’Europa. Ma non parlo di un posto come Rikers Island o Alcatraz, visto che Gorgona è molto diversa da come la si possa immaginare e le escursioni qui sono un modo per conoscere un mondo nuovo ed esplorare un luogo fantastico.

La storia di Gorgona, l’ultima isola-carcere d’Europa

Gorgona è l’isola più piccola per estensione territoriale dell’Arcipelago Toscano, con una superficie di poco superiore ai 2 km², e amministrativamente rientra nel territorio del comune di Livorno, dal quale è separata da 34 chilometri di mare. Insieme alle altre isole dell’arcipelago, fa parte dell’area del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è, dunque, un’area protetta.

La peculiarità di questo posto è la presenza, dal 1869, di una colonia carceraria, che oggi racchiude tutto il territorio dell’isola. Negli anni, poi, si è imposto un modello detentivo volto alla riabilitazione e alla rieducazione e, per i circa 70 detenuti dell’isola, la vita non scorre più unicamente in cella. Durante il giorno, infatti, si lavora nei campi dell’isola o a stretto contatto con gli animali oppure si studia, si socializza e si pratica attività fisica. Il modello proposto da Gorgona ha, dunque, un approccio molto diverso da quello adottato nella maggior parte delle carceri in Italia e, secondo alcuni studi, è un sistema che porta i suoi frutti. Se il tasso di recidiva si attesta tra il 60 e l’80%, per i detenuti di Gorgona questo fenomeno scende intorno al 20%.

Trattandosi di un territorio che ospita la sede distaccata della Casa Circondariale di Livorno, si può sbarcare sull’isola soltanto tramite motovedetta della Polizia Penitenziaria e partecipare a visite con guide ambientali autorizzate, seguendo rigide procedure di sicurezza (non è consentito portare cellulari o macchine fotografiche).

Perché fare un trekking a Gorgona?

 

L’Arcipelago Toscano ha svariate isole più grandi e attrezzate per accogliere turisti e trekkers. Ma la visita a Gorgona offre un’esperienza ineguagliabile. Non solo è possibile ammirare la straordinaria vegetazione, le alte scogliere, i campi di vite e gli allevamenti, ma anche capire in che modo i detenuti contribuiscono alla vita lavorativa quotidiana.

Non solo natura: l’importanza del contatto umano

Il vero motivo per cui visitare Gorgona è un’esperienza da provare è proprio la possibilità di entrare in contatto con i detenuti, attraverso le visite del Progetto Sociale di Toscana Trekking. Un modo unico per unire abitanti e visitatori e dare a questi ultimi l’opportunità di riflettere su tematiche legate alla legalità, ai diritti personali e alla libertà. Ma anche per conoscere le condizioni delle prigioni italiane e i limiti del sistema carcerario nel resto del Paese, relativamente al reinserimento sociale e alla rieducazione del condannato.

È, dunque, un’occasione unica per ricreare contatti sociali. Il programma, inoltre, prevede un’escursione nelle bellezze dell’isola attraverso una camminata di circa 6 chilometri sulle carrarecce che portano agli antipodi dell’isola.

Se siete interessati all’esperienza fantastica che solo il trekking sull’isola di Gorgona può dare, preparate scarpe comode e zainetto e partite!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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